Piacenza, foto d’autore

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Una bellezza nascosta di Piacenza: “Le Nozze di Cana” di Ricchetti

Scommetto che, fra i piacentini al di sotto dei 50 anni, coloro che conoscono l’esistenza del grande affresco di Luciano Ricchetti dal titolo “Le Nozze di Cana” sono meno di uno su 10mila

Scommetto che, fra i piacentini al di sotto dei 50 anni, coloro che conoscono l’esistenza del grande affresco di Luciano Ricchetti dal titolo “Le Nozze di Cana” sono meno di uno su 10 mila persone. Il motivo lo si deve al fatto che questo affresco, che pure è imponente (10 metri per 2,5) è stato, non so perché (anche se il motivo l’ho chiesto in giro) abilmente ed accuratamente nascosto. Esso si trova nella notissima chiesa di San Savino, quella che si apre sul Giardino Merluzzo. Quest’affresco però, realizzato dal pittore piacentino nel 1954, non si trova in una qualsiasi cappella accessibile della chiesa ma in una cappella non visibile che si trova subito a sinistra, entrando, ed alla quale si può accedere solo con la collaborazione del sacrestano che peraltro, se interpellato, è del tutto disponibile a farla visitare. Cosa che, come si vede bene dalle foto, merita di essere fatta.

Della famosa vicenda neo testamentaria della trasformazione dell’acqua in vino, Ricchetti dà un’interpretazione suggestiva ad aderente al testo e allo spirito del Vangelo. La Madonna, desolata, implora il favore dal figlio. Gesù, con un distaccato gesto sacerdotale, produce il miracolo, ovvio ma importante. Il mescitore che di solito versava il vino, che stavolta, con lo stesso impegno di sempre, versa l’acqua con la certezza che il miracolo si avvererà-. Sullo sfondo, ci sono varie figure dei partecipanti al banchetto di nozze. Lo strano (e anche il significativo) di questo affresco è l’angolo prospettico scelto da Ricchetti per raccontare la vicenda. Alla base della prospettiva sono le basi degli otri ed i piedi dei partecipanti. Stupendo il gatto alla sinistra dell’affresco. Con poche pennellate Ricchetti lo fa più vivo del naturale.

Sotto, da una parte e dall’altra della porta che sta nei piedi, Ricchetti, non nuovo a queste soluzioni estemporanee, ha dipinto due angeli musicisti e cantori. Vedendoli, è giocoforza intendere la musica che stanno suonando. Celestiale. 

San Savino-3

Piacenza, foto d’autore

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Commenti (1)

  • A Piacenza esistono molte cose belle ma "invisibili".

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