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I Nobel 2020 per la medicina ai virologi Alter, Houghton e Rice per la scoperta del virus dell'epatite C

Circa 70 milioni di casi nel mondo, 400.000 decessi all'anno, una delle cause più frequenti di trapianto di fegato

I vincitori del Premio Nobel per la Medicina 2020 sono i virologi: Harvey J. Alter (USA), Michael Houghgton (UK) e Charles M. Rice (USA), gli scienziati cui si deve la scoperta del virus dell'epatite C (HCV), ricerca che ha permesso di salvare milioni di vite umane e la speranza di eradicare la malattia. I nomi dei vincitori del più importante dei riconoscimenti scientifici internazionali sono stati selezionati da un Comitato dell'Istituto Karolinska di Stoccolma, che ogni anno premia le ricerche più significative. Si tratta del 111esimo premio Nobel di questa categoria assegnato nella storia dal 1901 per volere dell'imprenditore e filantropo svedese Alfred Nobel e per la prima volta, dal 1944 non avrà la cerimonia di premiazione per rispettare le norme di sicurezza anti-Covid -19. Il Nobel per la Medicina evidenzia l'importanza della ricerca medica per la società e le economie di tutto il mondo. La gratificazione scientifica e morale è accompagnata ad un riconoscimento di circa 950mila euro.

Il genoma dell'HCV è stato identificato all'inizio degli anni '80; prima della sua individuazione veniva chiamato "non A - non B" per distinguerlo dagli altri due virus A e B. Secondo i dati Eurostar, l'Italia è la prima in UE per mortalità. In Europa, nel 2018 sono stati segnalati 37.527 casi di epatite C in 29 Stati. La malattia è pericolosa perché in gran parte asintomatica sino all'ultima fase. Sono stimati 70 milioni di casi di epatite C nel mondo, ma il dato potrebbe essere sottostimato e 400.000 decessi all'anno. E' una delle più frequenti cause di trapianto di fegato per la possibile evoluzione da epatite cronica in cirrosi.

LE MOTIVAZIONI DEL PREMIO

Annunciando il Premio a Stoccolma, il Comitato per il Nobel ha osservato che la ricerca dei tre premiati ha contribuito a spiegare una delle principali cause di epatite trasmessa dal sangue che non poteva essere spiegata dai virus dell'epatite A e B. Il loro lavoro ha reso possibili esami del sangue e nuovi farmaci che hanno salvato milioni di vite. "Grazie alla loro scoperta - si è espresso il Comitato - sono stati compiuti passi avanti nella lotta contro l'epatite C capace di provocare l'insorgenza della cirrosi epatica e del cancro al fegato. Hanno rivelato la causa delle epatiti croniche, rendendo disponibili test altamente sensibili per il virus che hanno essenzialmente eliminato l'epatite post - trasfusionale in molte parti del mondo, contribuendo a migliorare la salute globale. La loro scoperta ha anche permesso il rapido sviluppo di farmaci antivirali specifici nel trattamento della epatite C. La malattia, ora può essere curata, fa sperare l’eradicazione del virus dell'epatite C dalla popolazione mondiale". Dalla Assemblea dei Nobel arriva un appello: "Per la prima volta nella storia, l'epatite C può essere curata, rendendo concreta la speranza di eradicare in modo globale e definitivo il virus che la causa. Per raggiungere questo obiettivo saranno necessari sforzi internazionali, volti a favorire i test del sangue e a rendere disponibili i nuovi farmaci antivirali in tutto il mondo".

RICONOSCIMENTI DAL MONDO SCIENTIFICO E POLITICO ITALIANO

Complimenti ai premi Nobel Houghton, Alter e Rice giungono dal Ministro della Salute Roberto Speranza "I loro studi hanno portato ad importanti scoperte sul funzionamento del virus dell'epatite C, in questo momento drammatico è un segnale importante per tutta la Comunità scientifica". Per il professor Antonio Gasbarrini, ordinario di Medicina Interna dell'Università Cattolica Campus di Roma e Direttore del Dipartimento Scienze mediche e chirurgiche della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, intervistato da Adnkronos Salute :"Aver individuato la causa di queste epatiti misteriose ha modificato la gestione di moltissimi malati, ma soprattutto - ha aggiunto Gasbarrini - ha portato alla esplosione della ricerca e alla scoperta dei nuovi antivirali diretti, farmaci gioiello contro l'epatite C che oggi consentono di eradicare la malattia oltre il 90% dei casi dopo solo 8 settimane di terapia orale",

NOTE BIOGRAFICHE DEI TRE SCIENZIATI

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Alter, 85 anni è nato a New York, si è laureato alla Università di Rochester dove ha lavorato per un periodo di tempo e successivamente si è trasferito a Seattle. Dal 1961 ha lavorato per il National Institutes of Health (NIH), tranne un breve periodo nel quale ha lavorato nella Georgetown University. Rice, 65 anni, nato a Sacramento e si è laureato nel 1981 al California Institute of Technology (Caltech). Dal 1986 ha lavorato nella Washington University School of Medicine a St. Louis. Dal 2001 insegna alla Rockefeller University di New York, dove, fino al 2018 ha diretto il Centro di Ricerca sulla epatite C. Houghton, è nato nel 1949, si è laureato nel 1977 nel King's College di Londra e in seguito ha lavorato per le Aziende G.D. Searle &a Company e Chiron. Dal 2010 insegna nella Università di Alberta.

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Spazio di divulgazione medico-scientifica intesa ad approfondire temi generali che riguardano la salute e gli eventi collegati. Si tratta di articoli di natura medica, affrontati però con un taglio divulgativo accessibile ai non esperti, che non possono in alcun modo sostituirsi a valutazioni o a diagnosi mediche.

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Commenti (2)

  • il 2020 è proprio l’anno d’oro per i virologi. Fino a pochi mesi fa molta gente non sapeva neanche che esistessero, mentre ora sono sempre in tv e vincono premi prestigiosi. Scherzi a parte credo che questo Nobel sia sicuramente ben meritato, perché l’epatite C è proprio una gran brutta cosa

  • Chi e in base a quali criteri, sceglie i candidati al Premio Nobel? Credo che, comunque, manca l'imparzialità.

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