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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Pandemia e clima sono i maggiori rischi per il pianeta

Identificati da Global Risks Report 2022 del World Economic Forum di Davos

Il World Economic Forum, fondazione nata per iniziativa dell’economista e accademico Klaus Schwab, ha pubblicato la diciassettesima edizione del Global Risks Report, costruito sul sondaggio condotto dal 17 al 21 gennaio, tra esperti dei vari settori dell’economia globale sulla percezione dei rischi per l’umanità. Al Forum virtuale hanno contribuito oltre mille leader di 124 Paesi che hanno identificato rischi critici a breve termine derivanti dalla Covid-19 con conseguenze negative economiche e sociali per il mondo.

La disuguaglianza vaccinale e una conseguente ripresa economica disomogenea rischiano di aggravare fratture sociali e tensioni geopolitiche. Nei 52 paesi poveri, solo il 6% della popolazione è stato vaccinato. Entro il 2024 le economie in via di sviluppo saranno scese del 5,5% al di sotto della crescita del Pil, prevista prima della pandemia, mentre le economie avanzate l’avranno superata dello 0,9%, ampliando il divario di reddito globale.La ripresa economica potrebbe generare ancora più disuguaglianze; sul medio-lungo periodo (10 anni) i rischi più rilevanti sono quelli di natura ambientale.

Cinque dei rischi globali percepiti sono legati al clima e una transizione ecologica non gestita e troppo veloce potrebbe avere ricadute sociali imponenti. Per livello di gravità il primo posto è occupato dalla mancata azione sui cambiamenti climatici, e il secondo dagli eventi atmosferici violenti. Al terzo posto si colloca la perdita della biodiversità, al quarto l’erosione della coesione sociale ed al quinto le crisi umanitarie legate al sostentamento.

Al sesto posto si trovano le malattie infettive, seguono i danni all’ambiente causati dall’uomo, le crisi sulle risorse naturali, le crisi del debito e le dispute geoeconomiche.

Le aree di rischio emergenti sono la cyber sicurezza, la competizione nello spazio, una transizione climatica disordinata e le pressioni migratorie.

Per l’Italia, i rischi sono rappresentati anche dalla crisi del debito pubblico, seguiti dagli eventi atmosferici estremi, la geopoliticizzazione delle risorse strategiche e le disuguaglianze digitali.

Il fallimento delle azioni a tutela del clima che emerge dal Rapporto, rappresenta la principale minaccia a lungo termine per il pianeta e determinerà gli impatti potenzialmente più gravi nel prossimo decennio.

In sostanza, gli esperti ritengono che la più grande minaccia sul lungo termine che l’umanità deve affrontare sia la crisi climatica. La mancata azione di contrasto potrebbe ridurre di un sesto il Pil globale e gli impegni presi alla COP26 non sono ancora sufficienti per raggiungere l’obiettivo di contenere un aumento delle temperature del clima entro 1,5 gradi centigradi.

Il Rapporto invita i leader mondiali ad agire sul lungo termine elaborando una agenda per i prossimi anni, adottare nuovi modelli, rinnovare la cooperazione ed intervenire in modo sistematico.

Pandemia e clima sono i maggiori rischi per il pianeta

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