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Mercoledì, 25 Maggio 2022
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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

I risultati di una ricerca: il 15% dei decessi Covid dovuto anche all’inquinamento atmosferico

Una nuova ricerca indica la Lombardia e parte della Emilia-Romagna tra le zone più esposte

Uno studio misura la percentuale di decessi per Coronavirus che potrebbe essere attribuita alla contaminazione atmosferica, in Italia e in altri Paesi del mondo. Circa il 15% dei decessi da Covid-19 in tutto il Pianeta potrebbe essere attribuito all’esposizione a lungo termine all'inquinamento - ha spiegato il dottor Andrea Pozzer -  che ha guidato un pool  di ricercatori dell'International  Center  for  Theoretical  Psysics di Trieste e del  Max - Planck- Institute  for Chemistry, in Germania.

Il 15% è anche la stessa percentuale di potenziali decessi da Covid legati all'inquinamento atmosferico  che i ricercatori segnalano  per l'Italia,  in sintesi, una persona su sette. Lo studio, dal titolo "Regional  and global contribuitions of air pollution  to risk  of  death from  Covid-19" è stato pubblicato  nei giorni scorsi  sulla rivista medica "Cardiovascular  Research".

Come spiega il dottor Umberto  Mazzantini, sul sito "Greenreport", il rapporto, in particolare, indica la frazione di decessi per Covid-19 che potrebbe essere evitata se la popolazione fosse esposta a livelli controfattuali inferiori di inquinamento  atmosferico.

Lo studio rivela che le percentuali di decessi per Coronavirus legate all'inquinamento sono: in Europa, circa il 19%, in Nordamerica  il 17%, mentre in Asia orientale  al 27%.  Se si considerano i vari Paesi, in alto alla classifica troviamo la Repubblica Ceca con il 29%, la Cina  al 27% , la Germania al 26%, la Svizzera al 22%, il Belgio  al 21%, i Paesi Bassi  al 19%,  la Francia al 18%, la Svezia al 16%.

L'Italia occupa un posto intermedio con il 15%, il Regno Unito al 14%, il Brasile al 12%, il Portogallo all'11%, l'Irlanda l'8%, mentre l'impatto più basso  di decessi da Covid -19  incrementati dall'inquinamento  si registra in Israele con il 6%, in Australia con  il 3%  e  la Nuova Zelanda l'1%.

Il ricercatore professor Thomas Munzel, primario del reparto di Cardiologia  dell'Ospedale universitario  di Mainz (Germania), ha spiegato l'effetto combinato  che aggrava  la contaminazione virale. "Se il paziente soffre di una malattia cardiaca, sia l'inquinamento  atmosferico che l'infezione da Coronavirus aggraveranno  i disturbi che possono portare ad attacchi cardiaci, insufficienza cardiaca ed ictus. Il particolato, sembra aumentare l'attività di un recettore sulla superficie cellulare Ace -2 coinvolto nel modo in cui Covid -19 infetta le cellule.

L'inquinamento atmosferico danneggia i polmoni e aumenta l'attività di Ace -2 che a sua volta porta ad un maggiore assorbimento  del virus da parte  dei polmoni  e probabilmente dei vasi sanguigni e del cuore. Più semplicemente, le microscopiche particelle inquinanti che vengono inalate,  passano nel circolo sanguigno e vanno successivamente a ledere l'endotelio vascolare, ovvero l'insieme di cellule che riveste l'interno di arterie e vene, determinando  un danno e l'infiammazione al sistema vascolare. Lo stesso processo si realizza con il Sars - CoV-2, il quale, entra nei polmoni  per poi passare nel sangue e causare la malattia, considerata "endoteliale". L'ingresso contemporaneo del Coronavirus  e delle particelle inquinanti produce un effetto sinergico, causando un danno più forte al corpo, soprattutto  a persone affette da problemi cardiaci, aumentando, di conseguenza la mortalità".

Secondo i Ricercatori, guardando i dati sulla qualità dell'aria pubblicati dall'European  Environment  Agency (EEA), la Lombardia, parte della Emilia  Romagna  e alcune zone del Piemonte  e del Veneto  sono le più esposte  alle polveri sottili  PM 2,5  e PM 10, ben oltre la media europea, tanto da essere  le aree continentali  più a rischio in assoluto. Osservando i decessi da Covid a livello regionale: Lombardia, Valle d'Aosta, Liguria, Emilia Romagna  e Piemonte  sono le Regioni che registrano  un tasso più alto di mortalità da Coronavirus  e  gran parte di queste aree rientrano  tra quelle  più esposte  alle polveri sottili, secondo i dati dell'EEA. "Le politiche efficaci per ridurre le emissioni antropiche  che causano l'inquinamento atmosferico  e il cambiamento climatico  devono perciò  essere accelerate - sostengono gli Autori dello studio. La salute delle persone è sempre più strettamente collegata alla qualità dell'aria".

I risultati di una ricerca: il 15% dei decessi Covid dovuto anche all’inquinamento atmosferico

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