Piacenza, una storia per volta

Piacenza, una storia per volta

Strade, vicoli e cantoni della vecchia Piacenza: Cantone dei Barozzieri, dei Buffalari e dei Tre Gobbi

Cantone Barozzieri

Chiudiamo la nostra passeggiata per strade, vicoli e cantoni della nostra amata città, iniziando con via Roma che, a proposito di “sbattezzamenti” è davvero un caso emblematico. In antico si chiamava Strada Romea al pari di quella parallela di via

via Scalabrini che a sua volta, un tempo, era conosciuta come via S. Salvatore dalla chiesa parrocchiale ubicata alla confluenza con via Stra'd Suta ed ex monumento Cavallotti-2Roma che, su ordine del Podestà Bernardo Barbiellini Amidei, nel 1923, venne abbattuta in una notte (onde evitare contestazioni) in ottemperanza al risanamento urbano deciso per la zona di “Porta Galera”. La parrocchia fu quindi trasferita in S. Anna.

Via Roma poi fu chiamata Strà ‘d Suar (strada di Sopra) per distinguerla da quella di Sotto (ovvero via Alberoni) ed anche via Felice Cavallotti, in memoria del poeta, uomo politico, garibaldino e deputato per Piacenza nel 1883 e nel 1895. Un suo busto si trovava alla confluenza tra via Roma ed Alberoni; successivamente fu trasferito presso la Biblioteca comunale Passerini Landi. Ricordiamo infine che via Roma era quella della città con il più elevato numero di osterie, dodici. Chiudeva la lista la celeberrima detta “Del Bambèi”.

Cantone Tarocco. Vicoletto che da Piazza Duomo svolta in via Pace. Secoli fa c’era un’osteria detta appunto Del Tarocco.

Cantone dei Barozzieri. Corre tra via Scalabrini ed i bastioni, in gran parte demoliti, delle mura verso il Facsal. Deve il suo toponimo all’esistenza di una comunità di artigiani specializzati nella costruzione e riparazione di carrozze e birocci, altrimenti detti carradori o carrai.

Piazzetta Torricella. Si chiamò a lungo così perché adiacente all’omonima chiesa passata nel 1556 alla “confraternita di S. Giovanni Strada Dritta (XX Settembre)-2decollato” i cui membri avevano il compito di seppellire i cadaveri dei giustiziati. In questa piazzetta si eseguirono fino alla seconda metà dell’800 sentenze di condanna a morte sull’apposito patibolo eretto alla presenza dei cittadini.

Cantone del Canale. Ha questo nome perché vi scorreva per tutta la sua lunghezza, Rio S. Savino. Quel tratto che collega Stradone Farnese a via Gaspare Landi già detto dei Capuccini, era anticamente designato con l’appellativo di Cantone del Re o dei Re ed il secondo tratto era indicato con l’epiteto infamatorio di Cantone della Spia.

Strada Cantarana. Non è un’iperbole, il nome afferma la verità; in quelle zone basse ed acquitrinose le rane, in grande abbondanza, vi gracidavano. Zona della Piacenza popolaresca, di grande e dignitosa povertà, bonificata dal Fascismo anche con la costruzione del Quartiere Ciano.

 
Piacenza, una storia per volta

" Ho dedicato, anni fa, lunghi periodi di studio e di lavoro, per fissare sulla carta la Piacenza popolaresca delle vecchie borgate. Mesi e mesi chiuso in biblioteca ed altri nelle osterie, in circoli ed associazioni, per farmi narrare dagli anziani personaggi ed avvenimenti di un mondo già svanito. Nei loro racconti tutta la ritrosia, quasi pudicizia, nel parlare di una società reietta, di estrema povertà, di uomini duri, quasi scolpiti nella roccia che il tempo inclemente aveva sgretolato, ma di cui permaneva ancora il ricordo, nel loro cuore. Oggi, di fronte alla proposta di raccontare di questa Piacenza completamente svanita nell'oblio del tempo, sono stato inizialmente restio, perché mi rendo conto, passeggiando nelle vie, che nulla è rimasto, se non i fantasmi dei ricordi trasmessi o appena afferrati, nella mia fanciullezza, mentre già stavano svanendo. Ma poi ho riflettuto ricordando il giorno in cui ho condotto mio figlio in giro per quelle vecchie borgate, ritrovando il gusto di consegnargli il ricordo (se lo accetterà) di una realtà che non trovavo giusto svanisse completamente; soprattutto quei valori di probità e solidarietà in cui credeva questa gente rude e resa aspra dalla vita. Così, con nuovi e diversi strumenti di comunicazione, on line, proverò a raccontare di nuovo Piacenza com'era una volta, il suo vero humus popolare. Ma so già che mi rimarrà di tutto questo, inevitabilmente, parafrasando il poeta… ""la rimembranza acerba!"" "

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Commenti (2)

  • Cantone del Canale c'era un'osteria del famoso Renato

  • Per Il Vicolo Bettolino, credo che il nome si riferisca al "Bettolino" un tipo di barca usato per il trasporto merci del piccolo cabotaggio tirati a secco nel vicolo presso della Chiesa di S. Agnese, cui resta solo la planimetria nella piazzetta.

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