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Venerdì, 21 Gennaio 2022
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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Quando il tempo influenza il fisico e la psiche

Il nostro corpo è in continuo rapporto con l’ambiente circostante e riceve messaggi che derivano dalla temperatura, dall'umidità, dai raggi solari, dalle ore di luce e di buio e dalle cariche elettriche sospese in atmosfera. In alcuni casi, sintomi quali: stanchezza, cefalea, nausea, dolori articolari, non sono correlati a vere patologie, ma al “mal di tempo” o meteoropatia, tema introdotto dallo scrittore francese Honorè de Balzac nel suo romanzo “Il medico di campagna” nel 1833. In Italia, dicono le statistiche, soffre di disturbi legati al tempo il 25-30% della popolazione, con una prevalenza femminile. Non esistono sistemi terapeutici specifici per le meteoropatie, ma è comunque importante consultare il medico.

La biometeorologia è una scienza antichissima studiata già da Ippocrate nel 400 a.C. e poi da Aristotile. I bioclimatologi specificano che ci sono cambiamenti climatici anticipati da una variazione della pressione atmosferica o della umidità. La prima ha ripercussioni sulla pressione sanguigna, l’aumento della seconda può provocare un accentuarsi dei dolori articolari e muscolari. Il corpo umano è efficiente quando la temperatura interna è intorno ai 36-37° C. E’ l’ipotalamo a regolare sia la temperatura corporea, che i ritmi circadiani, cioè i cambiamenti fisici e comportamentali che si verificano su un ciclo giorno.

Alcune persone non sopportano i venti caldi e secchi come lo Scirocco, l’arrivo di un temporale o il passaggio di un’intensa perturbazione atmosferica. In numerosi individui, quando mutano le condizioni del tempo,si verifica un aggravamento o una riacutizzazione delle malattie preesistenti, in questo caso si parla di sensibilità meteo. Questa condizione colpisce in prevalenza persone anziane perché hanno un sistema di termoregolazione usurato e il nervo vago, che regola le funzioni di alcuni organi come il cuore, molto più sensibili agli stimoli esterni. Temperatura, umidità e ventilazione sono i fattori meteorologici che influenzano maggiormente lo stato di benessere dell’individuo. Sono state elaborate tabelle che permettono di quantificare, tramite loro indici, le sensazioni di malessere che può provocare la combinazione di questi tre fenomeni. In particolare, l’indice di calore che misura l’afa, ovvero il mix di caldo e umidità ed il Wind Chill che tiene conto delle temperature al di sotto di10°C e della velocità del vento.

Le meteoropatie primarie, in particolari condizioni di tempo, colpiscono persone sane. E’ il caso degli infarti da calore che hanno provocato migliaia di morti nell’estate 2003 in Europa,soprattutto in Francia, specie tra gli anziani. Le secondarie, sono riacutizzazioni o aggravamenti di malattie croniche, come le affezioni artroreumatiche, i disturbi cardiovascolari, respiratori e gastrici e possono durare fino a quando si mantengono determinate condizioni climatiche. Spesso il meteoropatico è ansioso, irritabile e lamenta problemi di insonnia, depressione; può accusare palpitazioni cardiache, spasmi intestinali o improvvisi sbalzi della pressione arteriosa.

All’arrivo dell’inverno, molte persone soffrono di un disturbo stagionale caratterizzato da uno stato di depressione che tende a scomparire in primavera. Si parla, in questo caso di SAD (Seasonal affective disorder o sindrome affettiva stagionale), della quale esiste una forma blanda definita winter blues ed una forma frequente in Europa settentrionale e in Nord America che causa sintomatologie anche spiccate, specialmente in soggetti neurolabili. Si tratta di pazienti che soffrono di depressione, ansia, risvegli difficili, calo energetico, irritabilità, letargia, cefalea. Le cause della SAD non sono del tutto note, ma sembrerebbero legate alla differente produzione di ormoni da parte dell’organismo a seconda delle stagioni e della quantità di luce presente.

ANEMOPATIE, LE MALATTIE DEL VENTO

I venti sono movimenti di masse d’aria atmosferica che soffiano da una zona di alta pressione ad una di bassa pressione. In Italia, quelli rappresentati nella rosa dei venti sono 8: Tramontana, Grecale, Levante, Scirocco, Libeccio, Ponente, Mezzogiorno, Maestrale. I venti comportano una variazione nello stato elettrico dell’aria con un aumento di ioni positivi e provocano i sintomi più fastidiosi. Il vento aggredisce in primo luogo la testa e la pelle, la gola e provoca: cefalea, tosse, rinite e faringite. I disturbi specifici generati dal vento sono chiamati anemopatie.

La sindrome da Scirocco – causata da un vento caldo che proviene dal Sahara africano e soffia verso l’Italia del sud e la Grecia trasportando con sé la sabbia del deserto, ad una velocità che può raggiungere 100 km/h - ha un apice di attività in autunno e primavera. Stimola una maggiore escrezione da parte del sistema diencefalo-ipofisario di serotonina e di TSH, ormone che esercita una azione di stimolo sulla ghiandola tiroidea. E’ in grado di provocare irrequietezza, palpitazioni, insonnia, stati ansiosi, emicrania, talora coliche epatiche e renali, in soggetti già affetti da calcolosi, riacutizza i sintomi da ulcera gastrica e può peggiorare disturbi cardiaci o cerebrali nei soggetti con arteriosclerosi. Il vento di Tramontana, la Bora e il Grecale proveniente dalla Grecia, sono venti freddi che soffiano prevalentemente da Nord/Nord-est in autunno ed inverno o inizio primavera con raffiche che raggiungono la velocità di 80 Km/h, fino a 130 per la Bora. Hanno forte umidità dovuta alle precipitazioni ed alla neve e sono in grado di procurare crisi asmatiche, disturbi cardiovascolari, insonnia, cefalea e nevralgie ai denti.

Un vento violento molto frequente nelle Alpi sul versante svizzero-germanico provoca la sindrome di Fohn i cui sintomi compaiono anche 24 ore prima dell’arrivo del vento, come l’acuirsi di squilibri mentali in soggetti psicologicamente labili, ipotensione arteriosa, ansia, vertigini, difficoltà di concentrazione, dolori alle cicatrici. La sindrome del vento del Sud, tipico della regione francese di Montpellier e Lione si accompagna a un aumento della temperatura e della umidità. La sindrome colpisce soprattutto i neonati e si manifesta con: agitazione, insonnia, aumento della temperatura corporea, convulsioni, vomito, disidratazione. La sindrome del vento dell’Est o Levante che è freddo e umido, porta nebbia e precipitazioni. Può soffiare in qualsiasi mese dell’anno, con maggiore frequenza da luglio a ottobre. Sembra interessare i soggetti già neurolabili che avvertono disturbi fino a 24 ore prima della comparsa del vento, con astenia e talora febbre. Il vento di Maestrale, è freddo e umido, soffia da nord-ovest e interessa le regioni tirreniche. Esercita una azione di stimolo sul sistema nervoso centrale con ansia, tachicardia e dispnea. La sindrome del vento caldo, secco del deserto, è caratteristica delle zone desertiche. A Gerusalemme, questo vento si chiama Sharav, fenomeno tipico dell’Oriente, si manifesta con forte persistenza, aumento rapido di temperatura e diminuzione della umidità relativa.

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