Salute e medicina on line

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L'infodemiologia contro l'infodemia

La capacità di mettersi al riparo da notizie finte che circolano sulla pandemia

La Covid -19 rappresenta una emergenza sanitaria, ma anche una pandemia del mondo della informazione. Ogni giorno escono notizie finte o manipolate, capaci di influenzare il pubblico. Il fenomeno è chiamato "infodemia", una parola costituita da "informazione" ed "epidemia" cioè l'eccessiva proliferazione di informazioni, spesso contraddistinte da dubbia affidabilità e carenza di fonti, alla quale contrappone l'"infodemiologia", nel tentativo di combattere il virus della disinformazione legato al Coronavirus.

L'infodemiologia è la scienza che studia la distribuzione delle informazioni e i fattori determinanti che sono all' origine delle informazioni stesse in un mezzo elettronico, in particolare internet, con il fine di supportare la sanità pubblica e la politica. Rappresenta un ambito multidisciplinare di ricerca coinvolgendo l'informatica, la comunicazione digitale e la medicina ed è stata introdotta nel 2002 dal ricercatore canadese Gunther Eysenbach.

Il Web è inondato di presunti medici che rivelano come i malati in ospedale non vengono curati e falsi infermieri che consigliano di curarsi con le vitamine. Si potrebbero citare molti esempi, come, addirittura, lo spray nasale che prometteva di tenere lontano Sars- CoV-2, la cui efficacia sembra molto generica ed è stata bocciata dall'Agenzia Italiana del Farmaco.

Una recente notizia annunciava la morte di uno dei volontari che, in Brasile, stanno testando il vaccino anti-Covid, creando grave preoccupazione fra la gente, ma la persona non aveva ricevuto una dose di vaccino, bensì un placebo, una pastiglia, senza efficacia che viene somministrata per controllare il progredire della ricerca.

Per smascherare notizie false necessitano particolari attenzioni.

Una volta selezionata la fake news, occorre seguire un percorso in alcune tappe che consentirà di produrre una analisi finale della notizia, dimostrandone con dati, fatti e argomenti a sostegno della nostra tesi, la falsità o la inaccuratezza. La prima verifica da fare è capire chi sia l'autore del testo, del post o del video in questione. Il secondo passo da fare riguarda la paternità del sito stesso: i servizi gratuiti "whois" consentono di reperire informazioni fondamentali sulla persona cui il sito è intestato ed anche alla sezione "chi siamo". Se mancano indicazioni sui referenti ci troviamo di fronte ad un indizio abbastanza chiaro di bufala o comunque di scarsa affidabilità. Di fronte ad un articolo che riporta dati statistici, uno dei primi controlli di affidabilità è la presenza di riferimenti precisi alle fonti. Nel caso di un articolo "on line" sarebbe buona norma fornire anche i link per una verifica diretta dei dati stessi. E' necessario quindi analizzare gli elementi di una notizia tentando di risalire alle fonti primarie della informazione su cui si fonda. Nella società della immagine una notizia è destinata a passare quasi inosservata se non viene corredata da una foto o da un video. La ricerca "inversa" su Google Images può aiutarci a smascherare i casi più grossolani verificando dove e in che contesto la stessa immagine sia già stata utilizzata.

Ma, una fake news si costruisce anche decontestualizzando una informazione di per sè veritiera. E' quindi fondamentale saper leggere la notizia inserendola nel suo contesto di riferimento. E' sempre bene ricordare che molta disinformazione o misinformazione non cade necessariamente nella categoria "notizie false" bensì in una "zona grigia" dove la verità e la realtà si mescolano alla forzatura ed alla strumentalizzazione. Non fermarsi al titolo, leggere l'articolo per esteso è importantissimo; verificare la data di pubblicazione di un articolo e delle immagini che vediamo in rete. Infine, rileggere sempre la notizia per evitare di non aver compreso l'informazione reale. Per l'autore di ogni articolo, una buona idea sarebbe cercarne il nome on line ed anche per le riviste scientifiche, i medici interpellati come esperti. Anche i messaggi audio spesso fanno disinformazione e alimentano paure; per questo, prima di condividerli, è necessario controllare la identità di chi li ha registrati.

Smascherare le bufale è un mestiere, si chiama "fact-checking". A farlo, sono giornalisti specializzati nel controllare che le cose dette da personaggi pubblici o scritte on line siano vere. Per farlo, i "fact- checkers" consultano dati, leggono studi, chiedono a esperti e usano appositi strumenti informatici. Questa attività è nata negli USA nel 2000 e quindi si è diffusa in tutto il mondo. Oggi esistono circa 300 progetti attivi con questo obiettivo.

In Italia, tra i siti più accreditati vi sono "Pagella politica" che dal 2012 monitora le dichiarazioni di Ministri e Parlamentari, mentre "Butac"e "Bufale.net" si dedicano soprattutto a smentire notizie false (una attività chiamata "debunking").  A verificare le news che riguardano scienza e salute ci pensa invece "Medbunker.it" mentre l'Associazione "Factcheckers.it" si concentra sui giovani e da anni insegna ai ragazzi nelle scuole l'importanza di esaminare le fonti informative.

Salute e medicina on line

Spazio di divulgazione medico-scientifica intesa ad approfondire temi generali che riguardano la salute e gli eventi collegati. Si tratta di articoli di natura medica, affrontati però con un taglio divulgativo accessibile ai non esperti, che non possono in alcun modo sostituirsi a valutazioni o a diagnosi mediche.

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Commenti (1)

  • L'L'infodemiologia contro l'infodemia - Blog „infodemia“ L'Infodemia, purtroppo, è una caratteristica negativa del tempo in cui viviamo, grazie alla proliferazione incontrollata dei Mezzi di Comunicazione. Quel che avviene è in pratica la realizzazione del mito biblico di Babele, la confusione delle menti dei costruttori a causa delle troppe lingue parlate.

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