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La gotta: malattia antica, ma sempre attuale

Perché aumentano gli acidi urici e come eliminarli

La gotta è una malattia infiammatoria che consiste in un disordine del metabolismo purinico, caratterizzata da elevati livelli di acido urico nel siero. Conosciuta dall'antichità, attualmente, in Europa e nel nord America, colpisce circa l'1% della popolazione, prevalentemente il sesso maschile ed esordisce tra i 30 e i 50 anni. Si considera iperuricemia la presenza nel sangue di acido urico, superiore al limite massimo della norma, che per la donna equivale a 6,2 mg/dl e nell'uomo a 7 mg/dl.

L'accumulo di acido urico può avvenire per un difetto congenito causato dal deficit dell'enzima ipoxantina-guanina fosforibosiltransferasi (HGPRT) che si eredita come carattere recessivo legato al cromosoma X (sindrome di Lesch - Nyhan), o in forma acquisita, molto più comune, che può decorrere in modo asintomatico, o manifestarsi come gotta. L'accumulo può essere anche conseguenza della terapia antitumorale (chemioterapia) o della assunzione di alcuni farmaci, come la pirazinamide (farmaco antitubercolare). L'acido urico deriva fisiologicamente dalla degradazione dell'adenina e della guanina, le basi azotate che costituiscono il DNA del nucleo di tutte le cellule e può avere una sintesi endogena o esogena, derivante dalla dieta. Quando l'acido urico aumenta la sua concentrazione ematica, tende a precipitare nell'apparato urinario, nei tessuti molli e nelle aticolazioni, accumulamdosi sotto forma di cristalli bianchi di urato monosodico. Nella maggioranza dei casi, l'aumento degli acidi urici ha un’origine alimentare ed è favorito dal consumo abbondante e abituale di cibi ricchi di purine, sale e proteine. Il paziente colpito da gotta lamenta dolori articolari intermittenti (artrite monoarticolare), generalmente associati a gonfiore, eritema, calore e possono essere presenti anche malessere e febbre.

Gli episodi dolorosi coinvolgono soprattutto le articolazioni di mani e piedi e nel 90% dei casi, vengono primariamente colpite le articolazioni metatarso-falangee dell'alluce, con una successiva estensione ad altre parti del corpo: caviglie, ginocchia, polsi e gomiti, provocando bruciore ed arrossamenti. Nelle forme croniche possono comparire nelle articolazioni colpite dei noduli di grandezza variabile detti tofi, successivamente anche in sede extra - articolare, come nel tendine di Achille e nella parte esterna dell'orecchio. In caso di attacco acuto di artrite è bene immobilizzare l'articolazione, mettendola a riposo e scoprendo la zona dolente. Sotto controllo medico si possono assumere FANS e la colchicina, un antimitotico che favorisce la escrezione dell'acido urico e dotato di buone proprietà analgesiche e antinfiammatorie. L'iperuricemia cronica va curata con farmaci in grado di inibire la sintesi di acido urico (allopurinolo, febuxostat) o favorire la eliminazione (farmaci uricosurici: probenecid o sulfinpirazone). La terapia farmacologica va associata a quella dietetica che prevede la eliminazione di cibi ricchi di purine e gli alcolici. E' fondamentale un adeguato apporto di acqua, in modo da prevenire la formazione di calcoli renali. La malattia, se non trattata può determinare complicanze cardiovascolari e renali.

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Spazio di divulgazione medico-scientifica intesa ad approfondire temi generali che riguardano la salute e gli eventi collegati. Si tratta di articoli di natura medica, affrontati però con un taglio divulgativo accessibile ai non esperti, che non possono in alcun modo sostituirsi a valutazioni o a diagnosi mediche.

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Commenti (1)

  • Ottimi consigli, lo sarebbero di più se fossero meno accademici e più pratici per tutti noi.

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