Mercoledì, 22 Settembre 2021
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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Il 10 settembre ricorre la Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio

L’intervento dello psichiatra, dottor Antonio Saginario

Il tema di quest’anno della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio è “agire per costruire la speranza”.

Il dottor Antonio Saginario, Dirigente Psichiatra, Dipartimento Salute Mentale della Azienda Sanitaria di Piacenza, ha analizzato il problema in un suo intervento al nostro quotidiano.

Il suicidio rappresenta la seconda causa di morte al mondo nei giovani tra 15 e 24 anni. I morti sono circa un milione e sono due volte più comuni tra i maschi.

I fattori di rischio di suicidio sono i disturbi psichiatrici, specie: disturbo bipolare e schizofrenia, familiarità, tentativo pregresso di suicidio, la pronta disponibilità di un mezzo per commettere l'atto; infatti, il tasso dei suicidi è maggiore nelle famiglie che detengono  armi da fuoco nella propria abitazione.

Stili di vita insani, come: abuso di alcol e sostanze, dieta eccessiva, sedentarietà, guida pericolosa, possono essere considerate come condotte autodistruttive che portano a “suicidio subintenzionale”.

Lo stimolo comune al suicidio, un dolore psichico percepito dal paziente come intollerabile, chiamato psicalgia.

Lo stressore comune che induce psicalgia è la frustrazione dei bisogni psichici essenziali.

L’obiettivo comune non è la ricerca della morte, ma la fuga dalla psicalgia, tramite la soppressione di consapevolezza di vivere penosa e insopportabile.

I sentimenti dominanti sono la disperazione e l’impotenza.

La disperazione è l’aspettativa pessimistica verso il futuro immodificabile e l’impotenza è la convinzione di non poter fare nulla per migliorare la propria condizione “non posso far nulla”, né di poter essere aiutato “nessuno mi può aiutare”.

L’atteggiamento interiore comune verso la scelta del suicidio è l’ambivalenza tra il sincero e forte desiderio di uccidersi e la ricerca di un’alternativa di salvezza; su questa ambivalenza lavora con delicata insistenza lo psichiatra e chiunque vive vicino al paziente.

Disponiamo della psicoterapia anodina, proposta da Edwin SHNEIDMAN, fondatore della suicidologia, perché cerca di indurredott Saginario-2sedazione” psichica rapida che sollevi il paziente dal peso insopportabile della psicalgia e frustrazione.

Consiste in:

riconcettualizzazione della psicalgia, concepita come affrontabile e gestibile; soddisfazione alternativa, anche lieve e temporanea del bisogno psichico insoddisfatto; infusione di speranza.

Il terapeuta, secondo il famoso psicoterapeuta cognitivo BECK, lavora come un lobbista della Camera che impiega ogni mezzo, anche sporco, pur di difendere e favorire gli interessi che patrocina, in questo caso la vita del paziente.

Alcuni farmaci si sono dimostrati efficaci, anche se solo a lungo termine, la clozapina nella schizofrenia e il litio nel disturbo bipolare.

Sfortunatamente, gli antidepressivi impiegati nella depressione unipolare hanno una latenza d’azione lunga, circa un mese, che lascia una lunga finestra di alto rischio suicidario.

Una novità terapeutica interessante è la recente introduzione di un innovativo farmaco antidepressivo ESKETAMINA che ha una latenza d’azione breve, capace di elevare l’umore e ridurre l’ideazione suicidaria in pochi giorni e anche in poche ore.

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