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Martedì, 16 Aprile 2024
Salute e medicina on line

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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Pfas, nuove ricerche scientifiche confermano la pericolosità sulla salute umana

Per The Lancet Planetary Health sono in grado di superare la barriera placentare ed arrivare al feto

Il professor Carlo Foresta, ordinario di Endocrinologia presso la Scuola di Medicina di Padova e Presidente della Fondazione, nell’ambito della fisiopatologia della riproduzione, negli ultimi anni, ha dedicato gli studi sperimentali alla ricerca dei meccanismi, attraverso i quali l’inquinamento ed in particolare, quello relativo ai PFAS inducono patologie nelle popolazioni esposte.

Il professor Foresta aveva già illustrato, in precedenza, effetti della contaminazione su ragazzi nati da madri che vivono in territori inquinati da acidi perfluoroalchilici (PFAS), con caratteristiche morfologiche chiare, per esempio, nelle dimensioni ridotte dell’apparato riproduttivo nei maschi e nel numero e nella vitalità degli spermatozoi.

Una nuova ricerca condotta da scienziati delle Università di Ȫrebro (Svezia) e di Aberdeen (Regno Unito), su 78 feti, pubblicato alla fine di gennaio, sulla rivista scientifica The Lancet Planetary Health, ha dimostrato come queste sostanze siano in grado di raggiungere i tessuti del nascituro, già durante il primo trimestre di gestazione. I PFAS sono stati ritrovati per la prima volta nel fegato dei feti studiati e secondo, il professor Paul Fowler dell’ateneo scozzese “quelli esposti a livelli più elevati hanno subito alterazioni del metabolismo e di alcune funzionalità epatiche molto prima della nascita”.

Questo nuovo studio fornisce la prova della ubiquità di queste molecole che una ricerca americana del 2008, reperibile sul sito del National Institute of Environmental Health Sciences, ha ritrovato nel sangue del 98% dei cittadini studiati, tra il 2003 ed il 2004.

Sono dati scientifici che si aggiungono alle ricerche di fine novembre 2023 della Agenzia Internazionale della Ricerca sul Cancro (IARC), secondo cui i due PFAS  più diffusi in assoluto (fino ad ora, sono stati trovati 6000), sono più pericolosi di quanto si pensasse. In particolare, il PFOA (Acido perfluoroottanoico), è considerato ora certamente cancerogeno, e il PFOS (Acido perfluoroottansolfonico) è possibile cancerogeno, esiti confermati da trenta studiosi, da undici Paesi nel mondo. L’esposizione ai PFAS  produce una sovraregolazione del gene ID1, coinvolto nello sviluppo di vari tipi di cancro, tra cui: leucemia, tumore al seno e al pancreas.

I PFAS, “inquinanti eterni”

I PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) sono composti chimici costituiti da catene di atomi di carbonio cui sono legati atomi di fluoro, prodotti dagli anni ‘50 con numerose applicazioni: tessuti impermeabili, schiume ignifughe, cosmesi, packaging, dispositivi medici, pesticidi, materiali per l’edilizia e prodotti per la pulizia e l’igiene personale e pentole antiaderenti. Sono considerati inquinanti eterni per la stabilità del legame chimico tra fluoro e carbonio, su cui si basano e sono resistenti ad altissime temperature. Esiste una documentazione sostanziale che dimostra una associazione tra esposizione a PFAS ed effetti avversi sulla salute umana nella popolazione generale, soprattutto a livelli elevati, come quelli osservati nella “zona rossa” del Veneto.

Diverse molecole di PFAS  influenzano vie ormonali e metaboliche, aumentando i meccanismi di accumulo degli acidi grassi ed indebolendo il sistema immunitario.

A causa della loro alta stabilità molecolare, questi materiali finiscono per diffondersi nell’ambiente, dove possono permanere per anni. Si riversano in grandi quantità, nei bacini idrici, da dove possono percorrere lunghe distanze, entrando nell’ecosistema acquatico e risalendo la catena alimentare fino agli esseri umani. Tracce di queste sostanze sono state individuate: nel latte materno, nella placenta, nel siero, nel liquido seminale e nei capelli. In particolare, è emerso che le molecole di PFAS sono collegate ad un aumento dei livelli di diversi tipi di lipidi, una evenienza che conferma come l’esposizione a queste sostanze aumenti la concentrazione di trigliceridi e di colesterolo nel sangue.

Pfas, nuove ricerche scientifiche confermano la pericolosità sulla salute umana

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