Lunedì, 21 Giugno 2021
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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Quando le parole pesano come macigni

“La pandemia poteva essere evitata. Scelte strategiche sbagliate, negazionismo e la mancanza di un sistema coordinato, hanno creato un cocktail tossico che ha permesso alla pandemia di trasformarsi in una catastrofe”. Lo sostiene un Gruppo di Esperti indipendenti istituito dall’OMS

Negazioni, scelte sbagliate e mancanza di coordinamento avrebbero contribuito all’insorgenza della pandemia di Covid- 19, causata dal Coronavirus Sars-CoV-2. “Ci sono stati ritardi evidenti in Cina, ma ovunque”, ha dichiarato il Rapporto del Gruppo Independent Panel for Pandemic Preparedness and Response (IPPPR), Commissione istituita dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per esaminare le misure adottate dall’Agenzia ONU e dagli Stati, contro il Coronavirus. 

Il documento pubblicato sulla autorevole rivista “The Lancet” con il titolo “Covid -19: Make it the Last Pandemic” sarà presentato alla 74esima Assemblea Mondiale della Sanità che si terrà dal 24 maggio al 1 giugno 2021.

“L’OMS, hanno scritto gli esperti, ha tardato troppo tra la notifica di un focolaio di polmonite ad eziologia sconosciuta, avvenuto a metà dicembre 2019 e la dichiarazione il 30 gennaio della emergenza sanitaria. Anche l’Agenzia ONU è stata tardiva: solo l’11 marzo 2020 ha dichiarato lo stato di pandemia”.

Secondo gli autori “il Comitato di Emergenza dell’OMS avrebbe dovuto dichiarare l’avvio della emergenza sanitaria internazionale nella sua prima riunione del 22 gennaio 2020, invece di attendere fino al 30 gennaio.Una maggior tempestività avrebbe potuto salvare milioni di vite umane. Nel mese di febbraio 2020 molti Paesi avrebbero potuto prendere misure per fermare la diffusione del virus, invece si è perso tempo. Ritardi, esitazioni e smentite hanno favorito la comparsa della epidemia e poi la pandemia”.

La commissione ha esaminato i piani preparatori antecedenti al manifestarsi della Covid, le circostanze in cui è avvenuta l’identificazione del virus, le conseguenze e le risposte a livello globale, regionale e nazionale, soffermandosi sui primi mesi, successivi l’inizio della pandemia. Il Gruppo ha anche analizzato l’impatto del Coronavirus sui sistemi sanitari nazionali e le crisi sociali ed economiche ad essa collegate.

Lo studio, chiede all’OMS “di pensare a riforme coraggiose ed alle Amministrazioni di procedere con l’aggiornamento dei piani nazionali contro le pandemie, inclusa la creazione di un nuovo Consiglio sanitario globale e più risorse e potere per l’OMS”.

Le due responsabili del Rapporto: Ellen Johnson Sirleaf  ed Helen Clark, hanno spiegato che “l’Organizzazione Mondiale della Sanità avrebbe dovuto dichiarare l’emergenza globale prima della fine di gennaio 2020 e raccomandare da subito maggiori blocchi ai viaggiatori per limitare la rapida trasmissione della malattia”.

Il sistema di allerta internazionale non ha operato con sufficiente velocità; il virus ha messo in evidenza una preparazione disarticolata ed insufficiente; se l’allerta internazionale non opera con sufficiente velocità, un agente patogeno respiratorio si  espande rapidamente. Il Regolamento Sanitario Internazionale (IHR) del 2005 è ritenuto uno strumento limitante che non facilita una risposta rapida.

Nel rapporto si legge: “La combinazione di scelte strategiche sbagliate, negazionismo e la mancanza di un sistema coordinato, hanno creato un cocktail tossico che ha permesso alla pandemia di trasformarsi in una catastrofe”.  I Ricercatori, sono arrivati alla conclusione che “l’epidemia globale è stata determinata da una miriade di fallimenti, lacune e ritardi nella preparazione e nella risposta alla crisi sanitaria. Le pandemie rappresentano potenziali minacce esistenziali per l’umanità e devono essere elevate al livello più alto”.

Il Rapporto è nato da una richiesta del maggio 2020, della Assemblea Mondiale della Sanità, per l’avvio di una revisione indipendente, imparziale e completa sulla pandemia. E’ stato istituito dal Direttore Generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus, in conformità ad una risoluzione adottata, nella stessa data, dagli Stati membri della Organizzazione. Il Gruppo indipendente, composto da 13 esperti, ha trascorso gli ultimi 8 mesi ad esaminare la diffusione della pandemia e le misure adottate dalla Agenzia sanitaria e dagli Stati, per affrontarla.

Il Gruppo di esperti raccomanda “i Governi e la Comunità Internazionale adottino una serie di riforme per trasformare il sistema globale di preparazione, allerta e risposta alla pandemie”. Allo stesso tempo, il “Rapporto” ha lodato alcune misure attuate tra le quali l’apertura e la condivisione internazionale dei dati scientifici relativi al Coronavirus.

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