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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Le nuove linee guida per le cure domiciliari della Covid-19

I pazienti classificati in tre fasce di rischio, in base alla gravità

Sono state diffuse dal Ministero della Salute le "Indicazioni sulla Gestione Domiciliare dei Pazienti con infezione da Sars-CoV-2" pubblicate anche sul sito della Fnomceo (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici). Si tratta di Linee Guida per curare i positivi da Covid - 19 a domicilio, evitando così l'affollamento ai Pronto Soccorso e in corsia degli Ospedali.

Ad oggi, i pazienti Covid al domicilio hanno superato i 750mila ed anche in occasione di questa seconda ondata pandemica esiste la necessità di razionalizzare le risorse al fine di poter garantire la giusta assistenza a ogni singolo cittadino, in maniera commisurata alla gravità del quadro clinico, ha precisato il Ministero. Medici di Famiglia e Pediatri - sottolinea la Circolare - devono strettamente collaborare con le Usca (Unità speciali di Continuità Assistenziale) che svolgono attività domiciliari per i pazienti affetti da Covid-19.

Il paziente a casa sarà valutato con una scala di parametri per quantificare la gravità della malattia definita Mews (Modified early warning score) e classificato in tre distinte fasce di rischio, con una sorta di punteggio:

Rischio basso /stabile (score 0-2);

rischio medio/ instabile (score 3-4);

rischio alto /critico (score 5).

Per tutti, trattamento base con Paracetamolo, antibiotici solo in caso di necessità. No a idrossiclorochina e a eparina. Frequenti auto-rilevazioni della percentuale di ossigenazione del sangue a mezzo Saturimetro, a riposo o sotto sforzo, oltre che nella valutazione iniziale, anche durante il periodo di follow -up. Il saturimetro è indispensabile per controllare periodicamente la saturazione dell'ossigeno, che non deve essere inferiore al 92%.

L'instabilità clinica è correlata all'alterazione dei parametri fisiologici (pressione arteriosa, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, temperatura corporea, livello di coscienza, saturazione di ossigeno) e permette di identificare il rischio di un rapido peggioramento clinico.

La valutazione dei parametri al momento della diagnosi di infezione e il monitoraggio quotidiano, anche attraverso approccio telefonico, soprattutto nei pazienti sintomatici lievi, è fondamentale per evitare la progressione verso forme severe che possono richiedere il ricovero ospedaliero.

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