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Le nuove linee guida per le cure domiciliari della Covid-19

I pazienti classificati in tre fasce di rischio, in base alla gravità

Sono state diffuse dal Ministero della Salute le "Indicazioni sulla Gestione Domiciliare dei Pazienti con infezione da Sars-CoV-2" pubblicate anche sul sito della Fnomceo (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici). Si tratta di Linee Guida per curare i positivi da Covid - 19 a domicilio, evitando così l'affollamento ai Pronto Soccorso e in corsia degli Ospedali.

Ad oggi, i pazienti Covid al domicilio hanno superato i 750mila ed anche in occasione di questa seconda ondata pandemica esiste la necessità di razionalizzare le risorse al fine di poter garantire la giusta assistenza a ogni singolo cittadino, in maniera commisurata alla gravità del quadro clinico, ha precisato il Ministero. Medici di Famiglia e Pediatri - sottolinea la Circolare - devono strettamente collaborare con le Usca (Unità speciali di Continuità Assistenziale) che svolgono attività domiciliari per i pazienti affetti da Covid-19.

Il paziente a casa sarà valutato con una scala di parametri per quantificare la gravità della malattia definita Mews (Modified early warning score) e classificato in tre distinte fasce di rischio, con una sorta di punteggio:

Rischio basso /stabile (score 0-2);

rischio medio/ instabile (score 3-4);

rischio alto /critico (score 5).

Per tutti, trattamento base con Paracetamolo, antibiotici solo in caso di necessità. No a idrossiclorochina e a eparina. Frequenti auto-rilevazioni della percentuale di ossigenazione del sangue a mezzo Saturimetro, a riposo o sotto sforzo, oltre che nella valutazione iniziale, anche durante il periodo di follow -up. Il saturimetro è indispensabile per controllare periodicamente la saturazione dell'ossigeno, che non deve essere inferiore al 92%.

L'instabilità clinica è correlata all'alterazione dei parametri fisiologici (pressione arteriosa, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, temperatura corporea, livello di coscienza, saturazione di ossigeno) e permette di identificare il rischio di un rapido peggioramento clinico.

La valutazione dei parametri al momento della diagnosi di infezione e il monitoraggio quotidiano, anche attraverso approccio telefonico, soprattutto nei pazienti sintomatici lievi, è fondamentale per evitare la progressione verso forme severe che possono richiedere il ricovero ospedaliero.

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Spazio di divulgazione medico-scientifica intesa ad approfondire temi generali che riguardano la salute e gli eventi collegati. Si tratta di articoli di natura medica, affrontati però con un taglio divulgativo accessibile ai non esperti, che non possono in alcun modo sostituirsi a valutazioni o a diagnosi mediche.

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Commenti (1)

  • quindi, potius sero quam nunquam, il 30 novembre 2020 il dott. Giovanni Rezza, dopo che “i pazienti Covid al domicilio hanno superato i 750mila”, si è finalmente deciso a distribuire ufficialmente una circolare per la “Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da SARS-CoV-2”, nella quale evidenzia subito in premessa “che, ancora oggi, esistono larghi margini d’incertezza rispetto all’efficacia di alcuni degli approcci terapeutici” indicati “e l’uso delle differenti terapie”. Il dott. Rezza si dimostra prudentissimo, come è anche giusto che sia, e naturalmente sappiamo bene che tardiora sunt rimedia quam mala

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