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Domenica, 14 Agosto 2022
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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

I rischi legati al caldo e le strategie per difendersi

Il corpo umano si raffredda attraverso la sudorazione ma, in determinate condizioni ambientali, una umidità eccessiva impedisce al sudore di evaporare ed il calore corporeo che aumenta rapidamente, può danneggiare gli organi vitali.

E’ possibile sopportare un abbassamento della temperatura profonda di 10 gradi, ma difficilmente aumenti superiori a 5 gradi.

L’organismo può infatti tollerare temperature relativamente alte, purché l’umidità rimanga bassa; è preferibile un clima caldo, ma secco, piuttosto che caldo umido.

Per mantenere la temperatura corporea costante a 37° C, il calore è dissipato, grazie ad un processo chiamato termoregolazione, meccanismo fisiologico mediante il quale l’organismo reagisce ad eventuali variazioni di energia termica, di cui è già dotato, in modo da mantenere la propria temperatura interna costante.

Durante la stagione estiva è importante consultare il proprio medico per avere indicazioni su come rimodulare le terapie abituali perché alcuni farmaci (diuretici, betabloccanti, antipsicotici, anticolinergici) possono rendere l’organismo più sensibile agli effetti del caldo.

MALATTIE DA CALORE

Sono affezioni diverse dal punto di vista clinico dovute ad uno squilibrio fra calore ambientale e capacità dell’organismo di adattarsi; tra queste, il colpo di calore, stato di insufficienza termoregolatoria, generalmente ad inizio improvviso, caratterizzato da ipertermia, disturbi neurologici, tachicardia, polipnea e anidrosi (cessazione della sudorazione). Le condizioni ambientali favorenti sono: l’esposizione brusca a climi caldi, ondate di calore estivo, esposizioni professionali (gare sportive ad alto impegno).

TRATTAMENTO DEL COLPO DI CALORE

Il modo più efficace per ridurre gli effetti di un colpo di calore è l’immediato raffreddamento: togliere gli indumenti, trasportare il paziente in un luogo fresco, borsa di ghiaccio sul capo, liquidi per via venosa, ossigenoterapia. Nei casi più gravi, ricovero ospedaliero, con correzione degli squilibri idro-elettrolitici, misure anti-shock e trattamento delle complicanze.

LA DISIDRATAZIONE

Il caldo può causare anche una grave disidratazione, che a sua volta, rendendo meno fluido il sangue, può portare alla formazione di trombi e ad eventi cerebrovascolari (TIA e Ictus). La disidratazione è una eccessiva perdita di acqua dai tessuti, spesso accompagnata dalla alterazione dell’equilibrio di elettroliti, come sodio, potassio e cloro. Questa condizione clinica si verifica ogni volta che l’apporto di liquidi sia minore rispetto alle perdite.

I più a rischio disidratazione sono gli anziani, i bambini, gli sportivi e chi è affetto da patologie croniche. La pericolosità della disidratazione per i bambini è dettata dalla maggiore percentuale di acqua corporea (80%) e dal suo turnover più veloce. In età inferiore ai 3 anni, il sistema termoregolatorio ipotalamico è ancora immaturo e questo significa che il bambino tende a perdere molto velocemente i liquidi. Nelle persone di età avanzata, la carenza di acqua è quasi sempre l’esito della attenuazione dello stimolo della sete o del timore di una possibile incontinenza urinaria; l’eccessiva sudorazione è la fonte di preoccupazione principale per gli sportivi.

Diversi sono i sintomi della disidratazione: anzitutto, lo stimolo della sete. Altri segni clinici includono: debolezza generale, crampi muscolari, diminuzione della diuresi, urine di colore scuro e scarse, aumento della temperatura corporea, secchezza delle labbra, della pelle e delle mucose, frequenza cardiaca alterata.

La forma grave di disidratazione è accompagnata da sintomi peggiori, come: stato confusionale, ipotensione, perdita di coscienza, stato di shock, che può portare al decesso del paziente.

Gli esperti consigliano di non uscire nelle ore centrali della giornata, restare in casa protetti da condizionatori e deumidificatori, bere di frequenza, reintegrando gli elettroliti con il consumo di frutta e verdura, ricche di sali minerali.

I rischi legati al caldo e le strategie per difendersi

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