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Covid, uno studio parla di 630mila decessi evitati grazie alle misure di contenimento

L'ISTAT ha diffuso i dati sul totale dei decessi per qualunque causa registrati nei primi otto mesi del 2020 (al 31 agosto) prendendo in esame l'insieme di tutti i 7.903 Comuni italiani. Tali dati, confrontati con gli stessi valori riferiti a ogni anno, dal 2015 al 2019 hanno consentito di verificare la mortalità (**) aggiuntiva, per lo più indotta dall'azione della Covid-19. Essi ci raccontano una fase storica drammatica.

A livello territoriale è il Nord l'area più colpita per la rapida diffusione dell'epidemia di Covid-19. In particolare, in Lombardia, si è passati al primato di un aumento del 191,2% nel mese di marzo, seguito dal +69,1% dell'Emilia Romagna e dal + 62,2% del Trentino Alto Adige. Ad aprile, nonostante una modesta attenuazione dell'eccesso di mortalità in Lombardia ed Emilia R. l'aumento è rimasto particolarmente elevato e senza eccezioni per l'intero Paese.

La situazione è migliorata nel corso del mese di maggio, mentre nei mesi di giugno e luglio l'orizzonte si è decisamente schiarito ed anche la Lombardia ha fatto registrare un numero di decessi inferiore rispetto alla media del 2015-2019. La tendenza al miglioramento è proseguita ad agosto durante il quale i dati sembravano dare un messaggio di speranza come termine della pandemia.

La frequenza dei decessi ha portato il bilancio della crescita di mortalità nei primi 8 mesi del 2020, rispetto al quinquennio precedente a +8,6 su base nazionale, un surplus che è stato generato dal solo Nord a + 19,5%.

Uno studio condotto da un team di ricercatori dell'Imperial College di Londra e pubblicato su "Nature" ha calcolato 630.000 decessi evitati solo in Italia fino al 4 maggio, grazie alle misure di lockdown e 3 milioni in meno in 11 Paesi europei. Una cifra simile a quella suggerita da una ricerca dell'OCSE diffusa a luglio che parlava di 500.000 morti in più possibili se non si fosse attuata alcuna misura di confinamento. Il demografo dell'Università Cattolica Alessandro Rosina, ai primi di aprile, invitava a guardare alla  letalità effettiva (*), oltre al dato  della mortalità che si è verificata nei Comuni in provincia di Bergamo, dove il virus ha circolato del tutto indisturbato per mesi, mandando in tilt il sistema sanitario. In soli tre mesi, i decessi totali per Covid e non solo, nel Comune di Nembro, come in altri, sono stati 4 volte il dato dell'anno prima.

(*) Letalità: è il rapporto tra i morti per una malattia e il numero totale dei soggetti affetti dalla stessa malattia.

(**) Mortalità: è il rapporto tra il numero di morti sul totale della popolazione media presente nello stesso periodo di osservazione.

LO SPUTNIK V - RISPOSTA AL LETTORE GIORGIO

"E il vaccino russo? Che fine ha fatto considerando che qui sopra, non ne ho visto alcun accenno? Si trattava davvero di una bufala?

La domanda posta dal lettore Giorgio ci da modo di aggiornare quanto già evidenziato nell’articolo del 14 agosto dedicato a questo argomento:

https://www.ilpiacenza.it/blog/salute-e-medicina-on-line/la-russia-lancia-il-vaccino-anti-covid-sputnik-v.html

Oggi “Sputnik V” è tra i cinque vaccini giunti all'ultima fase di sperimentazione clinica. Proprio in questi giorni, il Fondo russo per gli Investimenti Diretti (Rdif) ha inviato alla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la documentazione per registrare in modo urgente il vaccino Sputnik V che il Centro Gamaleya aveva annunciato di avere parzialmente testato lo scorso mese di agosto. Il numero di contagi da Covid - 19 in Russia nella giornata del 27 ottobre sono stati oltre 17.000, di questi più di 5.000 nella sola capitale Mosca; 320 le persone decedute. Ringrazio Giorgio e Salvatore, in modo particolare, e altri lettori per l'attenta  lettura degli articoli via via pubblicati.

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Spazio di divulgazione medico-scientifica intesa ad approfondire temi generali che riguardano la salute e gli eventi collegati. Si tratta di articoli di natura medica, affrontati però con un taglio divulgativo accessibile ai non esperti, che non possono in alcun modo sostituirsi a valutazioni o a diagnosi mediche.

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