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Venerdì, 20 Maggio 2022
Piacenza Nostra

Opinioni

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A cura di Cesare Zilocchi

La Gazzetta di Piacenza e la fine del mondo

Usciti gli austriaci dalla nostra città il giorno 10 giugno 1859, nacque la “Gazzetta di Piacenza” diretta da Giovanni Bianchi

Usciti gli austriaci dalla nostra città il giorno 10 giugno 1859, nacque la “Gazzetta di Piacenza” diretta da Giovanni Bianchi.  Pochi mesi dopo il Bianchi, causa le sue posizioni troppo critiche verso il governo, ricevette il benservito. La Gazzetta di Piacenza divenne “Gazzetta Piacentina” e ottenne la qualifica di “giornale ufficiale” ma progressivamente andò spegnendosi fino a morire nei primi del maggio 1861.  Nelle sue storiche pagine si trova il seguente pezzo sulla fine del mondo, tanto curioso quanto atto a stimolare  riflessioni  su certo  ecologismo scientista dei tempi nostri. 

“Il sig. Paligot noto scienziato, ha fatto calcolo che il carbon fossile ed altri combustibili minerali estratti dalla terra ascendono ora a 550 milioni di quintali metrici all’anno in Europa soltanto. Ora ammettendo che questi combustibili contengano in media un 80 per cento di Felix Nadar in a Balloon-2carbonio, il loro  uso spande nell’aria 80 miliardi di metri cubi d’acido carbonico all’anno. Eccoci dunque avvelenati poiché l’aria gravida di acido carbonico non è propria alla respirazione.  Se si calcola adesso che le foreste di tutti i continenti si disboscano di più in più e che la proporzione d’acido carbonico e d’ossido di carbonio centuplicherà all’infinito, a misura che l’uomo sarà più industrioso,  ne segue che il mondo essendo solcato dalle strade ferrate e dai battelli a vapore ed essendo coperto di fonderie e fabbriche, senza contare i palloni Nadar (vedi nota) e simili, svilupperà dei bilioni di metri cubi di acido carbonico e d’ossido di carbonio. Distrutte le foreste l’acido carbonico e l’ossido di carbonio avranno per inevitabile risultato di viziare completamente l’aria e asfissiare gli uomini e gli animali; così grazie alla scienza non resterà un bel giorno nessuno sul nostro globo, neppure uno scienziato”.

Nota: Nadar, pseudonimo di Gaspard Felix Tounnachon  (1828-1910), giornalista, poi disegnatore,  quindi fotografo. Nel 1858 trasvolò Parigi con un aerostato a vapore scattando le prime fotografie dal cielo. Divenne famoso, tanto che con il suo nome si indicarono quei primitivi palloni volanti.

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