Lunedì, 20 Settembre 2021

Quando in colonia si andava all’Isolotto Maggi, la “Rimini” dei piacentini

La colonia fluviale intitolata al conte commendatore Alessandro Calciati venne fondata nel 1921. Toglieva dalle strade un numero ragguardevole di fanciulli e li rinvigoriva

Per il tragitto era stato composto appositamente un inno cantato dai ragazzi, con versi di Riccardo Douglas Scotti e musica del M° A.Fratus De Balestrini. Le prime strofe recitavano: siam figli dell’aria, siam figli dell’onda, c’è letto l’arena, guancia la sponda ecc. Sull’isolotto nuotate, ginnastica, giochi, insomma un doposcuola a tutti gli effetti, ed aveva il grande merito di aiutare tanti bambini a crescere in modo migliore.

L’isolotto ubicato tra le province di Piacenza e Lodi, a est del punto di confluenza del fiume Trebbia si era formato agli inizi del 1900 a causa delle trasformazioni del corso del fiume nei decenni precedenti e ha subito rapide evoluzioni che ne hanno modificato più volte la forma e l’ubicazione.

Prese il nome dall'avvocato Giovanni Battista Maggi, proprietario dell’isola e del terreno golenale oggi denominato “lungo Po”, posto fra lo scalo del Genio Pontieri e il ponte per Milano. Dalla costruzione del ponte stradale del 1908 fino alla 2° guerra mondiale e poi fino ai primi anni Sessanta, nel periodo estivo, divenne un frequentatissimo luogo di balneazione. Sulla spiaggia, attrezzata con cabine e chiosco per la vendita di bibite e angurie, oltre ai bagni, si effettuavano anche le sabbiature e l’elioterapia. Chi scrive, ha imparato a nuotare proprio lì.

L'accesso in origine era garantito tramite una scala in legno che scendeva direttamente dal ponte mentre, nei giorni festivi, era attivo un servizio trasporti tramite le chiatte per il trasporto della sabbia riadattate con panche per i passeggeri. Il prezzo per entrambi gli accessi era di 10 centesimi di lira. L'isolotto era la “Rimini” di tutti i piacentini, allora nessuno andava in Trebbia.

passerella isolotto maggi-2

 
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