Venerdì, 14 Maggio 2021
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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

E' possibile evitare future pandemie? Esperti di biodiversità indicano la difesa degli ecosistemi

E' possibile evitare future pandemie? Gli scienziati esperti di biodiversità avvertono che "per prevenire le pandemie bisogna difendere gli ecosistemi. Il modo in cui modifichiamo l'ambiente in cui viviamo, adattandolo alle nostre esigenze fino a stravolgere interi ecosistemi, influenza la diffusione di nuovi patogeni e facilita il "salto di specie" o "spillover", da animali all'uomo".

Nipah, Sars, Ebola, Sars-CoV-2 sono tutti virus della società moderna, della distruzione degli habitat animali e della conseguente convivenza forzata tra animali e uomo. Il nuovo Coronavirus della Covid - 19 è solo una parte infinitesimale del mondo dei virus. Da un rapporto scientifico  dell'IPBES  (Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services: piattaforma intergovernativa  di scienza-politica  sulla biodiversità e i  Servizi ecosistemici), in natura, mammiferi ed uccelli trasportano 1,7 milioni  di diversi virus ancora sconosciuti e sono circa 850mila  i nuovi  virus che potrebbero infettare l'uomo  attraverso  il cosiddetto "salto di specie", un evento possibile ogni volta, con esito diverso, in base al tipo di interazione che si instaura fra il nostro organismo ed il nuovo ospite. Per evitare il contagio è necessario impedire  la deforestazione e preservare la biodiversità. Il più delle volte, la contaminazione si esaurisce senza conseguenze di rilievo, altre volte, si trasforma in malattia ad alta trasmissibilità.

Lo scopo del rapporto, condotto consultando  22 esperti  di livello mondiale  sui legami  tra il degrado  della natura e i rischi crescenti  di pandemia è ricordare quanto sia  necessaria la prevenzione. Un cambiamento che diventa  fondamentale per la nostra sopravvivenza. Se non si inizia  ad agire subito, le future pandemie  saranno più frequenti  e rapide e potranno avere una letalità superiore alla Covid-19.

I virus rappresentano il 26% delle nuove malattie infettive. Il 60% di tutte le nuove infezioni è causata da patogeni di origine animale (zoonosi), il 72% dei quali provenienti da animali selvatici.

Le attività umane che influiscono sul cambiamento climatico e la perdita di biodiversità, aumentano il rischio di future pandemie. L'espansione e l'intensificazione della agricoltura, la produzione, il commercio e il consumo di prodotti non ecosostenibili, sono tutti fattori che contribuiscono all'aumento del rischio pandemico.

Prevenire l'insorgenza di nuove pandemie, oltre ad essere fondamentale per la salute globale, ha vantaggi anche economici. Si stima che la pandemia di Covid - 19 sia costata al mondo, nei primi sette mesi del 2020 da 9 a 16 trilioni di dollari. Secondo gli economisti i costi di prevenzione sarebbero 100 volte minori di quelli necessari per rispondere a una pandemia già in atto.

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