Martedì, 22 Giugno 2021
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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

La congiunzione Giove-Saturno, oggi come 2mila anni fa è ancora un affascinante mistero

Sul fare della sera del 21 dicembre 2020, il giorno del solstizio d'inverno, i pianeti Giove e Saturno, i più grandi del sistema solare, sono apparsi vicinissimi. Una configurazione abbastanza frequente: è la congiunzione Giove-Saturno che si verifica all'incirca ogni 20 anni. Non tutte le congiunzioni sono uguali e questa è strettissima (si parla anche di "Grande Congiunzione") perché i due pianeti appaiono separati di appena un quinto del diametro apparente della Luna piena. Dal mese di luglio scorso, Giove e Saturno apparivano abbastanza vicini nel Sagittario e il loro avvicinamento si è fatto sempre più stretto fino a raggiungere il minimo in questa data, in Capricorno. Sarebbe bastato dirigere lo sguardo verso sud-ovest dopo il tramonto del Sole, ma una densa nuvolosità, purtroppo ha impedito di osservare gli intensi pianeti di luce. Un evento simile si verificherà ancora fra 60 anni, il 15 marzo del 2080. Congiunzioni simili a questa del 21 dicembre, si verificarono nel 1623, anno in cui Galileo pubblicò il suo "Saggiatore" e nel 1228 ed un'altra ancora prima. Questa congiunzione, non è un evento inatteso, ma previsto, perché il nostro universo è governato da leggi precise che consentono di fare previsioni.

Al momento della osservazione, Giove, il più luminoso, si trovava a una distanza dalla Terra di 886 milioni di Km. mentre Saturno distava 1,620 miliardi di Km. e la distanza effettiva tra i due pianeti è di 733 milioni di km. Fra le luminarie natalizie di quest'anno sono caratteristiche le "stelle con la coda" perché, secondo una tradizione, sarebbe stata la stella cometa a guidare i Magi alla capanna di Betlemme. Da sempre, gli Astronomi hanno cercato di dare una spiegazione scientifica al fenomeno che illuminò il primo Natale della storia.

Nel nostro calendario è presente un errore commesso da Dionigi il Piccolo, un monaco vissuto fra il IV e il VI secolo e tenuto conto di questo errore la nascita di Gesù deve essere collocata fra il 7 e il 4 a.C. e proprio nel 7 a.C. si verificò una congiunzione di Giove e Saturno. Il fenomeno è ricordato da Keplero nel suo trattato "De Jesu Christi servatoris nostri vero anno natalitio (1606)" ma ancora prima era stato segnalato in un documento della Chiesa Anglicana del 1285 e annunciato in alcune tavolette babilonesi (l'Almanacco di Sippar) del I millennio a.C. come evento di grande importanza. La congiunzione, inoltre fu triplice perchè nel corso dell'anno si verificò tre volte (in maggio, settembre e dicembre). nella costellazione dei Pesci, ma non fu così stretta come oggi. L'evento, quindi, non fu' spettacolare, ma non passò inosservata alla osservazione dei Magi, scrutatori del cielo. La congiunzione non sparirà il giorno dopo, ma si potrà osservare anche in tempi successivi e si vedrà nel cielo, un fenomeno che avrebbe potuto illuminare il Natale di duemila anni fa. Il Vangelo, però, non parla mai di una cometa, ma di una stella, probabilmente dei Magi, ma di una congiunzione tra Giove e Saturno ed infatti, proprio al tempo della nascita di Gesù, avvenne questo straordinario fenomeno. Talvolta accade che due pianeti, nel percorrere le loro orbite intorno al Sole, visti dalla Terra, appaiono allineati in modo da formare un'unica luminosissima stella.

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