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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Rischio contagio Covid, un nuovo studio su distanze di sicurezza e comportamenti

Un team internazionale di ricerca delle Università di Padova, Udine, Vienna e Chalmers (Svezia), sostiene che sia possibile quantificare il rischio di contagio da Covid-19, sulla base della distanza interpersonale, temperatura, umidità e tipo di evento respiratorio.

I virus, come il Sars-CoV-2, passano da un individuo infetto ad uno sano tramite la trasmissione di goccioline salivari emesse parlando, tossendo o starnutendo. Le emissioni avvengono con la formazione di uno spray spinto dall’aria espirata: le gocce evaporano, si depositano o restano sospese. Quelle più grandi e pesanti cadono prima di evaporare mostrando un moto balistico (droplet) prima di cadere e tendono ad essere trasportate dal fluido (airborne).Quando si parla senza mascherina, le goccioline infette emesse possono raggiungere oltre un metro fino a tre metri per un colpo di tosse, mentre starnutendo raggiungono i 7 metri.

Con l’uso delle mascherine chirurgiche e delle FFp2 il rischio di contagio diventa in pratica trascurabile, sia si parli, tossisca o si starnuti.

Le goccioline in sospensione si possono depositare sulle superfici che diventano quindi il terreno di contagio una volta toccate dall’individuo sano.La trasmissione si può contrastare sanificando superfici e mani. Più articolata è invece la trasmissione aerea. Le regole fino ad oggi usate per evitare la propagazione sono: il distanziamento interpersonale, la capienza ridotta degli ambienti e le mascherine.

Dallo studio, pubblicato sul Journal of  the Royal Society Interface emerge che senza mascherina le goccioline infette emesse quando si parla possono raggiungere la distanza di poco più di un metro, mentre starnutendo arrivano fino a 7 metri, in condizioni di elevata umidità.

Queste distanze stimate dal modello,concordano con le più recenti evidenze sperimentali. Dalla applicazione del modello per la stima del rischio di contagio si comprende che non esiste una distanza di sicurezza universale perché questa dipende dalle condizioni ambientali, dalla carica virale e dal tipo di evento respiratorio.

Ad esempio, considerando un colpo di tosse, con media carica virale, si può avere un alto rischio di contagio entro i 2 metri in condizioni di umidità relativa media, mentre diventano 3 con alta umidità relativa, sempre senza mascherina.

La pandemia di Covid-19 ha evidenziato l’importanza di limitare accuratamente la trasmissione virale operata da goccioline salivari emesse da individui  infetti durante eventi respiratori, come parlare, tossire e starnutire.

Nel nostro lavoro – ha precisato il professor Francesco Picano del Dipartimento di Ingegneria  Industriale della Università di Padova – abbiamo revisionato le teorie esistenti, utilizzando le più recenti conoscenze sugli spray respiratori arrivando a definire un nuovo modello per quantificare il rischio di contagio respiratorio diretto.

La ricerca, inoltre, utilizzando i più recenti dati sperimentali sulla riduzione della emissione di goccioline ad opera delle mascherine, ha testato il modello per quantificare come i dispositivi di  protezione individuale abbattano il rischio di contagio.

L’utilizzo della mascherina chirurgica e ancora più della FFp2 si dimostra essere un eccellente strumento di protezione abbattendo il rischio di contagio che diventa trascurabile già a brevi distanze (circa 1 metro), indipendentemente dalle condizioni ambientali e dall’evento respiratorio considerato.

Le indicazioni comportamentali che stiamo seguendo sono basate su studi di Fluidodinamica del 1940 (chiusura scuole, limitazioni alla capienza dei locali e distanze tra le persone), ha sottolineato il professor Alfredo Soldati, ordinario di Fluidodinamica della Università di Udine e direttore dell’Institute of  Fluid  Mechanics  and Heat Transfer  della Technische Universität  di Vienna. Dall’inizio della pandemia la comunità internazionale ha prodotto nei soli due anni un dossier di conoscenze basate su sofisticati esperimenti ed accurate simulazioni sui moderni supercomputer. Dalla massa di questi studi si attendono aggiornamenti che consentano di graduare le norme di comportamento quando si può e rinforzarle quando si deve.

Rischio contagio Covid, un nuovo studio su distanze di sicurezza e comportamenti

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