Sabato, 16 Ottobre 2021
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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Alcolici e droghe durante la guida devono essere evitati

Precauzioni anche nell'utilizzo di alcuni farmaci

L'assunzione di alcolici, droghe ed alcuni farmaci, possono ridurre la capacità di attenzione durante la guida. L'alcol agisce su diverse funzioni cerebrali: percezione, attenzione, elaborazione, valutazione etc.) con effetti diversi correlati alla quantità presente nel sangue, cioè al tasso alcolemico, che viene misurato in grammi per litro di sangue.

Con un tasso di 0,5 g/l, iniziano ad essere compromessi il campo visivo laterale, i tempi di reazione, le resistenze all'abbagliamento, il coordinamento psicomotorio.

A 0,8 g/l, i sintomi precedenti si aggravano e viene compromessa anche la capacità di valutazione delle distanze, l'attenzione diminuisce in modo notevole, come anche la sensibilità alla luce rossa.

A 1-1,2 g/l, i sintomi precedenti si aggravano ulteriormente e compare l'euforia; la visione laterale è notevolmente compromessa, come pure la funzione delle distanze e della velocità di movimento degli oggetti. 

A 1,5 e 2 g/l, tutti i sintomi precedenti sono in misura esagerata, con la completa sottovalutazione dei pericoli, lo scoordinamento dei movimenti (es. accelerare anziché frenare!) e reazioni fortemente rallentate.

L'alcol viene metabolizzato, per circa il 90% dal fegato e viene eliminato nell'arco di 7 ore; se viene assunto a stomaco pieno, si allunga il tempo totale di eliminazione.

L'alcol contenuto nella birra o nel vino, viene assorbito più lentamente rispetto a quello di grappa o whisky e dei vini frizzanti. La normativa italiana attuale, stabilisce per la guida, come valore limite legale, il tasso di alcolemia di 0,5 g/litro.

In Italia, è vietato l'uso di sostanze stupefacenti durante la guida (articoli 186-187 del Codice della strada).  Dopo aver fumato cannabis (hashish e marijuana) servono da 3 ai 10 minuti affinché le concentrazioni di THC (delta 9 tetraidrocannabinolo), nel sangue, arrivi tra i 50 e i 300 ng/ml e le tracce rimangono nell'organismo per diversi giorni. Il THC è il principale componente della cannabis che si accumula nel tessuto adiposo e viene eliminato dopo circa una settimana; ha tra i principali effetti l'aumento della pressione arteriosa sistolica con conseguenti stati di ansia, panico o paranoia che vanno ad influenzare le capacità di attenzione.

Fumare cannabis legale o light, anche se la percentuale di THC è molto bassa (non superiore allo 0,6%), potrebbe rendere positivo il test antidroga e risultare illegale mettersi alla guida. Esiste la possibilità di accertamento immediato sul posto, della guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, attraverso la gascromatografia spettrometria di massa, uno strumento di piccole dimensioni e di facile utilizzo, a disposizione della Polizia stradale.  Il test avviene in due fasi: nella prima, si effettua il prelievo della saliva con un tampone che è sensibile alle sostanze più diffuse: cocaina, amfetamine e serve a verificare solo la presenza o meno di droghe. Se il responso è positivo, si procede alla seconda fase dell'accertamento che prevede un ulteriore approfondimento di tossicologia forense.

Nelle urine e nel capello possono essere ricercati i metaboliti di diverse sostanze: oppiacei, buprenorfina, benzodiazepine, cannabinoidi, amfetamina e derivati e il metadone.

I primi effetti di disagio che si percepiscono dopo l'assunzione di ecstasy e psicostimolanti sono legati ad uno stato di euforia che distorce la percezione del pericolo, mettendosi alla guida del tutto incoscienti del reale pericolo.

La cocaina produce uno stato di potenza ed euforia e successivamente di sonnolenza, mentre l'eroina provoca una alterazione delle capacità motorie, con movimenti lenti e sonnolenza.

Gli oppioidi, sono farmaci psicotropi utilizzati nel trattamento del dolore cronico e non è esclusa l'idoneità alla guida, ma la normativa italiana non fa distinzione tra l'abuso e chi ne fa un uso terapeutico, per cui, chi risulta positivo al test per sostanze psico attive, subisce le stesse penalizzazioni. Molti farmaci, possono interferire con le funzioni motorie e cerebrali influenzando sia la concentrazione che i riflessi.

Le benzodiazepine, per controllare l'ansia e combattere l'insonnia, inducono sedazione e sonnolenza. L'effetto è potenziato dall'alcol e risulta più marcato e duraturo negli anziani. Inoltre, più alta è la dose, maggiore è il rischio.

Così come per gli antidepressivi ed antipsicotici che manifestano effetti sedativi particolarmente nelle prime somministrazioni.

I farmaci antiparkinson, possono provocare sonnolenza e sensazione di stordimento.  Farmaci anticonvulsivanti (antiepilettici) possono provocare sonnolenza, sensazione di stordimento e vertigini, compromettendo capacità motorie e cognitive. Le crisi epilettiche o le altre alterazioni dello stato di coscienza sono un serio pericolo per la sicurezza stradale.

Da tenere in considerazione anche i farmaci antistaminici che curano le allergie e servono anche come decongestionanti nasali, che possono indurre sonnolenza e diminuiscono la vigilanza.

Di ampio utilizzo, i farmaci antinfiammatori non steroidei, possono causare la comparsa di vertigini, sonnolenza, confusione mentale, difficoltà di concentrazione, soprattutto nelle persone anziane.

Precauzioni anche durante l'assunzione di farmaci antipertensivi che possono provocare diminuzione improvvisa della pressione arteriosa, con vertigini, senso di svenimento e sonnolenza e nei diabetici in terapia con insulina ed ipoglicemizzanti orali che presentano il rischio di crisi ipoglicemiche severe.

Alcolici e droghe durante la guida devono essere evitati

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