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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Alcuni tipi di tumore rispondono favorevolmente al “Metodo Di Bella”

La “scelta antitumore” ideata dal professor Luigi Di Bella, docente di Fisiologia umana, che introdusse una nuova concezione terapeutica biologica nella prevenzione e cura dei tumori, prosegue con il figlio dottor Giuseppe, che si è dedicato alla ricerca scientifica e alla cura dei malati di cancro, creando anche una Fondazione i cui studi vedono la collaborazione, in tempi recenti, del CNR e di altri rilevanti Centri oncologici

La “scelta antitumore” ideata dal professor Luigi Di Bella, docente di Fisiologia umana, che introdusse una nuova concezione terapeutica biologica nella prevenzione e cura dei tumori, prosegue con il figlio dottor Giuseppe, che si è dedicato alla ricerca scientifica e alla cura dei malati di cancro, creando anche una Fondazione i cui studi vedono la collaborazione, in tempi recenti, del CNR e di altri rilevanti Centri oncologici.

Il dottor Giuseppe Di Bella, in una intervista, ha parlato di risultati e di importanti progressi ottenuti nella prevenzione e cura dei tumori: “dal 2004 ad oggi, si sono presentati 533 tumori alla prostata, di questi, ha documentato una recente pubblicazione della Fondazione, almeno sedici casi hanno risposto molto bene, senza intervento chirurgico, senza chemio e senza radio, applicando come terapia di prima linea il “Metodo Di Bella”.

“Si sta facendo un certo tipo di lavoro ed approfitto per dire che la differenza tra il nostro risultato e quello delle terapie attuali è soprattutto l’intervento su quel percorso più insidioso e pericoloso del tumore per mutazione e in questo caso, la cellula tumorale diventa resistente a tutto”.

Il dottor Di Bella ha spiegato come si rinforza il sistema immunitario che in alcuni casi, può consentire l’eliminazione del tumore. “Innanzitutto, è importante individuare un prodotto biologico che possa inibire la proliferazione tumorale. Il tumore cresce con l’ormone della crescita e quindi occorre un inibitore specifico che è la somatostatina e renderla il più possibile attiva dentro la cellula, per resistere agli enzimi, come le peptidasi. Questa è la prima ricerca che stiamo conducendo con il CNR, i cui primi risultati importanti sono pubblicati sulle banche dati mondiali. Abbiamo già a disposizione una somatostatina liposomiale e stiamo aspettando di poterla consegnare al farmacista. Secondo questa linea di ricerca che continuerà con il prossimo finanziamento, questo tipo di somatostatina può essere usata per aumentare ancora di più l’emivita, cioè durare più a lungo ed avere più affinità nella cellula”.

Oltre alla collaborazione con il CNR, la Fondazione Di Bella dispone di altri due Centri di ricerca: uno, in particolare, di oncologia avanzata che sta sperimentando l’effetto “epigenetico” che può dare una quantità di elementi preziosi per indirizzare la terapia. Particolare attenzione è stata riposta sull’ultimo studio del professor Luigi Di Bella: la citocalasina B, un prodotto biologico che può modificare i potenziali di membrana cellulare e perciò interferire sulle cellule tumorali, con effetti determinanti, in particolare sui tumori al seno. (La citocalasina è una sostanza che inibisce l’assorbimento dei nutrienti da parte della cellula tumorale che non potendo più alimentarsi, dovrebbe velocemente soccombere).

E’ recente il caso clinico di un paziente guarito dal cancro del pancreas, all’ultimo stadio, con il Metodo Di Bella, al quale il Tribunale di Catanzaro riconosce il diritto di avere gratuitamente tutti i farmaci della terapia. Il paziente, 61 anni, nel 2017 si era sottoposto a cicli di chemioterapia, ma senza ottenere i risultati sperati. Poi si è affidato al Metodo Di Bella. Le ultime risonanze magnetiche, ha riferito il dottor Di Bella, non registrano il tumore.

In passato, diverse sentenze dei giudici avevano riconosciuto ai malati il diritto di potersi curare con questo metodo. Poi la Cassazione aveva messo la parola fine alla possibilità di avere il rimborso delle cure dalle ASL. Ora, la sentenza del Tribunale di Catanzaro riaccende la speranza per i malati che si curano con questa terapia. Il Tribunale ha riconosciuto inoltre, che, nel caso specifico, i farmaci del Metodo Di Bella sono allo stato attuale e in virtù degli atti documentati, l’unica cura in grado di portare al paziente un miglioramento del quadro sintomatico della patologia tumorale, non altrimenti realizzabile con i farmaci utilizzati dalla medicina ufficiale.

La guarigione e l’assenza di tumore, nel paziente indicato, sono documentati, oltre che con gli esami del sangue, da esami strumentali: Risonanza Magnetica e PET; si tratta di un esame metabolico e di un esame iconografico”. La notizia non è passata inosservata alla Comunità scientifica e la Società Europea di Oncologia ha invitato il dottor Di Bella al Congresso che si svolgerà il prossimo autunno a Vienna.

La Somatostatina nel Metodo Di Bella

La somatostatina è un ormone polipeptidico prodotto dall’ipotalamo,dal pancreas, dal tratto gastro-intestinale e in varie sedi dell’organismo, in particolare: dalle cellule delta antrali dello stomaco (inibisce le cellule G produttrici di gastrina, regolandone la funzione),nell’asse ipotalamo-ipofisario, dove inibisce la secrezione di GH (ormone della crescita), TSH, ACTH e prolattina e nelle cellule delta del pancreas, dove inibisce il rilascio di insulina e glucagone, e di acido cloridrico nello stomaco; inibisce, inoltre, la produzione esocrina del pancreas. Agisce anche da neurotrasmettitore ed ha una azione stimolante su recettori colinergici e B-adrenergici.

Fu scoperta nel 1968 dai biologi Krulich et al.; nel 1972 questa sostanza venne isolata e sequenziata da Roger Guillemin, premio Nobel per la Medicina.I suoi livelli aumentano con l’avanzare degli anni e questo porta all’abbassamento dei livelli di ormone della crescita e a maggiori rischi di obesità. Si è sperimentato che la somatostatina, in bassissime concentrazioni, inibisce la proliferazione di cellule tumorali della mammella, del pancreas e della prostata, legandosi ai recettori di membrana e provocando la morte delle stesse cellule tumorali.

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