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La variante inglese oggi rappresenta il 54% dei nuovi casi, colpisce i giovani e non resiste al vaccino

L'indagine svolta dall'Istituto Superiore di Sanità, conferma quello che si temeva da giorni: la prevalenza della variante inglese (VOC 202012/01) che oggi, rappresenta il 54% dei nuovi casi con una maggiore diffusione tra i giovani

L'indagine svolta dall'Istituto Superiore di Sanità, conferma quello che si temeva da giorni: la prevalenza della variante inglese (VOC 202012/01) che oggi, rappresenta il 54% dei nuovi casi con una maggiore diffusione tra i giovani.

Il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, professor Franco Locatelli, ha dichiarato che "Abbiamo evidenze chiare sul fatto che la variante inglese è più trasmissibile nelle fasce di età comprese tra 10 e 19 anni, ma anche tra 6 e 10 anni, nelle quali vi è un aumento del numero di casi infetti come Sars-CoV-2. Questo maggiore potere infettante o contagiante - ha proseguito il professore - non si associa a patologia più grave. I bambini, restano, fortunatamente, risparmiati dalle forme più gravi, confermando anche che la variante stessa, non resiste al vaccino".

Preoccupano anche la variante brasiliana (P1) al 4,3% e quella sudafricana (501Y.V2) allo 0,4%. "Per quanto riguarda la variante brasiliana - ha proseguito il professor Locatelli - vi sono delle segnalazioni, ma non pubblicazioni, di persone che si sono reinfettate, quindi bisogna verificare con nuovi studi. Anche in presenza di eventuali reinfezioni, non dovrebbero notarsi forme di particolare gravità".

In Lombardia, la variante inglese ha raggiunto  il 64% dei casi ed a Brescia è stata isolata anche la variante nigeriana. Con il diffondersi delle mutazioni, aumentano anche le zone rosse, che hanno già colpito diverse Regioni ed altre saranno prossime a diventarle. Con la diffusione del virus anche le terapie intensive sono sotto pressione.

Le Regioni più in emergenza, secondo i dati della Agenzia per i Servizi sanitari (AGENAS) sono:

Umbria 56%, Molise al 49%, Provincia Autonoma di Trento 47%, Abruzzo 40%, Friuli Venezia Giulia 35%, Marche 32% , Emilia Romagna 31%, Lombardia 31%, Provincia autonoma di Bolzano 31%, Toscana 30%.

LE VARIANTI

Per variante si intende una mutazione nel genoma del virus, per meccanismi di adattamento, di sopravvivenza. Finora ne sono state individuate circa 30, ma sono 3 le dominanti nel mondo: inglese, brasiliana e sudafricana. Tutte e tre presentano cambiamenti nella proteina Spike (S), bersaglio che decora la superficie del virus formando delle protuberanze caratteristiche, simili ad una corona (Coronavirus).

La proteina S si divide in due parti:

S1 - contiene una regione che serve a legarsi alla cellula bersaglio aderendo al recettore ACE2; S2 - che in una seconda fase, consente l'ingresso del virus nelle cellule.

Quindi, una molecola capace di impedire l'interazione tra la proteina S e il recettore ACE2 sarebbe potenzialmente in grado di prevenire l'infezione da Coronavirus e di conseguenza la malattia.

La conoscenza del Coronavirus inizia dal suo genoma che è composto da 30.000 basi azotate che racchiudono informazioni sull'origine del virus, sulla codifica di proteine ( come la Spike, chiave di ingresso nell'organismo umano) o altri componenti, o ancora, sul meccanismo di azione di Sars-CoV-2. Sequenziarle, vuol dire identificarle, confrontarle e intercettarne le eventuali modifiche.

I virus, particolarmente quelli a RNA, come i Coronavirus, evolvono costantemente attraverso mutazioni del suo genoma. Mutazioni del virus Sars-CoV-2 sono state osservate in tutto il mondo dall'inizio della pandemia. Qualche mutazione può determinare al virus alcune caratteristiche, come ad esempio, un vantaggio selettivo rispetto alle altre attraverso una maggiore trasmissibilità, patogenicità, con forme più severe di malattia o la possibilità di aggirare l'immunità precedentemente acquisita da un individuo.

Variante inglese (VOC 202012/01)

La variante inglese VOC 202012/01, lineage B.1.1.7 è definita per la presenza di numerose mutazioni nella proteina spike del virus (delezione 69-70, delezione 144, sostituzione aminoacidica N501Y, A570D, D614G, P681H, T716I, S982A, D1118H) e da mutazioni in altre regioni del genoma virale.

Diversi studi realizzati con modelli matematici hanno evidenziato che la variante presenta una maggiore trasmissibilità.

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Spazio di divulgazione medico-scientifica intesa ad approfondire temi generali che riguardano la salute e gli eventi collegati. Si tratta di articoli di natura medica, affrontati però con un taglio divulgativo accessibile ai non esperti, che non possono in alcun modo sostituirsi a valutazioni o a diagnosi mediche.

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Commenti (1)

  • Con le mutazioni si arriva anche alla messa in quiescenza del Covid, come è avvenuto per i suoi storici predecessori.

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