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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Salute e medicina on line

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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Il nostro cervello può essere protetto dall’invecchiamento grazie all'alimentazione

Arianna Di Stadio, autrice del libro “Young Brain” docente di Otorinolaringoiatria alla Università di Catania e Ricercatore onorario all’UCL Queen Square Institute of Neurology di Londra, intervistata da Sanità Informazione, ha spiegato che “Il cervello non si cambia con una protesi, quindi, occorre che rimanga giovane il più a lungo possibile. La neuroinfiammazione è il primo nemico da contrastare con una alimentazione ricca di frutta, verdura, pesce e olio di oliva.

 In particolare, molti alimenti sono in grado di agire in maniera positiva sullo sviluppo del cervello e sul mantenimento delle sue buone condizioni. Una sana alimentazione, può ridurre gli indici infiammatori ed evitare l’insorgenza della sindrome metabolica e delle malattie cardiovascolari, come hanno dimostrato  innumerevoli studi scientifici.

La dieta migliore per il nostro cervello è quella mediterranea, la quale è in grado di proteggere il cervello dal declino cognitivo, agendo sulla neuroinfiammazione, ossia l’infiammazione del cervello. La correlazione tra dieta salutare, come quella mediterranea e preservazione delle funzioni del corpo (comprese quelle del cervello) è nota a medici e scienziati, ma meno al pubblico.

Ad esempio, da una combinazione di elementi in grado di proteggere il cervello, soddisfacendo il palato, possiamo citare: “le polpette di zucchine e tonno”. Infatti, il tonno, come anche il salmone e i pesci azzurri, contiene sia gli omega 3 che l’acido docosaesaenoico (DHA, acido grasso polinsaturo della serie omega -3, un componente strutturale primario del cervello umano, della corteccia cerebrale, della pelle e della retina) che contrastano i radicali liberi e proteggono la corteccia cerebrale. Le zucchine contengono le vitamine del gruppo B, note per essere un grande supporto per il sistema nervoso periferico e centrale. Questo piatto è ancora arricchito con il pomodoro, ricco di licopeni potentissimi antiossidanti, l’aglio che possiede la capacità di modulare la pressione arteriosa, fondamentale per mantenere il cervello con il corretto ed adeguato flusso sanguigno ed infine l’olio extra-vergine di oliva. Quest’ultimo elemento è alla base dell’alimentazione mediterranea e riducendo il colesterolo cattivo ed aumentando quello buono, mantiene sane le arterie. Inoltre, questo prezioso elemento contiene potenti antiossidanti come il tocoferolo (vitamina E) e tante vitamine del gruppo B.

Eravamo già a conoscenza della stretta relazione tra cervello e pelle. Le ultime evidenze scientifiche hanno dimostrato che ciò che invecchia il cervello, invecchia anche il resto del corpo, esponendoci quindi alle rughe.

La scelta quindi di scrivere un libro che spiega, sia come che perché il cervello invecchia e cosa e come fare per mantenerlo giovane e in forma il più a lungo possibile”.

Studi multicentrici coordinati dall’Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-In) per valutare gli effetti della dieta mediterranea contro il declino cognitivo

Dal 2010, anno della sua iscrizione a Patrimonio immateriale dell’umanità Unesco, è forte l’appello degli Esperti di alimentazione a non abbandonare la dieta mediterranea. La salute a tavola passa infatti da alcuni semplici cibi: pane, pasta, olio d’oliva, pomodoro, pesce, frutta e verdura.

L’aderenza alla dieta mediterranea è anche associata a una migliore percezione del funzionamento cognitivo e in alcuni casi a una minore incidenza dei disturbi. Sono le conclusioni di una systematic review coordinata dall’Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-In) e pubblicata sul Journal of American Medical Directors Association (JAMDA). I Ricercatori hanno analizzato i risultati di 45 studi (7 trial clinici randomizzati e 38 studi longitudinali), che hanno coinvolto per lo più persone anziane per valutare gli effetti della dieta mediterranea sul declino cognitivo e sullo sviluppo di disturbo cognitivo lieve, malattia di Alzheimer e demenza vascolare.

Dagli studi è emerso che: “L’aderenza a lungo termine alla Dieta Mediterranea è associata ad un’auto percezione di migliore funzione cognitiva , dato importante, poiché la sensazione soggettiva di difficoltà cognitive è associata ad un maggiore rischio di sviluppare demenze nelle persone affette da una forma lieve.

I dati riguardanti l’effetto della Dieta Mediterranea sullo sviluppo del disturbo cognitivo  lieve diagnosticato con test oggettivi sono diversi. Da PREDIMED (Primary Prevention of Cardiovascular Disease with a Mediterranean Diet, Supplemented with Extra-Virgin Olive Oil or Nuts), un importante trial clinico multicentrico svolto in Spagna è risultato che i partecipanti , persone ad alto rischio cardiovascolare che aderivano alla Dieta Mediterranea arricchita con olio extra-vergine di oliva, mostravano una minore incidenza di disturbo cognitivo lieve rispetto al gruppo di controllo, con un effetto dose-risposta: la diminuzione è risultata superiore in chi aderiva maggiormente a questo stile alimentare”.

Il nostro cervello può essere protetto dall’invecchiamento grazie all'alimentazione

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