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Scuola e Covid, riapertura in sicurezza?

Le raccomandazioni del Comitato Tecnico Scientifico

La pandemia in Italia, sta ritornando ai livelli del mese di maggio. Un aumento esponenziale di contagi, si rafforza la carica virale, cioè la capacità del virus di infettare le persone; i decessi sono contenuti, ma sale anche il numero dei pazienti in terapia intensiva ed i maggiori incrementi di positivi al coronavirus sono di importazione. I nuovi contagi riguardano soprattutto i vacanzieri di ritorno dai Paesi più a rischio e i giovani che hanno partecipato a feste senza rispettare distanza fisica e indossare la mascherina. Cresce la capacità del virus di infettare, dicono gli esperti; questo vuol dire che il virus si replica bene in alcuni organismi e che questi soggetti potrebbero essere dei superdiffusori. Le goccioline di saliva (droplet) emesse con un colpo di tosse o con uno starnuto potrebbero contenere un numero elevato di particelle virali. 

Cerchiamo comunque di essere ottimisti e pensare che il 14 Settembre, come previsto dal Governo si possano riaprire le Scuole.

Per il Comitato Tecnico Scientifico, il distanziamento di un metro rimane centrale nel progetto di rientro in sicurezza. Anche durante le lezioni dovrà essere indossata la mascherina, indicazione valida per gli alunni dai sei anni in su, considerata un importante strumento contro il virus. Sono strumenti indiscutibili che saranno validi per il mondo scolastico, in Italia ed in altri Paesi.

Il distanziamento rimane infatti uno dei punti di primaria importanza nelle azioni di prevenzione del contenimento epidemico, insieme alle altre misure organizzative.

Ribadiscono gli esperti del Comitato Tecnico Scientifico che la distanza minima di un metro tra gli alunni in classe, deve ritenersi statica cioè con gli studenti seduti al banco. Invece il distanziamento tra gli alunni e gli insegnanti deve essere di almeno due metri, lo stesso che va osservato anche in palestra e che deve essere mantenuto in tutti i locali della scuola, compresa l'aula Insegnanti e la mensa, prevedendo, ove necessario, anche l'erogazione dei pasti per fasce orarie differenziate. 

Secondo il Ministero della Istruzione, sarà necessario nuovo personale e spazi. Il 15% è la quota di studenti delle scuole statali che dovranno essere collocati fuori dalle aule; secondo i Presidi circa 20.000 saranno gli spazi per la didattica da trovare fuori dalla scuola e 50mila i nuovi insegnanti assunti a tempo determinato per far fronte all'emergenza.

COME CI SI DOVRÀ COMPORTARE IN CASO DI CONTAGIO A SCUOLA

Bisognerà ogni volta esaminare il contesto, la specifica situazione e se necessario mettere in quarantena una intera classe e anche più. Questo, sarà discusso con le strutture sanitarie locali e con il Dirigente didattico ed insieme, si studierà la soluzione più opportuna.

Per l'infanzia è stato firmato il 19 Agosto un protocollo per la ripresa, da parte dei principali Sindacati di categoria della scuola. I bambini, le famiglie e i lavoratori del sistema integrato per l'educazione e l'istruzione da 0 a 6 anni potranno iniziare a Settembre un nuovo percorso educativo sicuro e strutturato negli asili nido e nei servizi dell'infanzia. In questo modo si creeranno le condizioni affinché nello spirito di responsabilità e di condivisione, la molteplicità dei soggetti coinvolti potrà convergere per assicurare le migliori condizioni della ripartenza.  

Sono stati concordati alcuni principi e requisiti per l’igienizzazione di locali e arredi, la gestione della prima fase di manifestazione di sintomi riconducibili al contagio, la formazione e informazione su regole di prevenzione rivolte alle famiglie, agli accompagnatori ed ai lavoratori.

Il Protocollo impegna le parti ad una assidua azione di confronto per i diversi livelli di responsabilità, attraverso tavoli permanenti costruiti a livello nazionale e regionale con tutti i soggetti coinvolti.

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Spazio di divulgazione medico-scientifica intesa ad approfondire temi generali che riguardano la salute e gli eventi collegati. Si tratta di articoli di natura medica, affrontati però con un taglio divulgativo accessibile ai non esperti, che non possono in alcun modo sostituirsi a valutazioni o a diagnosi mediche.

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Commenti (1)

  • in marzo, quando ad ammalarsi e a morire erano gli anziani, hanno chiuso le rsa ai parenti dei vecchietti, ma le hanno aperte per accogliere quei malati in fase di guarigione, che credevano non più contagiosi, ma che poi hanno fatto una strage. Adesso, che ad ammalarsi sono i giovani, stanno convintamente pensando di spalancare le scuole. Mah

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