Venerdì, 24 Settembre 2021
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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

L'Oms e l'Unione Europea hanno presentato il Trattato Internazionale contro le pandemie

Necessari altri studi sulla origine di Sars-CoV-2

Le nazioni dovrebbero lavorare insieme verso un nuovo Trattato Internazionale per la preparazione e la risposta alle pandemie. Questa la proposta presentata il 30 Marzo, in conferenza stampa, dal Direttore Generale dell'OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus, dal Presidente del Consiglio Europeo Charles Michel e da 25 Capi di Stato e di Governo, tra cui, il primo Ministro britannico Boris Johnson che guida il G 7, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il Presidente del Consiglio italiano Mario Draghi che dirige il G20.

Il Trattato propone un approccio "pangovernativo", rafforzando le capacità regionali e globali e la resilienza alle future pandemie. E’ indirizzato a favorire la collaborazione internazionale, per migliorare la raccolta dei dati, la ricerca, la produzione e la distribuzione di vaccini, farmaci, strumenti diagnostici ed equipaggiamento protettivo, per minimizzare l'impatto delle possibili future pandemie sulle nostre economie e la società.

"La pandemia - ha dichiarato il Direttore dell'OMS Ghebreyesus - ha messo allo scoperto le differenze nei sistemi di risposta". "Nessun Paese o Continente può sconfiggere da solo una pandemia, ma è richiesto un approccio globale" - ha sostenuto Michel.

I firmatari della proposta hanno evidenziato: "la pandemia da Covid-19 è stata un doloroso promemoria e ci impegniamo a garantire un accesso universale ed equo a vaccini, medicinali,  strumenti diagnostici sicuri, efficaci ed economici. L’immunizzazione è un bene pubblico globale e dovremo essere in grado di sviluppare, produrre e distribuire vaccini, il più rapidamente possibile”.

Restano i dubbi di come questa pandemia sia cominciata".L'OMS ha chiesto ulteriori studi e dati. "Il rapporto degli esperti inviati dall'OMS a Wuhan, non è la fine. Per comprendere i primi casi di Covid-19 - ha proseguito Tedros - gli scienziati trarrebbero vantaggio dal pieno accesso ai dati. Non abbiamo ancora trovato la fonte del virus, ma dobbiamo continuare a seguire la scienza, senza lasciare nulla di intentato. Trovare l'origine di un virus richiede tempo, ma lo dobbiamo al mondo, anche per poter intraprendere collettivamente misure per ridurre il rischio che ciò accada di nuovo”. Gli USA ed altri 13 Paesi alleati, hanno espresso preoccupazione per l'esito delle indagini, esortando la Cina a fornire pieno accesso agli esperti.

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