Sabato, 16 Ottobre 2021
Salute e medicina on line

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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Piacenza in prima linea nell’utilizzo dei nuovi farmaci Larotrectinib ed Entrectinib per il trattamento dei tumori

Sul tema farmaci “target” Larotrectinib ed Entrectinib, diretti verso la proteina “chimerica” da fusione dei geni NTRK, ospitiamo l’approfondimento del dottor Alessandro Ubiali

Sul tema farmaci “target” Larotrectinib ed Entrectinib, diretti verso la proteina “chimerica” da fusione dei geni NTRK, argomento dell’articolo  https://www.ilpiacenza.it/blog/salute-e-medicina-on-line/larotrectinib-e-entrectinib-due-nuovi-farmaci-per-il-trattamento-dei-tumori.html, ospitiamo l’approfondimento del dottor Alessandro Ubiali, Responsabile del Laboratorio di Biologia Molecolare Diagnostica e Predittiva UOC Anatomia Patologica, Dipartimento di Oncoematologia - AUSL Piacenza. 

Come evidenziato nell’articolo della dottoressa Rosanna Cesena, è questo il primo caso di farmaci “agnostici” ossia, il cui utilizzo è stato autorizzato  non relativamente  ad una determinata patologia neoplastica, ma unicamente a fronte della presenza di positività per una mutazione genica, indipendentemente dal tessuto interessato.

La mutazione si può vedere in due modi: o analizzando il materiale genetico mediante test specifici, oppure andando a vedere se il tessuto tumorale esprime la proteina tipica della fusione, non altrimenti riscontrabile nelle cellule normali.

Possiamo condurre la prima tipologia di analisi estraendo, purificando e studiando l’RNA messaggero (m RNA) della neoplasia. Come dice il suo stesso nome, questo acido nucleico racchiude il messaggio trascritto dal gene, contenuto nel DNA e destinato a codificare per la produzione della relativa proteina. Se uno dei geni NTRK (1, 2 o 3) si è fuso in maniera anomala con un altro gene, il DNA produrrà un RNA messaggero anomalo e i biologi molecolari saranno in grado di rilevarlo con diverse tecniche specifiche.

Nel Laboratorio di Biologia Molecolare Diagnostica e Predittiva della UO Anatomia Patologica a Piacenza, analizziamo l’m RNA estratto da tessuti neoplastici prelevati da biopsia o pezzo operatorio, fissati in formalina ed inclusi in paraffina. Allo scopo, utilizziamo il Next Generation Sequencing (NGS). Questa piattaforma tecnologica effettua il sequenziamento massivo parallelo di molti e diversi m RNA, inclusi quelli di NRTK1, NTRK2 e NTRK3, fornendo al biologo molecolare ed al clinico un’informazione affidabile sulla presenza di eventuali fusioni geniche, con un buon livello di sensibilità (95-97%), ed integrandola con altre informazioni genetiche utili per il clinico.

Nelle immagini che seguono, vediamo alcune tra le fusioni più frequenti dei geni NTRK e lo strumento di Next Generation Sequencing Illumina MiSEQ per la determinazione di queste fusioni su m RNA:

Immagine_1-2

Un altro possibile marker per predire la risposta alle terapie a bersaglio molecolare è rappresentato proprio dalla proteina di fusione. Per rilevarne la presenza direttamente su tessuto, il Laboratorio di Immunoistochimica della nostra Anatomia Patologica utilizza anticorpi monoclonali specifici per la proteina.

Nelle figure seguenti, vediamo esempi di tessuto istologico rispettivamente positivo (a sinistra) e negativo (a destra) per NTRK. In questo caso, vengono utilizzati anticorpi ad ampio spettro, in grado di vedere tutte e tre le isoforme. Per questo, essi vengono chiamati “pan-TRK”. Come si nota, la proteina anomala è espressa soprattutto nel nucleo delle cellule tumorali positive:

Immagine_2-2

Utilizzare l’immunoistochimica per esaminare l’espressione della proteina TRK ha alcuni vantaggi: è una procedura facilmente implementabile e validabile, con costi contenuti rispetto alla biologia molecolare. Tuttavia, la sua specificità è molto variabile a seconda del tipo di tumore. Mentre essa si avvicina al 100% nei tumori di colon, polmone, tiroide, pancreas e tratto biliare, è molto inferiore nei tumori della mammella, delle ghiandole salivari e specialmente nei sarcomi. Ciò significa che in queste ultimi tre tessuti NTRK potrebbe risultare positivo anche se in realtà non lo è (falso positivo).

Per questo motivo, solitamente le informazioni provenienti dalla biologia molecolare e dall’immunoistochimica si completano ed integrano vicendevolmente.

Anche dal punto di vista clinico, Piacenza è perfettamente in linea con i più avanzati centri per il trattamento di queste neoplasie. L’UO Oncologia diretta dal professor Luigi Cavanna partecipa attivamente a numerosi studi clinici nazionali ed internazionali, compreso uno che coinvolge anche pazienti positivi per fusione di NTRK. Si tratta dello studio clinico “ROME”, unico al mondo per le caratteristiche di profilazione  genomica, di analisi dei dati e di gestione interdisciplinare. Lo studio è promosso dall’Università La Sapienza di Roma, dall’Istituto Superiore di Sanità e dalla Fondazione per la Medicina Personalizzata (FMP).

Per chi volesse approfondire ecco un breve elenco di risorse reperibili online:

Terapie per pazienti con tumore polmonare NTRK positivi - https://bit.ly/3kPCxT0

Da ASCO 2021: i dati confermano i benefici con larotrectinib- https://bit.ly/3uhbD9E

https://it.wikipedia.org/wiki/Next_Generation_Sequencing

https://en.wikipedia.org/wiki/Immunohistochemistry (in inglese, la relativa voce italiana è lacunosa)

‘ROME Trial’, studio unico al mondo - https://bit.ly/3kP8PgY

Serena Trubini-2

Monica Scuri-2

Nelle foto: il dottor Ubiali con le collaboratrici dottoresse Serena Trubini e Monica Scuri nell’attività di laboratorio

Piacenza in prima linea nell’utilizzo dei nuovi farmaci Larotrectinib ed Entrectinib per il trattamento dei tumori

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