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Martedì, 25 Giugno 2024
Salute e medicina on line

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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Caldo intenso e tassi di umidità elevati: i rischi per la salute

I disturbi  più frequenti legati al caldo e qualche consiglio pratico

Con il caldo intenso dovuto all’arrivo in Italia dell’anticiclone africano proveniente dal deserto del Sahara diverse città vedono  la colonnina di mercurio  salire  verso i 40°. Questi  eventi  meteo rappresentano un serio pericolo  per la salute umana, specie  per i soggetti  più fragili, come anziani, bambini e persone con patologie preesistenti, perché il caldo eccessivo  può alterare  il sistema di regolazione della temperatura corporea. Il corpo umano si raffredda attraverso la sudorazione, ma in determinate condizioni fisiche e ambientali, può non essere sufficiente. Se l’umidità è molto elevata, il sudore non evapora, il calore corporeo non viene eliminato con efficacia e di conseguenza, la temperatura del corpo aumenta. Nell’ipotalamo, una struttura del sistema nervoso centrale,  esistono due centri termoregolatori: un centro del raffreddamento, localizzato nell’ipotalamo anteriore e deputato alla dispersione del calore ed  un centro del riscaldamento, localizzato nell’ipotalamo posteriore e deputato alla conservazione del calore. I neuroni sensibili al caldo  inducono vasodilatazione e produzione  di sudore e consentono  la dispersione  del calore attraverso la cute. I centri di termoregolazione  sono costituiti da neuroni sensibili  alle modifiche positive o negative della  temperatura corporea nell’uomo, alle variazioni  al di sopra  o al di sotto di 37°.

Se i neuroni ricevono dai centri termoregolatori  segnali termici  superiori alla temperatura  di riferimento  (37°), per un periodo di tempo prolungato, ad una temperatura ambientale  elevata, rispondono  modulando  la riduzione  della produzione di calore attraverso il metabolismo corporeo (termogenesi) e l’incremento del calore  eliminato (termodispersione). La permanenza dell’organismo  per un periodo prolungato  ad una temperatura ambientale  elevata, causa la comparsa  di manifestazioni patologiche  che possono essere lievi,  come i crampi, ma anche più gravi, come il colpo di sole, di calore o fenomeni di disidratazione, aggravando le condizioni di salute  di persone con patologie croniche.

I disturbi  più frequenti legati al caldo 

Insolazione o colpo di sole: è una situazione patologica  che deriva da una prolungata esposizione del corpo ai raggi solari.  Nella maggior parte dei casi  si verifica durante le giornate particolarmente calde del periodo estivo. Rappresenta una situazione di pericolo per l’organismo e come tale, non deve essere sottovalutata. I primi segnali  che devono indurre  a correre ai ripari sono: mal di testa, forte senso di nausea, vertigini e spossatezza.  E’ valido il consiglio di non mettersi  al sole  nelle ore centrali della giornata (11-16), evitando  del tutto l’esposizione quando le giornate  sono molto calde, soprattutto se l’umidità relativa è alta e la ventilazione è assente, cioè in presenza di afa.  Si tratta di una evenienza  grave in quanto alla azione del calore, sull’intero organismo si aggiungono  gli effetti delle   radiazioni ultraviolette (UVB e UVA) e infrarosse sulla superficie del capo e sui vasi cerebrali che si manifestano  con cefalea e vertigini, seguite da sintomi  più severi, come malessere generale,  convulsioni fino  allo stato confusionale  ed alla perdita di coscienza. Il colpo di sole può associarsi a eritemi o ustioni. L’insolazione può accadere anche in montagna, dove le temperature  sono più basse, ma l ‘irradiazione solare è più intensa. Il colpo di sole  può interessare tutte le fasce di età,  ma può diventare molto pericolosa  per bambini ed anziani.

Gli interventi da attuare in caso di colpo di sole sono direttamente proporzionali all’entità dell’evento.

Le misure di primo soccorso consistono nell’accompagnare la persona in un luogo fresco, lasciarla sdraiata  e fare spugnature  con acqua fresca, non gelata per evitare  congestioni. Per contrastare la disidratazione, bere piccoli sorsi d’acqua fresca e bagnare la testa  con un panno umido. Tamponare con teli umidi i polsi, i lati del collo, l’inguine, le ascelle e le tempie. L’acqua  utilizzata per raffreddare il corpo deve essere tiepida per non causare vasocostrizione. Mantenere  le gambe sollevate  rispetto al resto del corpo  per favorire la circolazione di ritorno dalle zone periferiche del corpo  verso il cuore. Se non si interviene subito, il colpo di sole  può condurre  alla perdita  di coscienza fino alle convulsioni ed alla alterata funzionalità dell’apparato cardiocircolatorio. Se la persona ha perso i sensi, occorre prestare il primo soccorso e chiamare immediatamente i sanitari della emergenza.

Crampi: sono dolori fisici  causati da una perdita  di sodio  dovuto alla sudorazione e ad una conseguente  modificazione dell’equilibrio  idrico-salino, oppure  possono derivare  da malattie  venose degli arti inferiori. Si possono verificare  negli anziani  che assumono  pochi liquidi e in persone anche giovani  che svolgono attività fisica.

Edema: causato  da una ritenzione  di liquidi  negli arti inferiori come conseguenza  di una vasodilatazione periferica prolungata dovuta al calore. Un rimedio semplice ed efficace, in questi casi,  è  tenere le gambe sollevate ed eseguire  dei movimenti  per favorire il ritorno venoso,  oppure effettuare docce fresche  agli arti inferiori.

Congestione: è  causata dalla  assunzione di bevande ghiacciate in un organismo surriscaldato, durante o subito dopo i pasti. Provoca  un eccessivo  afflusso di sangue  all’addome  che può rallentare o bloccare i processi digestivi.  I sintomi  si manifestano con  sudorazione  e dolore toracico.

Disidratazione: l’organismo perde notevoli quantità di acqua e sali minerali attraverso la sudorazione profusa, senza che vi sia  un adeguato apporto di liquidi per reintegrarli. 

I sintomi principali  sono caratterizzati da: sete intensa, debolezza, vertigini, palpitazioni, crampi muscolari ed abbassamento della pressione arteriosa.  I più a rischio disidratazione sono gli anziani, i bambini, gli sportivi e chi è affetto da patologie croniche. La pericolosità della disidratazione per i bambini è dettata dalla maggiore percentuale di acqua corporea (75%) e dal suo turnover più veloce. In età inferiore ai 3 anni, il sistema termoregolatore ipotalamico è ancora immaturo e questo significa  che il bambino tende a perdere  molto velocemente i liquidi. Nelle persone anziane, la carenza di acqua è quasi sempre  l’esito della attenuazione  dello stimolo della sete o del timore di una possibile incontinenza urinaria. La forma grave di disidratazione  può portare ad uno stato di shock  ed al decesso del paziente.

Colpo di calore: l’innalzamento eccessivo della temperatura corporea  tipica del colpo di calore si verifica quando l’organismo  viene esposto a condizioni ambientali  caratterizzate  da temperatura elevata,  uguale o superiore  ai 35 gradi, scarsa ventilazione ed elevata umidità,  superiore al 60-70%  che non consentono  una adeguata dispersione del calore corporeo attraverso la termoregolazione. In pratica, si verifica quando la fisiologica  capacità  di termoregolazione  è compromessa e si manifesta con una ampia gradazione  di segni e sintomi, a seconda della gravità  della condizione. Il colpo di calore può manifestarsi  in persone di entrambi i sessi ed età, ma  sono a maggiore rischio  gli anziani ed i bambini molto piccoli, pazienti cardiopatici o affetti da patologie croniche.

La condizione di ipertermia  può determinare potenziali danni alla salute ed il rischio aumenta  con gli sforzi muscolari che incrementano  la produzione endogena  di calore. Gli effetti del colpo di calore si manifestano quando la temperatura corporea aumenta rapidamente, indicativamente nel giro di 10-15 minuti e raggiunge  valori  molto elevati 40-42 gradi,  poiché i sistemi di termoregolazione  endogeni  non sono in grado di espletare il loro ruolo in maniera efficace. Tali sintomi possono consistere in: abbassamento della pressione arteriosa, sensazione di debolezza, vertigini,  mal di testa, edema localizzato, in particolare, a livello di caviglie e piedi. Disidratazione, nausea e vomito, crampi dovuti alla mancanza  di sali minerali causata dalla intensa sudorazione e  disorientamento. Se non prontamente trattato, il colpo di calore può portare anche a collasso e perdita di coscienza. Nei casi più gravi,possono insorgere danni agli organi interni come: cuore, cervello, reni, polmoni e comparsa di convulsioni e coma. Al fine di scongiurare le conseguenze più  gravi è fondamentale intervenire in maniera tempestiva, come per il colpo di sole e chiamare i sanitari della  emergenza.      

Consigli pratici   

Tra le precauzioni  per affrontare le ondate di caldo, si ricorda di limitare, per quanto possibile la permanenza  all’aperto nelle ore più calde della giornata. Quando si esce di casa, coprire  il capo con un cappello e proteggere   gli occhi  con occhiali da sole. E’ importante aumentare l’apporto  di liquidi, in modo  da non ridurre troppo  la quantità di urine, considerando che, buona parte  di acqua   e di sali  vengono persi con la sudorazione.     L’aumento di liquidi  si ottiene bevendo  poco e spesso mangiando alimenti ricchi  di acqua, come frutta e verdura.  Bere acqua non gasata,  succhi di frutta e limitare il consumo di alcolici, caffè  e the e, in generale  bevande ghiacciate o fredde.  Fare bagni o docce con acqua tiepida per abbassare  la temperatura corporea. Utilizzare climatizzatori, regolando la temperatura  dell’ambiente  con una differenza  di non più di 6/7 gradi rispetto a quella esterna.

Se si utilizzano ventilatori, evitare di rivolgerli  direttamente sul corpo. Particolare attenzione va posta  nei confronti  dei bambini molto piccoli, degli anziani  con patologie croniche, come  diabetici  che devono assumere insulina o le persone  con scompenso cardiaco,  delle persone non autosufficienti, che vivono da sole, oltre a chi  lavora all’aperto o in ambienti nei quali  c’è produzione  di calore. Molta attenzione  verso  le persone  che soffrono di  ipertensione arteriosa e che assumono ipotensivi, come i diuretici. Dato che il caldo  abbassa naturalmente la pressione del sangue  è importante  consultare  il proprio medico di famiglia per rivedere i dosaggi di questi farmaci e valutare  la quantità di acqua  che può essere assunta  giornalmente, in determinate patologie.              

Caldo intenso e tassi di umidità elevati: i rischi per la salute

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