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Anticorpi, i test sierologici per la rilevazione

La ricerca scientifica sta dando maggiori certezze sul Sars CoV - 2 che sembra determinare la produzione di anticorpi in tutte le persone guarite dalla Covid - 19 ed anche in quelle senza sintomi. Lo conferma uno studio della Chongqing Medical University pubblicato sulla rivista "Nature Medicine". La scoperta è importante perché dimostra l'utilità dei test sierologici che mediante un esame di sangue possono diagnosticare i pazienti sospetti che sono risultati negativi al tampone, ma anche identificare gli asintomatici che hanno contratto il virus. Test affidabili, come quelli validati dal Ministero della Salute e il loro utilizzo  serviranno a  costruire una mappa per verificare quante persone sono venute a contatto con il coronavirus. La positività al test degli anticorpi non significa che questi siano immunizzanti, cioè che mettano al riparo dalla malattia dopo averla superata, anche se ci sono già studi che mettono in correlazione la risposta anticorpale con la protezione. La ricerca ha rilevato che nel 100% dei pazienti analizzati (285), dopo 17-19 giorni dalla comparsa dei sintomi erano presenti gli anticorpi IgG cioè quelli di memoria immunologica che proteggono a lungo termine da possibili infezioni future. Gli esperti, riferendosi a virus simili, ipotizzano che la durata della protezione potrebbe essere di almeno uno o due anni.
I tamponi rinofaringei per la ricerca dell'RNA virale continueranno ad essere determinanti nel confermare l'infezione, ma i test sierologici potranno stabilire se chi è risultato  negativo al tampone ha già superato la malattia ed è potenzialmente e temporaneamente immune, oppure nel monitorare chi è entrato in contatto con un malato, ma non ha sintomi.

QUALI TEST E COME FUNZIONANO

Nella attuale situazione di pandemia da Covid - 19  i test sugli anticorpi devono essere in grado di rilevare in modo specifico anticorpi contro Sars - CoV -2 , senza cross-reattività con altri coronavirus simili che potrebbe generare un risultato falso positivo e quindi, erroneamente indicare una  potenziale immunità.
La Food and Drug Administration  (Agenzia Americana del Farmaco ) ha autorizzato, di recente, all'uso di emergenza il test anticorpale Elecsys Anti- Sars - CoV -2 di Roche, che ha una specificità superiore al 99,8% e una sensibilità del 100%., per determinare se un paziente è stato esposto al virus e se ha sviluppato gli anticorpi. Roche ha già iniziato a spedire il nuovo test anticorpale ai principali Laboratori di tutto il mondo.

I test sierologici anti- Sars - CoV - 2 sono essenzialmente di due tipi: qualitativi (o rapidi) e quantitativi.

I primi, attraverso una goccia di sangue ottenuta con un prelievo capillare, stabiliscono se la persona ha prodotto anticorpi, quindi se è entrata in contatto con il virus, mentre per i test quantitativi serve un prelievo di sangue venoso per poi dosare in maniera specifica la quantità di anticorpi prodotti.  Entrambi i tipi di test sierologici ricercano gli anticorpi o immunoglobuline IgM e IgG. In caso di infezione, le IgM vengono solitamente prodotte per prime e con il tempo il loro livello nel siero diminuisce per lasciare spazio alla produzione di IgG. Quando nel sangue vengono rilevate solo le IgG, generalmente significa che l'esposizione si è verificata già da diverse settimane, anche se ancora non si conoscono i tempi precisi.  I test qualitativi o rapidi si basano sulla tecnica di immunocromatografia e danno una risposta in tempi molto brevi di positività o negatività. Un risultato negativo agli anticorpi non può escludere l'infezione perchè potremmo trovarci nel cosiddetto "periodo finestra", cioè nella fase precoce della malattia, in cui il paziente è infettato, ma  non ha ancora  prodotto anticorpi.
I test quantitativi, invece, permettono di conoscere la quantità di anticorpi prodotta da un individuo e con questa metodica  è possibile seguire anche la variazione della produzione anticorpale, effettuando prelievi nel tempo. Solitamente, le metodiche validate per la ricerca quantitativa degli anticorpi diretti verso Sars - CoV - 2 sono la chemiluminescenza (CLIA) e la metodica ELISA. Sono entrambi metodi affidabili e automatizzabili, permettendo, quindi, di eseguire moltissimi test con tempi di risposta assolutamente accettabili (1 o al massimo 2 giorni), grazie ad una velocità di esecuzione.


Con questi test è possibile conoscere meglio la reale letalità della malattia, la diffusione geografica e nelle diverse fasce di età. Indicazioni estremamente utili anche per pianificare quando  aumentare o quanto allentare le misure restrittive, quindi un buon monitoraggio della popolazione. Con i test quantitativi si potrà, nel tempo, stabilire un valore soglia al di sopra del quale un aumento significativo di immunoglobuline è segnale di sieroconversione e quindi anche di immunità al virus.

Infine vi è il Test molecolare per la ricerca del virus, eseguito attraverso un tampone rinofaringeo, che consiste nella ricerca diretta dell'RNA virale  con specifica metodica RT- PCR. E' l'esame diagnostico per la Covid – 19; questo test viene effettuato in caso di positività al test sierologico ed è raccomandato in caso di sintomi conclamati o sospetti di infezione da Sars- CoV- 2.

TEST SIEROLOGICI-5

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TEST SIEROLOGICO COVID-2

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Spazio di divulgazione medico-scientifica intesa ad approfondire temi generali che riguardano la salute e gli eventi collegati. Si tratta di articoli di natura medica, affrontati però con un taglio divulgativo accessibile ai non esperti, che non possono in alcun modo sostituirsi a valutazioni o a diagnosi mediche.

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Commenti (1)

  • però ieri ho letto che il prof. Zangrillo e il prof. Le Foche hanno detto che il coronavirus è ormai morto o moribondo! Quindi, anche questa volta, come era già accaduto con la prima sars, mi sà che molto probabilmente vaccino e test sierologici possiamo buttarli in bagno

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