Piacenza, una storia per volta

Piacenza, una storia per volta

Strade, vicoli e cantoni della vecchia Piacenza: Cantone dei Barozzieri, dei Buffalari e dei Tre Gobbi

Cantone Barozzieri

Cantone del Sansone e Cantone Mignone. Il primo collega Cantone Tibini e quello del Pozzo, il secondo via Scalabrini con via Roma. Perché li abbiamo uniti? Non tanto per la relativa vicinanza, quanto perché in ambedue vi erano importanti manifatture di seta. Il secondo Cantarana imbocco San Bartolomeo-2prende infatti il nome da un commerciante milanese durante il periodo farnesiano; del primo non si conosce l’origine.

Aie di Borghetto. (I Sièr o Aie di S. Sisto, le aie appunto nel lessico dialettale). Indicavano la grande spianata retrostante Borghetto dove sorsero le prime fornaci di laterizi.

Vicolo Bettolino. Si trova fra via Genocchi e via X Giugno. Pare che il nome derivi da una piccola “bettola” (osteria di barcaioli e pescatori) ivi esistente da tempo immemorabile. Sfocia, girando a gomito, in Cantone Fornaci.

Cantone Buttalà. In Cantone del Cristo (da un’antica immagine ivi venerata). Pare vi fosse una zecca dove si coniava una moneta detta “buttalà”.

Strada Guastafredda.Il nome deriva dalla famiglia Guastafreddo del XII° sec. L’oratorio ne ha assunto il toponimo d’origine.parte finale via Cavallotti-2

Strada degli Orefici. Ossia XX° settembre (ex Strà dritta) per la presenza di molte botteghe di oreficerie.

Strada S. Raimondo. L’odierno Corso Vittorio Emanuele. Il nome deriva dall’omonima chiesa e convento intitolati al Santo piacentino Raimondo Zanfogni detto Palmerio vissuto nel ‘200.

Strada delle Saline. Denominazione del tratto fra via Cavour e l’imbocco di via Roma a ricordo di un magazzino del sale che vi sorgeva.

Cantone dei Tre Gobbi. Così lo chiamò a lungo il popolino prendendo nome da un’osteria con tale insegna che si trovava nel primo tratto cantone Cristo x vie Cantoni-2di via S. Siro nei pressi del Politeama.

Cantone dei Moroni. Termine dialettale per indicare i gelsi che vi allineavano nel passato. Ricordiamo a tal proposito anche il detto piacentino come ci riferiva il Tammi “l’ha studia al libar dal Muron: con po’ l’ha studia, po’ al diveinta cuion!”. Pare si riferisca al Dizionario di erudizione storico- ecclesiastica in cento volumi del Gaetano Moroni 1840-1847. Proverbio che si utilizza ironicamente per gli studenti che capiscono poco e di chi fa sfoggio di inutile e vuota erudizione. La chiudiamo qui. Ce ne sarebbero ancora a decine, ma “il troppo stroppia” e questa non vuole certo essere un’esaustiva rassegna, ma solo segnalare un po’ di curiosità. E poi è ora di riprendere il nostro periplo per le borgate piacentine.

via Roma x vie e cantoni-2

Piacenza, una storia per volta

" Ho dedicato, anni fa, lunghi periodi di studio e di lavoro, per fissare sulla carta la Piacenza popolaresca delle vecchie borgate. Mesi e mesi chiuso in biblioteca ed altri nelle osterie, in circoli ed associazioni, per farmi narrare dagli anziani personaggi ed avvenimenti di un mondo già svanito. Nei loro racconti tutta la ritrosia, quasi pudicizia, nel parlare di una società reietta, di estrema povertà, di uomini duri, quasi scolpiti nella roccia che il tempo inclemente aveva sgretolato, ma di cui permaneva ancora il ricordo, nel loro cuore. Oggi, di fronte alla proposta di raccontare di questa Piacenza completamente svanita nell'oblio del tempo, sono stato inizialmente restio, perché mi rendo conto, passeggiando nelle vie, che nulla è rimasto, se non i fantasmi dei ricordi trasmessi o appena afferrati, nella mia fanciullezza, mentre già stavano svanendo. Ma poi ho riflettuto ricordando il giorno in cui ho condotto mio figlio in giro per quelle vecchie borgate, ritrovando il gusto di consegnargli il ricordo (se lo accetterà) di una realtà che non trovavo giusto svanisse completamente; soprattutto quei valori di probità e solidarietà in cui credeva questa gente rude e resa aspra dalla vita. Così, con nuovi e diversi strumenti di comunicazione, on line, proverò a raccontare di nuovo Piacenza com'era una volta, il suo vero humus popolare. Ma so già che mi rimarrà di tutto questo, inevitabilmente, parafrasando il poeta… ""la rimembranza acerba!"" "

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Commenti (2)

  • Cantone del Canale c'era un'osteria del famoso Renato

  • Per Il Vicolo Bettolino, credo che il nome si riferisca al "Bettolino" un tipo di barca usato per il trasporto merci del piccolo cabotaggio tirati a secco nel vicolo presso della Chiesa di S. Agnese, cui resta solo la planimetria nella piazzetta.

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