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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Ancora nessuna certezza sulle origini della Covid-19 ma valutati quattro possibili scenari

E' stato reso pubblico in questi primi giorni di aprile 2021 il Rapporto dell'OMS che indaga l'origine della pandemia, prodotto da un team multidisciplinare di 17 esperti provenienti da Australia, Danimarca, Germania, Giappone, Kenja, Olanda, Russia, Qatar, Gran Bretagna, USA e Vietnam, affiancati da esperti cinesi, affiancati da 17 colleghi cinesi. Il Direttore dell'OMS, dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus ha precisato che "Questa Relazione è un inizio molto importante, ma non è la fine. Tutte le ipotesi sono ancora sul tavolo".

E' quasi certo che Sars-CoV-2, come altri virus di nuova emergenza, sia arrivato alla specie umana dalle colonie di pipistrelli (in particolare i "ferro di cavallo" del genere Rhinolophus) che vivono nelle grotte della Cina continentale e, in generale del Sud-Est asiatico. Se l'ospite intermedio sia stato qualche animale commestibile venduto nei "wet market" cittadini, oppure un laboratorio di virologia di Wuhan, non è stato né provato, né escluso in via definitiva. Queste sono le conclusioni provvisorie del Rapporto di 300 pagine dell'OMS reso pubblico.

La Commissione di inchiesta internazionale ha preso in considerazione quattro possibili scenari:

*la trasmissione zoonotica diretta dall'animale all'uomo;

*il passaggio per un ospite intermedio seguito da spillover;

*l'introduzione del virus nella Comunità attraverso la catena del freddo di conservazione dei cibi;

*l'introduzione del virus nella Comunità per incidente di laboratorio.

Per ognuna di queste ipotesi, gli esperti hanno soppesato i risultati degli studi di letteratura esistenti e gli argomenti a favore e contro e hanno convenuto che lo "spillover diretto" era qualificabile come "da possibile a probabile", il "salto di specie" mediato da altro mammifero "da probabile a molto probabile", la trasmissione tramite cibo surgelato solo "possibile" e l'incidente di laboratorio "estremamente improbabile".

L'indagine sulla origine della pandemia proseguirà, sia in considerazione del ruolo del commercio di animali vivi e morti in precedenti casi di zoonosi, sia perchè il Direttore dell'OMS Ghebreyesus ha chiesto ulteriori indagini sulla sicurezza dei laboratori cinesi.

Sulla base di dati epidemiologici (esami di laboratorio, diagnostica per immagini, consumo di farmaci ed eccesso di mortalità), gli Esperti dell'OMS datano i primi casi di Covid-19 al novembre-dicembre 2019 e la localizzano in Cina, nella provincia dell'Hubei, reputando che gli studi su una presunta  circolazione in Italia o in Brasile, in mesi antecedenti, abbiano identificato erroneamente il Sars-CoV-2 per via di sequenze genomiche incomplete.

I Governi di: Stati Uniti, Australia, Canada, Danimarca, Cechia, Estonia, Israele, Lettonia, Lituania, Giappone, Norvegia, Corea del Sud, Slovenia e Gran Bretagna hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta in cui, dopo la rituale professione di fede nella bontà ed importanza del lavoro dall'OMS, dichiarano la forte preoccupazione per il peso sui risultati derivato dal grave ritardo con cui l’indagine è stata svolta e per il mancato accesso ai dati ed ai campioni biologici originali; auspicano quindi una seconda fase di studi più completi e liberi da condizionamenti che portino a conoscenze utili a tutta la Comunità Internazionale, “anche se il clima geopolitico generale non pare favorevole alla sua realizzazione”.

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