Piacenza, foto d’autore

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Niente a Piacenza ricorda il maestro Giuseppe Verdi, mentre il San Marco rimane così

"Orecchie da mercante" da Palazzo dei Mercanti, sede del Comune di Piacenza, sulla necessità di arrestare il vistoso e progressivo degrado in cui si trova il fabbricato ex Hotel San Marco

Orecchie da mercante da Palazzo dei Mercanti, sede del Comune di Piacenza, sulla necessità di arrestare il vistoso e progressivo degrado in cui si trova il fabbricato ex Hotel San Marco. I nostri recenti articoli che hanno illustrato l’esortazione di “Italia Nostra” a considerare per l’edificio un’opportunità culturale e turistica, hanno stimolato anche la creatività di Alè Bersani, che ci fornisce una sua interpretazione panoramica dell’intero complesso in angolo vie San Marco e Cittadella.

Abbiamo anche un contributo dell’architetto Carlo Ponzini: nel 1905 periodo in cui anche a Piacenza stava prendendo piede lo “stile Liberty” in architettura, l’ingresso fu abbellito con la pensilina di ferro battuto, elegante e leggera, decorata con girasoli e motivi vegetali stilizzati e fu costruito lo scalone interno accompagnato da una ringhiera lineare e sinuosa nello stesso stile. Non c’è una vera e propria differenza tra Art Nouveau e Stile Liberty. Più semplicemente, “Stile Liberty” è il nome che è stato dato in Italia all’Art Nouveau, visto che questa corrente artistica (ma non solo) ha origini francesi.  Lo stile Art Nouveau era null’altro che un movimento artistico che condizionò l’architettura, la pittura e il design a cavallo tra due secoli. Ovviamente ci sono differenze tra lo sviluppo di questa corrente nelle diverse nazioni.

Il palazzo di Via San Marco è legato alla pittura perché ricordiamo che tra gli artisti noti, legati all’Art Nouveau è annoverabile Gustav Klimt.  Pittura e musica si uniscono in un’immagine architettonica unica e alquanto attuale nell’edificio che è un esempio di integrazione architettonica di stili. Il rapporto tra musica e arte è sempre stato fatale e si è fatto ancora più intenso nel Novecento. La musica ha giocato un ruolo fondamentale nell'aiutare questi grandi pittori del Novecento a trovare ispirazione per le proprie opere ma non si è limitata a essere semplice musa. Gli artisti hanno cercato qualcosa di più di una semplice mimesi della realtà: hanno provato a evocare ritmi e tonalità sulla tela costruendo un dialogo compiuto tra l’arte e la musica. In questo contesto bisognerebbe impostare un programma/progetto di recupero di questo gioiello architettonico finalizzato a fare un’opera di restauro che sappia coniugare la forza artistica di Verdi con la leggerezza e la sensibilità di Klimt.

A proposito della auspicata destinazione il professor Domenico Ferrari Cesena aveva scritto “come a Piacenza non ci sia nulla che ricordi Verdi in modo evidente e come uno specifico museo possa essere l’occasione per mostrare come il grande maestro sia certamente più cittadino di Piacenza che di Parma: le sue tradizioni familiari più importanti erano, infatti, verso la nostra città. Non era agricoltore per hobby ma come seconda attività nella quale dimostrava di avere tutta l’indole piacentina”.

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Commenti (2)

  • a Piacenza non c’è nulla che ricordi Verdi in modo evidente, anche perché probabilmente non ci sono immobili che possano realmente rievocare tracce del suo passaggio. Ma a Sant'Agata, frazione di Villanova sull'Arda a circa 30 km da Piacenza, c’è la bella Villa Verdi, che fu la residenza nella quale Giuseppe Verdi abitò per ben 50 anni, la quale potrebbe (e dovrebbe) essere valorizzata (lì sì che ci sarebbero delle ottime ragioni !)

  • Credo che, anche senza Verdi e Klimt, sia utile per Piacenza recuperare l'Hotel San Marco e riutilizzarlo nel modo migliore possibile. Analogamente occorre intervenire anche su altri edifici storici che versano in pessimo stato. La lista è lunga.

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