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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

"Earth day", il 22 aprile ricorre la Giornata Mondiale della Terra

Il 22 Aprile ricorre "l'Earth day", la più grande manifestazione ambientale del Pianeta in cui cittadini di 192 Paesi del mondo si uniscono idealmente per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. La Presidente della Commissione UE Ursula Von der Leyen ha dichiarato alla Conferenza: "Investing in Climate Action: The Make - or Break Decade" - che "Il prossimo decennio deve rappresentare una svolta. Siamo alla vigilia di una trasformazione simile alla rivoluzione digitale degli anni '80. L'Europa ha deciso di tagliare le emissioni del 55%, nell'arco dei prossimi 10 anni. E' necessario un cambiamento degli interventi e delle iniziative sui cambiamenti climatici, che non sono solo una necessità, ma anche la più grande opportunità del nostro tempo. Oggi, i cittadini europei stanno scoprendo delle nuove necessità, dalla mobilità sostenibile, alla alimentazione biologica. I ricercatori stanno sperimentando nuove tecnologie pulite e gli investitori cercano opportunità di investimenti verdi.

Il 55% dei nuovi progetti dedicati all'idrogeno si trova in Europa, dove le aziende vogliono essere protagoniste e questo è l'obiettivo fondamentale del "Green Deal", una strategia per rendere l'Europa più competitiva nei mercati verdi, per questo lo abbiamo sostenuto con investimenti pubblici di oltre 280 miliardi di euro che serviranno a finanziare le iniziative per il clima". Anche la Presidente della BCE Christine Lagarde è intervenuta durante la stessa Conferenza sostenendo che "Diventa essenziale una transizione ad una economia verde. Il rischio climatico è uno dei più grandi che affronta l'Europa in questo secolo e gli stress test climatici sulla economia che stiamo effettuando, dimostrano che i rischi per la zona euro possono essere considerevoli. In base ai primi risultati degli stress test sono evidenti chiari benefici di una azione repentina. La prima responsabilità è dei Governi che hanno la maggior parte degli strumenti a disposizione, ma richiederà impegno da parte di tutta la Società, comprese le Banche Centrali".

Tra le azioni da portare avanti, soprattutto per reperire altre risorse - la Legarde - invita i Governi a prendere in considerazione la "carbon tax" ed ad implementarla.

"Il prezzo del carbone è troppo basso e non include tutti i settori. Servono sforzi maggiori dei Governi per attuarla con copertura universale per evitare lo spostamento di emissioni ad altri settori e all'estero".

CRITICITA' MONDIALI

 - E' allarme in Patagonia: 2 nuovi iceberg si staccano dai ghiacciai: temperature alte, piogge intense e un altro blocco di ghiaccio si distacca dal Glacer Grey. Si tratta del secondo grande iceberg perso dall'inizio dell'anno, sintomo di un processo preoccupante. Si trova in Cile, nella parte occidentale del Parco Nazionale Torres del Paine, il ghiacciaio parte del campo di ghiaccio Patagonico, è una massa larga 6 chilometri e alta più di 30 metri. Nel 1996 occupava un'area totale di 270 Km quadrati, con una lunghezza di 28 Km, ma negli ultimi anni ha iniziato a ritirarsi a causa, si pensa, dell'aumento delle temperature regionali e delle variazioni delle precipitazioni. Nel 2017 gli scienziati hanno segnalato il primo grande iceberg perso dall'inizio degli anni '90: un blocco di ghiaccio delle dimensioni di tre campi da calcio. Le nuove fratture hanno avuto origine il 20 febbraio e il 7 marzo e potrebbero essere accompagnate da una terza. E' in corso un processo accelerato di perdita di massa che va più veloce del normale. Oltre il 75% dei ghiacciai finisce a fiordo o in un lago. Pertanto, la perdita di iceberg  influisce sul livello del mare e sulla quantità di acqua dolce disponibile negli ecosistemi.

- Dal 2050 previste ondate di calore insostenibili: Medio Oriente, Nord Africa, Asia del Sud: in queste regioni le ondate di calore renderanno la vita umana e animale molto difficile, tanto da innescare movimenti migratori verso nord. Un team internazionale di ricercatori del "Max Plank Institute" ha formulato delle previsioni con un livello di dettaglio senza precedenti per l'area mediorientale e nordafricana, creando ex novo un modello calibrato appositamente per queste zone del Pianeta.Ondate di calore che comporteranno temperature molto elevate in contesti urbani e che possono durare per più settimane. Si tratta di un fenomeno che, a partire dal 2050, aumenterà di frequenza assumendo una cadenza annuale. Queste ondate di calore combinate con i fattori economici, politici, sociali e demografici regionali hanno un alto potenziale di causare una migrazione massiccia e forzata verso le regioni più fredde del nord. Problemi molto simili anche per gli abitanti del subcontinente indiano. Un secondo studio, pubblicato su "Geophysical Research Letters", stima che il livello di stress termico a cui saranno esposti gli abitanti di Pakistan, India e Bangladesh triplicherà rispetto ai valori di oggi, anche se il riscaldamento globale viene mantenuto entro i 2° C, la soglia più alta dell'accordo di Parigi. Se invece si conterrà il global warming entro 1,5° C  lo stress termico crescerà solo di una volta e mezzo.

 - Italia a rischio siccità

La nostra nazione è tra i Paesi della Unione europea a più  elevato rischio siccità, una minaccia per agricoltura e zootecnia. Lo afferma l'Osservatorio europeo della siccità (Edo), mentre l'Anbi (Associazione nazionale dei Consorzi di Bonifica ed Irrigazione) sostiene che il livello dei fiumi del Nord è sempre più basso e il rischio di desertificazione in aumento, soprattutto in alcune regioni del Mezzogiorno. Nel nostro Paese, il 20% del territorio rischia di non essere più produttivo, quindi abbandonato e si stima che a causa di siccità, alluvioni ed erosioni del suolo, si corre il rischio di perdere l'1% annuo sulla produzione agricola, stando a quanto rilevano i dati di Enea (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie). L'agricoltura ecologica è la principale strategia di resilienza alla siccità. Anche nel campo della zootecnia i modelli di allevamento ecologico, compresi i sistemi integrati di allevamento e silvicoltura possono offrire vantaggi a molteplici processi ecosistemici. Una riduzione molto significativa dell'impronta idrica dei prodotti agricoli in Europa potrebbe essere raggiunta passando a diete più sane, ricche di frutta e verdura e con meno carni e latticini. Ma servono investimenti, sia in termini di ricerca sulle innovazioni agroecologiche, sia di sostegno per aiutare gli agricoltori ed allevatori a compiere una vera transizione ecologica ed i consumatori ad adottare diete con un minore impatto sulla disponibilità idrica e sulla sua qualità.

 

 

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