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Cambiamenti climatici, la corrente del Golfo è in fase di attenuazione

La corrente del Golfo è una corrente marina calda che dal Golfo del Messico, arriva nella parte nord della penisola Scandinava

La corrente del Golfo è una corrente marina calda che dal Golfo del Messico, arriva nella parte nord della penisola Scandinava. Funziona come un impianto di riscaldamento, in cui il generatore di calore è il Golfo del Messico e il corpo radiante l'Oceano Atlantico. Senza questa corrente che svolge una azione mitigatrice proprio sulla parte occidentale dell'Europa compresa anche la penisola scandinava, alcuni Paesi - tra i quali l'Inghilterra, la Scozia e tutto il bacino del mar Baltico ed altri del nord Europa -  sarebbero ricoperti di ghiaccio e neve durante il periodo invernale.

Questa corrente è in fase di attenuazione costante e la causa principale, secondo gli esperti, sarebbe il riscaldamento globale (antropico o naturale) che favorisce la fusione dei ghiacci. Lo scioglimento dei ghiacci, causa un riversamento in Atlantico di acqua dolce e fredda che a sua volta fa sprofondare l'acqua salata e calda che arriva dal Golfo del Messico. Tale processo ha iniziato a manifestarsi dal 2003 e studi recenti confermano il quasi totale indebolimento della corrente.

Il gruppo dei ricercatori del professor Harry Leonard Bryden, oceanografo, fisico, americano, alla Università di Southampton ha calcolato che dal 1957 al 1998 si è avuto un indebolimento della corrente del Golfo, pari a 6 milioni di tonnellate di acqua al secondo.  Lo studio è autorevole (Uk's Natural Environment Research Council) e si avvale, oltre che di satelliti di 16 boe  che sono state allestite tra la Florida e l'Atlantico settentrionale. Viene calcolata la massa in movimento, la temperatura, oltre che la salinità, il tutto alle varie profondità marine. La latitanza europea del flusso zonale, ed un sempre più continuo scambio meridiano della circolazione, sono una prova indiretta.

La fase di rallentamento potrebbe anche accelerare notevolmente, in quanto viene a ridursi l'effetto albedo (capacità di una superficie di riflettere le radiazioni solari, risulta massima nelle regioni polari). Se l'aumento globale della temperatura favorisce lo scioglimento dei ghiacci  è naturale che ci saranno delle aperture in cui il terreno o il mare risulteranno visibili e proprio in quei luoghi non esisterebbe più il precedente effetto albedo, anzi, al contrario ci sarebbe un immagazzinamento di calore che farà accelerare lo scioglimento dei ghiacci. Questo, fa ritenere che il processo possa essere più veloce del previsto. Di conseguenza, mentre a livello globale si avrà un riscaldamento, l'Europa vedrà un calo delle temperature medie annuali di circa 6°C nel breve periodo di 15/20 anni. Paesi come Inghilterra, Olanda, Germania potranno andare incontro al gelo, mentre Italia, Francia e Spagna vedranno inverni rigidissimi.

Uno studio pubblicato su "Nature Geoscience" conclude che c'è una forte evidenza sul fatto che il declino della corrente, nel ventesimo secolo, non ha precedenti e negli ultimi decenni è in uno stato di attenuazione.

Il sistema di correnti che rimescola le acque dell'Oceano Indiano al Polo nord e di cui fa parte anche la Corrente del Golfo, ha un ruolo di regolazione climatica, nell'Artico e in Europa, è responsabile tra le altre cose, della mitigazione delle temperature nella parte occidentale del nostro continente. Gli autori hanno osservato, inoltre, che dal 400 d.C. e fino a prima del diciannovesimo secolo, la corrente era relativamente stabile, ma intorno al 1960 iniziò una fase di rapido declino. Una ripresa di breve durata è evidente negli anni '90 prima di un ritorno al calo a partire dalla metà del primo decennio degli anni 2000.

Il dottor Stefano Aliani, oceanografo del ISMAR - CNR di La Spezia, ha affermato che "l'indebolimento per questa corrente significa minore quantità di calore spostato". Sono pertanto, monitorati  i prossimi sviluppi.

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Commenti (3)

  • Il ciclo del tempo (meteorologico) ha un andamento a sinusoide, i cui massimi sono le glaciazioni. Ora viviamo a fine periodo interglaciale e all'inizio del nuovo periodo glaciale. Noi percepiamo l'attimo temporale in cui viviamo, un nulla rispetto ai cicli della Natura.

  • Così potranno dirci che "fa più freddo perché fa più caldo", e i global-catastrofisti avranno salva la faccia. Peccato che con la scienza, già morta causa covid, a quel punto morirà anche la fisica (e segnatamente il primo principio della termodinamica).

  • alcuni anni fa avevo già letto che uno dei pericoli maggiori del cambiamento climatico, che si sta osservando negli ultimi anni, fosse proprio dovuto alla molto probabile variazione di traiettoria della corrente del Golfo, perché, se quella benefica corrente dovesse davvero dirigersi altrove, ci toccherebbe la brutta sorpresa di dover affrontare la non piacevole esperienza di una glaciazione, che si porterebbe via moltissimi di noi (forse quasi tutti gli europei)

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