Martedì, 28 Settembre 2021
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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Il 30 giugno la Giornata Internazionale degli Asteroidi

L’”Asteroid Day” fu proposta dall’Unesco nel 2014, da diverse personalità: Brian May, astrofisico e chitarrista dei “Queen”, Rusty Schweickart, astronauta dell’Apollo 9, oggi ottantacinquenne, Danica Remy, presidente della Fondazione B612 e Grig Richters, regista e attivista politico.

La Giornata vuole attirare l’attenzione sulla importanza degli asteroidi - detti anche “pianetini” o, in inglese “minor planet”- non solo per la scienza, ma anche per l’intera umanità.

La data del 30 Giugno è stata scelta in ricordo dell’evento di Tungusca (30 giugno 1908), quando, un pianetino di 30-40 metri esplose nella stratosfera distruggendo e incendiando una vasta regione della Siberia (2.150 chilometri quadrati), per fortuna disabitata. Il 15 febbraio 2013, un oggetto di 15 metri, con una massa di 10mila tonnellate precipitato su Celjabinsk, danneggiò un migliaio di abitazioni della città russa a Est degli Urali. Eventi così imponenti si ripetono ogni 100-200 anni, ma episodi minori sono piuttosto frequenti.

- Il 18 dicembre 2018, un asteroide di 10 metri è caduto nel mare di Bering.

- Il 1 Febbraio 2020 un oggetto di tre metri si è disintegrato sull’isola di Cuba.

- Il 21 maggio 2020 un masso di tre metri è caduto a sud della Australia ed il 22 Giugno, l’asteroide 2019 MO di 4 metri è esploso nel cielo dei Caraibi liberando la potenza di circa cinquemila tonnellate di tritolo.

Il 21 marzo 2021 il passaggio dell’asteroide Apophis è stato seguito da un grande atteso asteroide denominato 2001 FO32, il cui diametro è compreso tra i 500 e 700 metri e classificato tra quelli potenzialmente pericolosi (1). Ha transitato a 123.887 chilometri l’ora e a circa 2 milioni di chilometri dalla Terra.

Un asteroide è un piccolo corpo celeste simile per composizione ad un pianeta terrestre. Si pensa siano residui del disco proto planetario che non sono stati incorporati durante la formazione del sistema. Gli asteroidi composti per la maggior parte di ghiaccio sono conosciuti come comete ed alcuni sono il residuo di vecchie comete che hanno perso il loro ghiaccio nel corso degli avvicinamenti al Sole. L’asteroide più grande del sistema solare interno è Cerere, con un diametro di 900 – 1000 Km, seguono Pallade e Vesta, entrambi con diametri di circa 500 Km. La maggior parte degli asteroidi orbita tra Marte e Giove ad una distanza compresa tra 2 e 4 UA (Unità Astronomica) dal Sole, in una regione conosciuta come Fascia principale.

Il programma di ricerca sviluppato con la “rete Prisma” migliorerà le conoscenze sulla frequenza con cui meteoroidi e bolidi attraversano il cielo. Attualmente, si stima che in media ne piovano sulla Terra 40 tonnellate al giorno. In gran parte, si tratta di materiale fine come polvere o sabbia che si vaporizza nella atmosfera.

Nel 1961, l’Unione Astronomica Internazionale ha convenuto che rientrano nella categoria dei meteoroidi, oggetti con massa che va da un milionesimo di grammo a 10 milioni di chilogrammi. Se la massa è piccola, li vediamo come meteore (esempio: lacrime di San Lorenzo, dal 10 a 12 agosto). Se le dimensioni sono dell’ordine di un metro o più, abbiamo i bolidi e le meteoriti, quando i frammenti raggiungono il suolo.

Le Agenzie spaziali dell’Europa (ESA) e degli Stati Uniti (NASA) hanno come obiettivo la difesa dal rischio asteroidi con varie tecniche di deviazione, da quelle più delicate, fino alle più complesse. Il supporto a questi interventi viene da reti di sorveglianza astronomica costituite da telescopi robotizzati e da sistemi di registrazione dei bolidi. Il progetto “Prisma” è già in funzione in Francia, in Svizzera e in Italia. Utilizza camere automatiche che riprendono continuamente l’intera volta celeste. Nel nostro Paese, il Centro-nord è bene attrezzato, il meridione e le isole presentano ancora criticità.

Si conosce l’esistenza degli asteroidi dal 1801, quando a Palermo l’astronomo italiano Giuseppe Piazzi scoprì il primo e il più grande di questi oggetti del sistema solare e lo chiamò Cerere. Oggi, gli asteroidi registrati sono più di 800mila con dimensioni che vanno dai 950 chilometri di Cerere, fino a qualche metro. Il numero dei più piccoli è difficilmente valutabile, ma senza dubbio è enorme e aumenta per successive collisioni e frammentazioni. Non sono semplici sassi, alcuni contengono ferro, nichel e metalli pregiati e potranno diventare nei prossimi decenni miniere di materie prime da usare in future missioni spaziali esplorative.

Gli “near-Earth” (NEA) sono asteroidi la cui orbita è vicina a quella della Terra. Alcuni di essi costituiscono un pericolo perché le loro orbite intersecano quella terrestre. A settembre 2014 erano noti più di 11.000 asteroidi near-Earth, di cui circa 1.500 considerati potenzialmente pericolosi per la Terra, date le caratteristiche dell’orbita e la loro dimensione (1). La maggior parte di questi asteroidi ha meno di un chilometro di diametro.

Fino a 50 metri di diametro, sono oggetti che si possono disgregare nella atmosfera, dando vita a delle meteore luminose (i bolidi) che possono creare danni più o meno gravi a persone e strutture, sia per l’onda d’urto che per i frammenti e la maggior parte finiscono in mare

(1) La definizione di “asteroide potenzialmente pericoloso” si riferisce a qualsiasi oggetto che sia più grande di circa 140 metri e capace di avvicinarsi all’orbita della Terra entro 7,5 milioni di chilometri, ha spiegato il dottor Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope Project.

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