rotate-mobile
Giovedì, 9 Dicembre 2021
Salute e medicina on line

Opinioni

Salute e medicina on line

A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Gli anticorpi monoclonali, una nuova terapia contro il Covid-19

Gli anticorpi monoclonali sono la più promettente strategia terapeutica in fase di sviluppo contro la Covid-19. E' stato pubblicato su " New England of Medicine" il primo studio dell'anticorpo monoclonale neutralizzante LY- CoV-555 (alias Brenno), capace di intervenire in maniera positiva sulla infezione da Sars- CoV-2. Lo ha comunicato alla stampa il professor Guido Silvestri, Ordinario e Capo Dipartimento di Patologia alla Università Emory di Atlanta (Georgia, USA), Direttore della Divisione di Microbiologia ed Immunologia allo Yerkes National Primate Research Center.

Dagli esiti della sperimentazione, è emerso che questo anticorpo, se usato ai primi sintomi, riduce del 72% il rischio di ricovero in ospedale. In combinazione all'anticorpo LY-CoV-016 (Dodi), la riduzione potrebbe superare l'85% nei soggetti a rischio (età e peso corporeo).

Fede” e “Luca” sono i due anticorpi monoclonali di Regeneron (Regn 10933 e Regn 10987), altri ancora si trovano in via di sperimentazione, tra cui i potentissimi di Gsk, previsti per il mese di marzo 2021 e i famosi nanocorpi per spray nasale, per i quali è necessario più tempo, ha concluso il professore. Gli anticorpi monoclonali (MAbs Monoclonal Antibodies) sono un insieme di anticorpi identici fra loro, in quanto derivano da linee cellulari provenienti da un solo tipo di cellula immunitaria e prodotti con tecniche di DNA ricombinante.

Sono proteine omogenee ottenute da un singolo clone di linfocita ingegnerizzato. Possiedono una affinità altamente specifica per un determinato tipo di antigene (tossina, proteina, virus, batteri, cellula maligna) e si legano ad esso, consentendo di ottenere una marcata risposta immunitaria.  Sono progettati per riconoscere specificatamente un unico determinato antigene e si legano ad esso, neutralizzandolo.

Nella attuale pandemia causata da Sars-CoV-2, i pazienti sopravvissuti alla malattia hanno alte probabilità di aver sviluppato anticorpi efficaci contro il virus. Identificandoli e trasformandoli in anticorpi monoclonali è possibile disporre per tutti i malati le stesse cure.

Inizialmente, gli anticorpi vengono testati in vitro per verificare la capacità di inibire la replicazione virale; i migliori, si sperimentano su modelli animali e volontari umani per assicurarsi che non diano effetti collaterali gravi e si arriva, quindi, ai pazienti per valutare l'efficacia clinica. Attualmente, sono tre in sperimentazione clinica con trial di fase 3, al termine dei quali, in caso di risultati soddisfacenti, è possibile chiedere l'autorizzazione all'immissione in commercio.

Gli anticorpi monoclonali, utilizzati anche per il Presidente Donald Trump, prodotti dalla Biotech americana Regeneron, sono quelli più vicini alla meta e la stessa azienda ha annunciato i risultati preliminari del proprio trial in cui Regn-CoV-2 (il loro cocktail di anticorpi monoclonali) si sarebbe dimostrato sicuro ed efficace, in pazienti non ospedalizzati, nelle prime fasi della malattia. La Regeneron ha chiesto alla FDA (Agenzia Americana del Farmaco) una procedura di autorizzazione accelerata per il suo farmaco. I dati presentati dalla Azienda Biotech sembrano incoraggianti e suggeriscono che il farmaco potrebbe rivelarsi efficace anche nel caso di pazienti più gravi.

Al passo con la Regeneron, l'industria farmaceutica Eli Lilly. Il suo farmaco, noto con la sigla LY-CoV-555 ha mostrato di ridurre del 72% il rischio di ospedalizzazione per pazienti con sintomatologia moderata in un trial con placebo che ha coinvolto 452 pazienti. Anche questa Azienda ha chiesto una procedura di autorizzazione accelerata alla FDA.

Astrazeneca ha un anticorpo monoclonale in stato avanzato di sviluppo. E' identificato con la sigla AZD7442 e stando alle informazioni diffuse ha la particolarità di essere stato sviluppato utilizzando una tecnologia che permette di allungare la sopravvivenza degli anticorpi nell'organismo.  Potrebbe fornire una protezione contro Covid -19 per un periodo di 6-12 mesi. L'Azienda ha annunciato l'avvio di due trial di fase 3 per il suo anticorpo monoclonale che coinvolgeranno oltre 6mila pazienti.

Interessante è la collaborazione internazionale Prometheus che dal 2019 studia nuove terapie contro i coronavirus e in particolare quelli come Sars-CoV-2 che derivano dai pipistrelli. Non arriverà ad un trial di fase 3 prima di dicembre, ma è atteso dalla Comunità scientifica per la sua efficacia di oltre 6 mesi e su tutti i coronavirus e quindi, potrebbe rivelarsi prezioso in caso di nuovi spillover pandemici. Anche in Italia, si studia e ricerca nel campo degli anticorpi monoclonali. Se ne occupa il "Monoclonal Antibody Discovery Lab di Fondazione Toscana Life Sciences" a Siena, diretto dal professor Rino Rappuoli, microbiologo italiano, scienziato di fama mondiale, padre di tanti vaccini di nuova generazione, chief scientist della Glaxo Vaccines.  I ricercatori hanno isolato 3 anticorpi promettenti e  uno di questi è stato scelto per lo sviluppo di un farmaco che, a detta dei suoi ricercatori, promette di rivelarsi il più potente tra quelli in fase di studio, con una efficacia (studiata per ora sui criceti) preventiva e terapeutica contro il virus. I test clinici dovrebbero iniziare entro la fine dell'anno.

Gli anticorpi monoclonali, una nuova terapia contro il Covid-19

IlPiacenza è in caricamento