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Salute e medicina on line

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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Emicrania, efficace il trattamento con anticorpi monoclonali anti-Cgrp

È il dato emerso da uno studio multicentrico cui hanno partecipato 16 Centri coordinati dall’Irccs San Raffaele di Roma

Il trattamento di un anno con anticorpi monoclonali anti- CGRP diminuisce la frequenza degli attacchi di emicrania nella quasi totalità dei soggetti (91,3%). E’ il dato emerso da uno studio multicentrico, cui hanno partecipato 16 Centri coordinati dall’IRCCS San Raffaele di Roma e pubblicato sulla rivista Journal of Neurology. Il professor Piero Barbanti - coordinatore  del Gruppo di Ricerca, Direttore dell’Unità per la Cura e la Ricerca su Cefalee e Dolore dell’IRCCS San Raffaele e Responsabile del Registro Italiano dell’Emicrania - ha spiegato che: ”lo studio è rivoluzionario e anzitutto dimostra che gli anticorpi monoclonali anti-CGRP rappresentano un “punto del non ritorno” nella cura di una malattia devastante, quale l’emicrania, risultando efficaci praticamente in tutti e sottolinea, che la forma intrattabile o farmacoresistente sia una rarità. Il San Raffaele di Roma è leader mondiale della sperimentazione di nuove molecole contro il mal di testa, avvalendosi di un team di 7 Ricercatori. I dati dello studio dimostrano che le terapie anti-CGRP sconvolgeranno le cure dei prossimi anni e miglioreranno drasticamente la vita del paziente emicranico, determinando una netta riduzione dei costi diretti e indiretti di questa patologia, ad oggi valutati in circa 20 miliardi di euro. E’ urgente - ha sottolineato il professor Barbanti - che l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), prenda atto di queste evidenze e riveda i criteri per la rimborsabilità degli anticorpi monoclonali, oltre che quelli relativi alla prescrivibilità”.

L’emicrania: eziopatogenesi e trattamento

L’emicrania è un disordine neuro-vascolare cronico caratterizzato da attacchi disabilitanti di cefalea e disfunzione del sistema nervoso autonomo. A livello mondiale coinvolge circa il 15% della popolazione, in Italia (circa 7-8 milioni di persone), in prevalenza donne. La patogenesi e l’eziologia dell’emicrania rimangono ancora incerti, nonostante sia stato ipotizzato il coinvolgimento di numerosi meccanismi. Recenti studi clinici e preclinici hanno dimostrato una correlazione tra l’emicrania ed il rilascio di neurotrasmettitori e sostanze vasoattive, come la serotonina (5-HT), il peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP) e la dopamina (DA), Nelle ultime decadi, l’ergotamina ed i triptani, entrambi agonisti del recettore 5-HT, hanno dimostrato la loro efficacia nel trattamento dell’emicrania acuta e sono largamente usati nella pratica clinica. Purtroppo, un significativo numero di pazienti non risponde al trattamento e l’insorgenza di numerosi eventi avversi ne limita l’utilizzo.

Il CGRP (Calcitonin Gene Related Peptide) è un neuropeptide formato da 37 aminoacidi, presente nelle isoforme α e β, potente vasodilatatore, diffusamente distribuito nel sistema nervoso centrale e periferico e co-espresso con i recettori 1B e 1D della serotonina.

Ricerche hanno dimostrato come durante gli attacchi emicranici spontanei la concentrazione del CGRP aumenti a livello della vena giugulare esterna e come diminuisca in seguito alla somministrazione di triptani, parallelamente al miglioramento sintomatologico.

Sono stati sviluppati e testati in vari studi preclinici e clinici gli anticorpi monoclonali, studiati specificatamente per bloccare CGRP, oppure il suo recettore. Questi farmaci, altamente specifici per il loro target, hanno una lunga emivita e le loro caratteristiche farmacocinetiche li rendono ideali per il trattamento cronico e minimizzare gli eventi avversi.

Emicrania, efficace il trattamento con anticorpi monoclonali anti-Cgrp

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