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Sars Cov 2, all'università di Padova lo studio su contagiosità ed efficacia delle misure di contenimento

Indagine epidemiologica su Sars Cov 2 a valenza internazionale, lo studio guidato dal Professor Andrea Crisanti, Direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell'Università di Padova

Proseguono le ricerche scientifiche italiane. Nonostante la gravità della situazione i nostri scienziati hanno dimostrato talento e volontà di risolvere la malattia (a differenza di altri stati, che si sono comportati in modo anche poco trasparente)

Dopo aver messo a punto, ai primi di febbraio un test diagnostico su Covid - 19, capace di dare risposte in appena tre ore, il professor Andrea Crisanti, Direttore del Dipartimento di Medicina Molecolare Università di Padova, ha presentato uno studio, che, in circa 15 giorni, potrebbe offrire risposte decisive sull'emergenza coronavirus in Italia e come affrontarla. 

Lo studio è frutto di un accordo tra la Regione Veneto e l'Università di Padova con il Dipartimento di Medicina Molecolare diretto dal professor Andrea Crisanti e finanziato dalla Regione con 150.000 euro. Dal primo caso di Covid -19 che si è verificato nel Comune di Vo' Euganeo (Provincia di Padova), nelle prime 48 ore sono stati effettuati tamponi faringei (test diagnostici) a tappeto, su tutta la popolazione, 3.300 persone, registrando circa il 3% di positivi. Nella comunità, diventata poi zona rossa e quindi isolata dal resto del territorio, sono stati osservati: la sintomatologia, l'evolversi della malattia e l'espansione del virus.

Ha spiegato il professor Crisanti: "Abbiamo, quindi deciso di effettuare un secondo tampone su tutta la popolazione comunale nei prossimi giorni (dal 6 marzo) per poter fotografare l'evolversi della situazione a distanza. Si tratta di una indagine epidemiologica perfetta e sarà uno studio unico, nel suo genere, mai avvenuta, neppure in Cina. Viene scattata una seconda fotografia di una "comunità-focolaio" al termine del periodo di isolamento e possiamo confrontarla con la fotografia iniziale. Questo ci permetterà di dare a questo virus dei parametri numerici, una metrica. Sono decisive le risposte che potremo fornire alla comunità scientifica. Per esempio - ha proseguito il professore - se il virus ha agito a seconda delle classi di età, chi ha contribuito a diffonderlo maggiormente, come si sono intrecciate le vie del contagio, chi e in quanto tempo si è negativizzato, che caratteristiche fisiche hanno le persone che hanno presentato sintomi severi. “Questi dati saranno immediatamente utili alle Autorità sanitarie per capire anche l'efficacia delle misure di contenimento che sono state messe in atto fin qui, per valutare il periodo di incubazione e di quarantena e per decidere come deve essere articolato l'isolamento domiciliare. Ma, anche conoscere le capacità riproduttive del virus, la contagiosità dei soggetti asintomatici, un punto ancora poco chiaro ma determinante. Potranno cioè essere prese delle decisioni sulla base di dati e non delle impressioni".

Sui provvedimenti ora adottati dal Governo il professor Crisanti ha ammesso che ora, lo stesso, ha preso atto della situazione e ha comunicato ai cittadini la vera entità del problema.

"Ognuna delle migliaia di tamponi che abbiamo processato giorno e notte, dall'inizio della epidemia è stato fatto con una ragione ben precisa, cioè a persone che si sono presentate ai medici con sintomi.

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L'affidabilità del nostro test diagnostico è estrema; fino a questo momento " - ha assicurato Crisanti; tutti gli esami dei tamponi effettuati in Veneto, circa 15.000, sono stati validati dalla struttura nazionale".

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Spazio di divulgazione medico-scientifica intesa ad approfondire temi generali che riguardano la salute e gli eventi collegati. Si tratta di articoli di natura medica, affrontati però con un taglio divulgativo accessibile ai non esperti, che non possono in alcun modo sostituirsi a valutazioni o a diagnosi mediche.

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Commenti (1)

  • la frase che “i nostri scienziati hanno dimostrato talento e volontà di risolvere la malattia (a differenza di altri stati, che si sono comportati in modo anche poco trasparente)” mi ha fatto venire in mente che probabilmente gli italiani siano stati ingenuamente anche un po’ troppo trasparenti e che gli altri Stati abbiano approfittato della trasparenza italiana per dipingere l’Italia come un Paese pericolosissimo da cui stare alla larga

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