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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Anche il virus Hiv (l’agente eziologico dell’Aids) ha una sua variante

I virus, specialmente quelli che utilizzano la molecola dell’RNA come materiale genetico, tendono ad accumulare mutazioni, di continuo emergano nuove varianti virali, versioni alternative di un virus originale o di riferimento. Monitorarle è importante per capire se le mutazioni hanno cambiato non solo il genoma del virus, ma anche il suo comportamento.

Anche l’HIV, agente eziologico della malattia da immunodeficienza AIDS, muta e di una variante più virulenta e potenzialmente più dannosa - classificata VB - ha scritto un team di ricercatori guidato dal professor Chris Wymant della Università di Oxford, sulle pagine della rivista Science.

Non esiste un solo virus HIV: la prima classificazione è tra HIV di tipo 1 (predominante) e di tipo 2.

I diversi sottotipi si classificano con le lettere dell’alfabeto e possono diversificarsi anche per comportamento. Un gruppo di ricercatori ha pubblicato su “Science” la scoperta di una variante del sottotipo B, particolarmente virulenta, misurata in termini di carica virale ed effetti sulla popolazione bersaglio del virus, i linfociti T CD4.

Se non trattata, l’AIDS si sviluppa nella nuova variante in due o tre anni, invece dei precedenti sei-sette anni. Tuttavia, i ricercatori ammettono che può essere controllata con misure specifiche.
 

LA VARIANTE VB

La variante VB (virulent subtype B) presenta molte mutazioni e il confronto con i genomi di altri virus suggerisce che siano insorte de novo e che non siano il prodotto di fenomeni di ricombinazione. La scoperta proviene dall’analisi di un campione di persone parte del progetto BEEHIVE, per cui sono disponibili diverse informazioni quali: data di infezione, prelievi e analisi del genoma virale. All’interno di questo campione, gli studiosi hanno inizialmente identificato 17 persone, 15 delle quali provenienti dall’Olanda con questa variante virulenta e poi altre 92 in un’altra coorte di olandesi. A livello clinico questa variante ha una carica virale nel sangue maggiore di 3,5 – 5,5 volte rispetto a quanto osservato in persone con altri tipi di virus del sottotipo B. Inoltre, accelera anche il tasso di perdita della proteina di difesa CD4 con rischio di avanzamento della malattia molto più veloce. Non è ancora noto cosa renda più aggressiva la variante VB e geneticamente estremamente modificata e quali fattori abbiano favorito la sua diffusione negli ultimi 20 anni. La variante “VB” fortunatamente è sensibile alle terapie e non rappresenta una emergenza, ma dimostra che i virus non sempre evolvono diventando più buoni.

Il professor Stefano Vella, docente di Salute globale alla Università Cattolica di Roma e Presidente della Commissione AIDS del Ministero della Salute, ha elogiato i ricercatori della Università di Oxford per lo straordinario lavoro di biologia molecolare andando a sequenziale i genomi virali isolati da pazienti che avevano dimostrato di ammalarsi più velocemente di AIDS rispetto agli altri.

Anche il virus Hiv (l’agente eziologico dell’Aids) ha una sua variante

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