Mercoledì, 28 Luglio 2021
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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Importante correlazione tra microbiota e tumore del colon-retto 

La scoperta attraverso uno studio su comunità microbiche direttamente nel loro ambiente naturale

Uno studio pubblicato su Nature Medicine e realizzato dal Dipartimento Cibio della Università di Trento, in collaborazione con Humanitas ed il Dipartimento di Informatica della Università di Torino, ha dimostrato l'associazione tra la variazione della composizione batterica del microbiota  intestinale e le fasi precoci di insorgenza del tumore del  colon retto.

Dalle analisi dei campioni fecali di un migliaio di malati di questo tumore, effettuate  dal  Laboratorio di Immunologia di Humanitas, provenienti  da nove diverse popolazioni mondiali, nell'ambito di una collaborazione  scientifica internazionale, è emersa una stretta collaborazione  tra microbiota e la malattia. Il microbiota è un complesso ecosistema di batteri, funghi e virus che comprende più di 1.000 specie e pesa circa 1 Kg. Anche se tutte le mucose dell'organismo sono colonizzate da batteri, l'intestino è il luogo preferito e il 70% circa di tutti i batteri si trova nel colon. Nelle feci di queste persone è stata individuata la presenza di almeno una decina di ceppi di batteri in comune, identificati come marcatori del carcinoma, tra cui il "fusobacterium nucleatum", già associato alla malattia e considerato un fattore di rischio per la progressione del tumore del colon retto. E' un batterio Gram-negativo, anaerobico che, in condizioni normali, popola principalmente la cavità orale ed è responsabile di infiammazioni, come periodontiti e gengiviti. La sua azione a livello intestinale viene esplicata maggiormente  nelle diete povere di fibre e vegetali.  Probabilmente, il fusobacterium  è in grado anche di determinare   resistenze  alla chemioterapia.
Grazie all’identificazione di questi ceppi batterici, potrebbe essere possibile una nuova tipologia di diagnosi del tumore del colon retto, basato proprio su questi ceppi, che nei malati, risultano modificati rispetto ai controlli  normali. Il metodo di ricerca ha utilizzato la tecnologia digitale per il sequenziamento del materiale genetico al microbiota intestinale (metagenomica computazionale). E' stato osservato che il materiale genetico del microbiota dei malati di tumore del colon presenta un numero statisticamente  più elevato  di copie  di un gene che codifica per un enzima (cut C) coinvolto nel metabolismo di due sostanze derivanti dalla dieta: colina e trimetilammina, quest'ultima già associata a rischio elevato di tumore del colon.
Oltre ai fattori di rischio noti per lo sviluppo di questo tumore e, cioè, la componente genetica, lo stile di vita e le  abitudini alimentari, i risultati dello studio, indirizzano la prevenzione  verso una diagnostica sempre più accurata e precoce.

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