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Lunedì, 6 Dicembre 2021
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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

La variante inglese presente in Italia nel 20% dei contagi: prevedibile diventi dominante nelle prossime settimane

Presente in Italia, in quasi il 20% dei contagi, la variante inglese di Sars-CoV-2 è prevedibile, secondo gli esperti, che nelle prossime settimane diventi dominante in tutto il territorio, compresa l'Europa

Presente in Italia, in quasi il 20% dei contagi, la variante inglese di Sars-CoV-2 è prevedibile, secondo gli esperti, che nelle prossime settimane diventi dominante in tutto il territorio, compresa l'Europa. Per questo, valgono le raccomandazioni di rafforzare/innalzare le misure di prevenzione in tutto il Paese. E' stata identificata per la prima volta in Regioni sud-orientali del Regno Unito nel Dicembre 2020, in concomitanza con un rapido aumento nel numero di nuovi casi confermati di infezione da Sars-CoV-2 . Studi retrospettivi hanno documentato la circolazione di questa variante, a partire dal mese di Settembre 2020 e nelle settimane seguenti è stata riscontrata una rapida diffusione sia nel Regno Unito che in altri Paesi. Al 2 febbraio 2021, 80 Paesi in tutte le Regioni dell'OMS avevano identificato la presenza di casi di infezione causati da questa variante, compresa l'Unione Europea, inclusa l'Italia.

La variante inglese VOC 202012 /01, lineage B.1.1.7 è definita per la presenza di numerose mutazioni nella proteina spike del virus (delezione 69-70, delezione 144, sostituzione aminoacidica N501Y, A570D, D614G, P681H, T716I, S982A, D1118H) e da mutazioni in altre regioni del genoma virale.

Diversi studi realizzati con modelli matematici hanno evidenziato che la variante in questione presenta una maggiore trasmissibilità e si sospetta si possa associare anche ad una maggiore virulenza. La delezione del gene S alle posizioni 21765-21770, corrispondenti ai residui 69-70 della proteina spike causa il riscontro di "falso negativi" in alcuni test RT-PCR con target per il gene S fenomeno noto come "S-gene target failure".

Al fine di stimare la diffusione di questa variante in Italia, è stata realizzata una prima indagine rapida coordinata dall'Istituto Superiore di Sanità con il supporto della Fondazione Bruno Kessler e in collaborazione con il Ministero della Salute, le Regioni e le Province Autonome.

L'obiettivo di questa indagine è stato quello di identificare, tra i campioni con risultato positivo per Sars - CoV-2 in RT-PCR possibili casi di infezione riconducibili alla variante inglese. In totale, hanno partecipato alla indagine 16 Regioni (3 non hanno partecipato e due hanno analisi in corso) e complessivamente 82 laboratori.

Su 3.984 casi con infezione da virus Sars-CoV-2  confermata con real-time PCR (RT PCR), sono stati effettuati 852 sequenziamenti del gene S o sequenziamenti in NGS, di questi,  495 infezioni sono risultate riconducibili al virus Sars-CoV-2 variante VOC 202012 /01, nell' 88% delle Regioni partecipanti. Le stime della prevalenza regionale risultano molto diversificate, comprese tra 0%-59%. La prevalenza nazionale il 5-6 febbraio 2021 è pari al 17,8%.

La variante inglese presente in Italia nel 20% dei contagi: prevedibile diventi dominante nelle prossime settimane

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