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Salute e medicina on line

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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Le sostanze chimiche che arrivano sulle nostre tavole ed entrano in contatto con il cibo

I risultati di uno studio hanno portato alla scoperta di prodotti chimici appartenenti alla famiglia dei PFAS che si trovano comunemente in materiali che entrano in contatto con il cibo. Tutti i dettagli dello studio condotto dalla professoressa Birgit Geueke, microbiologa della Organizzazione Food Packaging Forum in Svizzera, sono stati descritti in un articolo scientifico, sottoposto a revisione paritaria, pubblicato il 19 marzo scorso sulla rivista Environmental Science and Technology.

I Ricercatori, scrivono nello studio che le informazioni sui PFAS negli imballaggi alimentari sono piuttosto frammentate e per questo hanno deciso di mettere a punto una panoramica più puntuale dell’argomento.

La professoressa Geueke ed i suoi colleghi - hanno analizzato 1.312 studi condotti in tutto il mondo che dimostrano le sostanze chimiche che entrano in contatto con il cibo, nelle diverse fasi, dalla produzione, all’ìmballaggio o alla cottura.

Il team ha scoperto che 68 PFAS sono comunemente presenti in materiali che entrano in contatto con il cibo, come imballaggi e pentole.

 Di questi, 61 non erano precedentemente noti per essere presenti in questi materiali e quindi non sono stati inclusi negli elenchi normativi che regolano l’uso dei PFAS. Solo 39 dei 68 composti sono stati esaminati per la tossicità.

Nel complesso, la carta e il cartone sono stati i materiali più comunemente studiati in questa mappa delle evidenze, con il 72,5% delle voci del database relative alle PFAS che si riferiscono a questi materiali, ma sono state identificate anche negli imballaggi alimentari in plastica e in metalli rivestiti.

 E’ stato analizzato anche l’acido perfluoroottanoico (PFOA), classificato come potenzialmente cancerogeno per le persone. Anche se sulla base di prove limitate - ha sottolineato Birgit Geueke – è accertata, ad esempio, la correlazione con il tumore ai testicoli ed ai reni.

I PFAS (perfluorinated alkylated substances)

Si chiamano sostanze perfluoroalchiliche o acidi perfluoroalchilici, conosciuti con l’acronimo PFAS. Si tratta di composti chimici ampiamente utilizzati a livello industriale, soprattutto per le loro proprietà idrorepellenti e olio repellenti, ma possiedono anche effetti negativi per la salute umana e dell’ambiente. Diverse ricerche scientifiche hanno correlato l’utilizzo di queste sostanze ad un rischio aumentato di cancro e di patologie a carico degli apparati riproduttivo ed immunitario.

I PFAS possiedono legami chimici così forti tra atomi di fluoro e carbonio che possono impiegare centinaia o migliaia di anni per degradarsi. Queste sostanze essendo estremamente persistenti, si accumulano nell’ambiente dove permangono a lungo nel tempo.

I PFAS sono state classificate sostanze cancerogene per l’uomo Gruppo 1, sulla base di prove sufficienti di cancro negli animali e di prove meccanicistiche forti negli esseri umani esposti.

Un recente studio dell’Università di Padova, team di Ricercatori del professor Carlo Foresta, ha anche rivelato legami tra la presenza di PFAS nell’organismo e livelli alti di colesterolo e rischio di infarto.

E’ nota l’esistenza di migliaia di PFAS – precisano i Ricercatori - per questo, in futuro non è escluso che nuovi studi possano portare alla identificazione di ulteriori sostanze PFAS.

Risultati dello studio: vietare i PFAS negli imballaggi alimentari

In combinazione con le proprietà di pericolo conosciute e l’alta persistenza di quelli che vengono chiamati forever chemicals, ossia inquinanti per sempre, per la loro capacità di rimanere nell’ambiente, questi risultati sottolineano l’urgenza di adottare un approccio di restrizione di gruppo ai PFAS, implicando che tutti siano vietati dall’uso negli imballaggi alimentari. Tali misure sono cruciali per salvaguardare la salute umana e proteggere l’ambiente dagli effetti dannosi di queste sostanza chimiche persistenti - hanno spiegato di Autori.

Le sostanze chimiche che arrivano sulle nostre tavole ed entrano in contatto con il cibo

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