Martedì, 21 Settembre 2021
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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Le varianti di Sars-CoV-2 allo studio di scienziati a livello globale

Preoccupa la maggiore contagiosità del ceppo Delta

Secondo la Johns Hopkins University i decessi a livello globale causati dal coronavirus Sars-CoV-2 hanno quasi raggiunto i 4 milioni, i contagi circa 185 milioni. Intanto, si procede con i vaccini, farmaci immunizzanti, a vettore virale o a mRNA che la comunità scientifica considera efficaci anche contro le varianti.

A preoccupare è che più il virus circola, maggiori sono le possibilità che possa mutare, diventando, così resistente ai vaccini. Uno studio autorevole sulla maggiore contagiosità della variante Delta, effettuato dai Ricercatori dell’Università Campus Biomedico di Roma è in pubblicazione sulla rivista Journal of Medical Virology. Al momento, riferiscono gli esperti, Delta è la mutazione che fa più paura perché potrebbe inibire l’effetto dei vaccini e rientra tra le “varianti di preoccupazione” (Voc). Gli scienziati individuano con questo termine i virus caratterizzati dalla mutazione in quella parte della proteina spike che consente di legarla al recettore umano e dare inizio alla infezione. Il virus si replica con rapidità estrema e la replicazione provoca delle mutazioni. Altre Voc” sono state isolate in SudAfrica e in Brasile ed in questo momento sono studiate per la loro possibile resistenza ai vaccini. Attualmente, tutti i vaccini utilizzati nella campagna vaccinale italiana si mostrano in grado di far fronte alla situazione epidemiologica.

La variante Delta evidenzia delle mutazioni anche in siti critici per il legame con Ace 2 e tali mutazioni potrebbero conferire aumento della trasmissione e della immuno-evasione, ma l’abbassamento della efficacia è ancora minimo, ha sottolineato il professor Massimo Ciccozzi, co-autore dello studio.

Analizzando i cambiamenti biochimici e biofisici, il pool di Unicampus ha individuato delle piccole differenze nella conformazione del “Receptor Binding Motif”, che interagisce con il recettore Ace2, che permette l’ingresso nella cellula. Lo studio ha evidenziato un effetto destabilizzante e un aumento della flessibilità della proteina virale. Sembra che questo avvenga perché il virus mutato presenta tre aminoacidi caricati positivamente, mentre la norma è che due siano positivi ed uno negativo: questa diversa conformazione facilita il legame con il recettore che invece è caricato negativamente.

La variante Delta presenta 13 cambiamenti di aminoacidi, tre nella sua proteina spike, che presentano questa marcata alterazione del potenziale elettrostatico di superficie del “Receptor Binding  Domain” della proteina spike. Si ipotizza che questo cambiamento possa favorire l’interazione tra la variante Delta e l’Ace2 caricato negativamente, conferendo così un potenziale aumento della trasmissione del virus. Ma, non solo, il cambiamento del potenziale elettrostatico positivo di superficie potrebbe modificare l’infettività, la patogenicità, e la diffusione del virus, cioè anche l’aggressività del coronavirus sull’organismo umano.

Secondo il report settimanale dell’OMS, nella prima settimana di luglio la variante Delta ha raggiunto 104 Paesi al mondo;  entro fine di agosto rappresenterà il 90% dei nuovi contagi. Anche per questo, le mascherine dovranno essere sempre disponibili ed il distanziamento dovrà essere mantenuto per evitare una importante risalita dei contagi in autunno.

LE VARIANTI DEL CORONAVIRUS IN AUMENTO DI TRASMISSIBILITÀ O VIRULENZA

Alpha B.1.1.7 - 18 dicembre 2020 Regno Unito;

Beta B.1.351 - 18 dicembre 2020 Sudafrica;

Gamma  P.1 - 11 gennaio 2021 Brasile;

Delta B.1.617.2 - 11 maggio 2021 India.

Varianti che possono causare trasmissione in comunità o nuovi cluster in più Paesi:

Epsilon B.1.427/B.1.429 - 5 marzo 2021 USA;

Zeta P.2 - 17 marzo 2021 - Brasile;

Eta B.1.525 - 17 marzo 2021 Molti Paesi;

Theta P.3 - 24 marzo 2021 Filippine;

Iota B.1.526 - 24 marzo 2021 USA;

Kappa B.1.617.1 - 4 aprile 2021 India;

Lamda - fine dicembre 2020 Perù.

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