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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Serve una strategia politica transnazionale sulle risorse idriche

Il consumo pro capite italiano è circa 220 litri al giorno, quasi il doppio della media europea

La siccità cresce a causa del riscaldamento globale e interessa tutta la Terra. Il WWF stima che circa 4 miliardi di persone vivano già una grave carenza d’acqua per almeno un mese l’anno e che la popolazione globale esposta a siccità estrema potrebbe aumentare dal 3 all’8% nel 21esimo secolo. I cambiamenti climatici hanno un impatto enorme anche sul mondo vegetale, mettendo a rischio circa il 40% delle specie di piante esistenti sulla terraferma. Si tratta di un problema globale che richiede piani transnazionali concordati tra le Istituzioni collettive e quindi politiche, mentre a livello locale la risposta alla siccità consiste nel tutelare l’acqua e usarla in modo più efficiente.

L’Italia è uno dei Paesi più sensibili alle variazioni climatiche indotte dalla posizione nel Mediterraneo e tra le regioni planetarie che si stanno riscaldando più rapidamente. La scarsità idrica che coinvolge fiumi e laghi riguarda anche l’energia nazionale, dato che il 16% di essa, arriva da fonti idroelettriche.

Da dicembre a fine febbraio, l’Italia ha ricevuto il 60% di neve e l’80% di pioggia in meno rispetto alla media stagionale. Alla carenza di precipitazioni, si associa un fine inverno caldo: una media stagionale di 1.7°C in più rispetto al trentennio 1981-2010. Le temperature anomale hanno interessato soprattutto il Nord (+2.3°C) e in particolare, il Nord-Ovest (+2.6°C). Il caldo ha colpito particolarmente il Piemonte e la pianura veneta. Siccità significa meno acqua per le arterie fluviali nei cui bacini si produce il 40% del Pil nazionale con quello del Po che incide su oltre un terzo della produzione agricola nazionale e fornisce l’approvvigionamento idrico di 16milioni di persone. L’8 marzo,  il grande fiume ha registrato i livelli delle portate più bassi degli ultimi trenta anni, ma si assiste anche ad un impoverimento idrico di: Adige, Arno e Tevere.

In Italia, a livello individuale, il consumo è maggiore rispetto ad altri cittadini europei: circa 220 litri al giorno, con picchi di 236 nelle città, quasi il doppio della media europea che è di 125 litri. Vi è notevole spreco nella distribuzione, causa acquedotti mal funzionanti e reti fatiscenti; ogni 100 litri immessi nella rete di distribuzione, 42 non arrivano ai rubinetti delle case. Secondo l’Istat, recuperando queste perdite si potrebbe garantire il fabbisogno di acqua a circa 44 milioni di persone in un anno.

“L’acqua non può essere semplicemente un bene privato che genera profitti mercantili e soggetto alla legge dei mercati – ha sottolineato Papa Francesco – il 22 marzo, nella trentesima giornata mondiale dell’Acqua, ricordando come la sua sicurezza sia minacciata da inquinamento, conflitti, cambiamento climatico e abuso delle risorse naturali”.

Serve una strategia politica transnazionale sulle risorse idriche

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