Libri piacentini

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"Suor Leonella Sgorbati"

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri e le recensioni di autori piacentini, per nascita o per adozione, e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale. Saggi e recensioni di amici del nostro blog

Oggi segnaliamo

Due volumetti, scritti da Barbara Sartori ed editi da Il Nuovo Giornale, forniscono una efficace chiave di lettura per approfondire la conoscenza di una “Beata” dei nostri tempi: Suor Leonella Sgorbati, al secolo Rosa Maria Sgorbati, nata a Rezzanello, sulle colline piacentine, il 9 dicembre 1940 che,  il 26 maggio prossimo, sarà proclamata Beata nella nostra Cattedrale. Si tratta della prima beatificazione che la Diocesi vive sul territorio.

Quando Leonella ha compiuto  dieci anni la famiglia si trasferisce a Sesto San Giovanni, nel Milanese. Attivissima nella parrocchia di San Giuseppe, la sua vocazione missionaria nasce ascoltando in oratorio le testimonianze di sacerdoti e suore della Consolata, la Congregazione fondata dal beato Allamano per portare l’amore di Gesù nei luoghi più abbandonati del mondo. Entra nell’Istituto a vent’anni e, dopo un periodo di studi in Inghilterra, approda in Kenya nel 1970. Passerà in Africa 36 anni, come infermiera, ostetrica – farà nascere oltre quattromila bambini – e direttrice di scuole per infermieri.

Nel 2001 è a Mogadiscio con le  Missionarie della Consolata rimaste dopo la caduta del dittatore Siad Barre nel ‘91. Suor Leonella accompagna gli allievi negli studi, li sprona a dare il meglio perché li vuole protagonisti della ricostruzione della Somalia. Riesce perfino ad ottenere il riconoscimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la scuola. Sente però crescere attorno a sé l’ostilità dei fondamentalisti, che non vedono di buon occhio questa suora che passa tanto tempo con i giovani. Temono ne approfitti per fare proselitismo. Suor Leonella, invece, crede nel dialogo tra fedi e culture. «Dove c’è paura - ripete - non c’è amore». Il 17 settembre 2006 è colpita da una raffica di mitra mentre sta tornando a casa dopo le lezioni. Trova la morte anche Mohamed Mahamud, la sua guardia del corpo: il sangue di una consacrata cristiana e di un padre di famiglia musulmano mescolati insieme, vittime entrambi di un cieco fanatismo. Le ultime parole di suor Leonella: «perdono, perdono perdono».

Entrambi i volumi sono illustrati con eficacia da  immagini a disegno di da Renato Vermi e da fotografie che documentano situazioni e luoghi e luoghi che hanno avuto protagonista la Beata suor Leonella.

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