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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Salute e medicina on line

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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Long Covid: identificati 4 biomarkers per migliorare la diagnosi e la gestione clinica del paziente

In tempi brevi potrebbe essere possibile diagnosticare il Long Covid attraverso un prelievo ematico

Si stima che tra il 10-20% dei pazienti affetti da Covid-19 sviluppino la malattia a lungo termine, con diversi sintomi che possono persistere 12 o più settimane dopo il recupero dalla infezione acuta di SARS-CoV-2, interessare i sistemi: respiratorio, neurologico, cardiovascolare, gastrointestinale ed essere debilitanti, influenzando la loro qualità di vita. I sintomi principali osservati comprendono: ottundimento cognitivo (nebbia cerebrale), dolore toracico, aritmie, grave affaticamento, ansia, depressione, dolori articolari e muscolari, vertigini, difficoltà nel sonno, respiro corto, disturbi gastrointestinali, ipersudorazione, eritemi cutanei, disregolazione sensoriale (uditiva ed olfattiva) e dispnea. Circa il 40% dei pazienti riferisce che i sintomi persistono per due anni o più.

Identificati quattro biomarcatori nei pazienti affetti da Long Covid

Un nuovo studio suggerisce che l’aumento di alcune proteine del sistema immunitario è una caratteristica comune nei pazienti affetti da Covid-19 da lungo tempo.

I Ricercatori della Cardiff University School of Medicine, nel Galles, hanno identificato quattro biomarkers nei pazienti colpiti da Long Covid (LC). L’indagine, ha preso in esame 166 pazienti che avevano contratto Covid -19, di cui 87 soffrivano apparentemente di LC, mentre altri 79 erano controlli sani convalescenti, chiamati per età, etnia, gravità della infezione, sesso e tipo di vaccinazione. Tutti i partecipanti avevano avuto almeno un attacco di grave infezione da SARS-CoV-2, confermato da prove cliniche molecolari.

Il lavoro su pazienti affetti da Covid-19 da lungo tempo, ha identificato l’infiammazione persistente come una caratteristica condivisa. La gravità della malattia e dei sintomi è stata riferita dai pazienti su una scala da 0 a 10, dove 0 indicava l’assenza di sintomi (per i controlli) e 10 indicava i peggiori sintomi possibili. La salute generale è stata valutata clinicamente su una scala inversa, dove 0 indicava scarsa salute e 10 una salute buona/normale.

I risultati di questo studio hanno verificato la disregolazione del complemento nei casi Covid a lungo termine, rispetto ai controlli normali.

Una risposta infiammatoria è un punto culminante della disregolazione del sistema del complemento, riscontrata in molte malattie, incluso il grave Covid-19 e clinicamente identificata da elevati livelli di Proteina C-reattiva (PCR) e citochine proinfiammatorie. Questi risultati suggeriscono che la disgregazione del sistema del complemento, può svolgere un ruolo nella patogenesi di Covid a lungo termine e potrebbe aiutare a prevedere la malattia nei pazienti che attualmente soffrono di infezione acuta da SARS-CoV-2.

Da una analisi del plasma dei partecipanti allo studio, i Ricercatori hanno trovato livelli elevati di alcune componenti, quattro proteine, in particolare: Ba, iC3b, C5a e TCC ed hanno predetto la presenza di Long Covid, con una precisione del 78,5%.

Lo studio ha rivelato che Long Covid era associato alla infiammazione del sistema immunitario che causava la disregolazione di queste proteine del complemento.

Il sistema del complemento

Il sistema del complemento è parte del sistema immunitario innato, ossia il sistema di difesa del nostro organismo che produce una risposta immunitaria a fronte dell’esposizione ad un agente estraneo. Questo sistema è aspecifico e non mantiene memoria degli agenti con i quali è entrato in contatto.

Le proteine del complemento cooperano con il sistema immunitario per eliminare agenti estranei che penetrano nel nostro organismo. La loro attivazione può avvenire anche in caso di patologie autoimmuni, in cui gli anticorpi attaccano erroneamente l’organismo stesso, riconoscendolo come estraneo. In caso di Long Covid, queste proteine rimangono cronicamente elevate.

Risultati e prospettive dello studio

I Ricercatori dello studio hanno verificato che l’infiammazione persistente mediata da Long Covid è associata a livelli plasmatici elevati dei biomarcatori del sistema del complemento.

Anche se i sintomi sono ben descritti, le cause della LC rimangono poco chiare e di conseguenza, molti pazienti non vengono diagnosticati e quindi non adeguatamente curati. L’identificazione di biomarcatori specifici della LC è quindi fondamentale per migliorare la diagnosi, la prognosi e la gestione clinica dei sintomi.

Dato che questi marcatori sono facilmente misurati nella maggior parte dei contesti clinici, questo studio costituisce la base per test diagnostici in grado di identificare e prevedere i pazienti affetti da Long Covid.

Long Covid: identificati 4 biomarkers per migliorare la diagnosi e la gestione clinica del paziente

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