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Salute e medicina on line

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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Schillaci ha relazionato su alcol e problemi correlati

Dai dati Istat 2021: 7,7 milioni gli italiani consumatori a rischio, 63.490 gli alcolisti presi in carico dai Servizi per le dipendenze, 45.270 i pazienti ricoverati e il 10% degli incidenti stradali correlati all’alcol

Il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha presentato in Parlamento la Relazione sugli interventi realizzati ai sensi della Legge 30.03.2001 n.125 “Legge quadro in materia di alcol e problemi correlati”. Raccolti i dati più recenti sul consumo di alcool in Italia, con l’obiettivo di individuare misure adeguate per prevenire i rischi associati all’abuso di alcol, in tutte le fasce di età.  

I dati Istat riferiti all’anno 2021, mostrano, rispetto all’anno precedente, un consumo stabile di alcol, risulta invece in aumento il consumo occasionale e negli ultimi dieci anni, si registra il progressivo incremento della quota di donne consumatrici di bevande alcoliche.

Tra i giovani, il consumo di alcol permane una criticità che suggerisce di mantenere alta l’attenzione sulla fascia di età compresa tra i 18 e i 24 anni.

Tra i comportamenti a rischio nel consumo di bevande alcoliche nei giovani, il binge drinking (che significa bere per ubriacarsi, per ricercare sensazioni forti, atteggiamento definito sensation seeking. Secondo l’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità, è l’assunzione smodata di alcol in un intervallo di tempo ristretto, indicativamente da 30 minuti a 2-3 ore), rappresenta l’abitudine più diffusa e consolidata.

Il consumo esclusivo di vino e birra diminuisce in quasi tutte le fasce di età, mentre aumenta l’abitudine a consumare altri alcolici insieme al vino ed alla birra, specialmente tra le donne di 45 anni e più. Il consumo di alcol risulta più marcato nel Centro-Nord e soprattutto tra il sesso maschile.

L’Istituto Superiore di Sanità (Osservatorio Nazionale Alcol) ha costruito, da anni, un indicatore di sintesi per monitorare il consumo a rischio nella popolazione italiana. L’indicatore esprime adeguatamente la combinazione dei due principali comportamenti a rischio: il consumo abituale  eccedentario e il binge drinking. Pertanto, si è tenuto conto delle indicazioni  fornite dalle Linee Guida  per una sana alimentazione del CREA (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi della Economia Agraria), in cui viene stabilito  di considerare  a rischio gli uomini che hanno superato un consumo quotidiano  di due Unità Alcoliche standard (UA), le donne e gli anziani  che hanno superato  un consumo  quotidiano di una UA, i minori, per qualsiasi bevanda alcolica  e tutte le persone, indipendentemente dal sesso  e l’età, che praticano il binge drinking almeno una volta nel corso dell’anno. Da tali premesse si è potuto elaborare la prevalenza dei consumatori a rischio: nel 2021 sono il 20% degli uomini e l’8,7% delle donne di età superiore a 11 anni, per un totale di oltre 7.700.000 individui (M=5.250.000, F=2.450.000).

Dalle analisi dei dati dell’Istituto Superiore di Sanità emerge che circa 620.000 minorenni e 2.600.000 ultra sessantacinquenni rappresentano i target di popolazione ai quali vanno rivolti interventi di sensibilizzazione per superare la criticità della mancata conformità dei loro consumi alle raccomandazioni di sanità pubblica.

L’alcoldipendenza, è anche oggi un ambito che necessita di grande attenzione per le implicazioni sanitarie e sociali che ne derivano. Nel 2021 sono stati presi in carico presso i Servizi o gruppi di lavoro rilevati, 63.490 soggetti, si sono verificati 35.307 accessi al Pronto Soccorso, caratterizzati da una diagnosi  principale o secondaria  attribuibile  all’alcol (68% maschi, 32% femmine).

Le schede di dimissione ospedaliera (SDO), nel 2021 rilevano complessivamente 45.270 dimissioni ospedaliere, +4,2%, rispetto all’anno 2020, caratterizzate da almeno una patologia attribuibile all’alcol indicata in diagnosi principale di dimissione o in una delle diagnosi secondarie che coesistono al momento del ricovero e che influenzano il trattamento terapeutico somministrato.

Sempre nel 2021, su un totale di 52.459 incidenti, lesioni osservate dai due organi di rilevazione (Carabinieri e Polizia stradale), sono stati 5.085 quelli con almeno uno dei due conducenti dei veicoli coinvolti in stato di ebbrezza, e 1.676 quelli per i quali  si è  rilevato  l’effetto  di stupefacenti.

Il 9,7% e il 3,2% degli incidenti rilevati, nel complesso è correlato rispettivamente ad alcool e droga.

                                                            

Schillaci ha relazionato su alcol e problemi correlati

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