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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Al quinto anniversario dell'accordo di Parigi si parla di "emergenza climatica"

L'attuazione dell’accordo sottoscritto cinque anni fa a Parigi è diventato urgente: il mondo corre verso la desertificazione, gli eventi atmosferici estremi e sono i Paesi più poveri a riportare le conseguenze. Per il Segretario dell'ONU Antonio Guterres "Si deve dichiarare lo stato di emergenza climatica. A cinque anni dall'intesa sul clima è arrivato il momento di agire per raggiungere l'obiettivo di abbattere le emissioni del 45% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2010".

Alla apertura del "Climate Ambition Summit" organizzato da: Nazioni Unite, Gran Bretagna e Francia, in collaborazione con Cile e Italia, che si è tenuto a distanza con la tecnologia on line il 12 dicembre, Guterres ha dichiarato che "Gli attuali impegni delle nazioni non sono sufficienti per limitare l'aumento della temperatura a 1,5° C. Se non cambiamo rotta, potremmo essere diretti ad un aumento catastrofico della temperatura di oltre 3 gradi in questo secolo. Questo è il motivo per cui oggi chiedo a tutti i leader del mondo di dichiarare lo stato di emergenza climatica nei loro Paesi fino al raggiungimento della neutralità del carbonio".

L'obiettivo è di stendere un bilancio degli ultimi 5 anni sull'azione dei Paesi contro il "climate change" e fissare nuovi obiettivi così da spianare la strada alla Cop 26 di Glasgow in programma dal 1 al 12 novembre del 2021.

Guterres ha inoltre sottolineato che "Dalla svolta storica dell'Accordo di Parigi per limitare il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C la strada è tutta in salita. I Paesi del G20 stanno spendendo il 50% in più nei settori legati ai combustibili fossili, piuttosto  che all'energia a basse emissioni di carbonio".

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nel suo intervento alla "Conferenza Climate Ambition 2020" ha ribadito che "Non c'è tempo da perdere. Per salvare il pianeta dobbiamo agire ora, il livello di allarme è alto, nonostante gli accordi firmati in anni precedenti". Il Premier ha inoltre assicurato che "Come presidenza del G20 per la COP 26, l'Italia si impegna a dare un contributo importante per questo obiettivo comune".

Anche Papa Francesco si è appellato ad una strategia per ridurre a zero le emissioni: l'attuale pandemia e il cambiamento climatico, che non hanno solo rilevanza ambientale, ma anche etica, sociale ed economica e politica, incidono soprattutto nella vita dei più poveri. Sono urgenti misure, non c'è più tempo da perdere, non rubiamo alle nuove generazioni la speranza di un futuro migliore.. lo Stato della Città del Vaticano si impegna a ridurre a zero le emissioni prima del 2050 ed a promuovere una educazione all'ecologia integrale".

Intanto, scienziati del "British Antarctic Survey" si stanno preparando a raggiungere il più grande iceberg del mondo che è in rotta di collisione con la Georgia del Sud, che pur trovandosi nell'Oceano Atlantico meridionale è un territorio britannico.

L'iceberg A-68A è un blocco di ghiaccio che si è staccato dall'Antartide nel 2017 e da allora sta andando alla deriva e minaccia di distruggere l'ecosistema intorno alla Georgia del Sud, devastando il fondale marino che ospita molte forme di vita.

Gli impegni del "Climate Ambition Summit 2020"

- 1,5°C l'aumento medio rispetto al livello dell'era pre-industriale della temperatura mondiale sotto il quale rimanere fino al 2100;

- 195 i Paesi che il 12 dicembre 2015 hanno firmato gli Accordi di Parigi sul clima. Sono previste verifiche ogni 5 anni a partire dal 2023;

- 100 miliardi di dollari che a Parigi si era stabilito di stanziare per il clima entro il 2020, per aumentare i finanziamenti entro il 2025;

- 3 gradi sarà l'aumento medio di temperatura globale a fine secolo con gli attuali livelli di emissioni di CO2 (anidride carbonica) nell'atmosfera;

- 2050 la data entro la quale molte nazioni (UE, Giappone, Corea, Stati Uniti) hanno previsto di diventare "carbon neutral" cioè ad emissioni zero;

- 7,6% la percentuale annua di gas serra di cui dovrebbero diminuire le emissioni da ora al 2030 per restare nei limiti degli Accordi di Parigi.

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Al quinto anniversario dell'accordo di Parigi si parla di "emergenza climatica"

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