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Studi e ricerche dell'American Cancer Society confermano i danni derivati dall'uso del tabacco

L'assunzione costante e prolungata di tabacco è in grado di incidere sulla durata della vita, oltre che sulla qualità della stessa. Il "Center for Disease Control and Prevenction - CDC" degli USA, ha identificato 27 malattie fumo correlate. Ogni malattia ha un particolare rischio correlato al fumo e gli apparati broncopolmonare e cardiovascolare sono maggiormente interessati. La gravità dei danni fisici dovuti alla esposizione (anche passiva) al fumo di tabacco è direttamente proporzionale alla entità complessiva del suo abuso. Più precisamente, sono determinanti: l'età di inizio, il numero di anni da fumatore, il numero di sigarette giornaliere e la inalazione più o meno profonda del fumo.

Il fumo è la principale causa di infarto e di malattie coronariche; si associa al 30% delle morti causate da coronaropatie e ad un aumento del rischio di morte improvvisa. In Italia, il tumore polmonare si stima sia responsabile del 91% delle morti per cancro  negli uomini e del 55% nelle donne.

Uno studio condotto da diverse Università e dall' "American Cancer Society" indica un numero tra 60.000 e 120.000 morti ogni anno negli Stati Uniti, causato  dall'uso del tabacco e ne conferma il legame con il cancro della mammella e della prostata, infezioni e con malattie anche ordinarie.

Lo studio pubblicato sul "New England Journal of Medicine" nel febbraio 2015, riguarda oltre il cancro al polmone, malattie cardiache e altre condizioni già messe in stretta connessione al fumo e le 480.000 morti negli USA ad essi attribuite ogni anno. 

I ricercatori hanno analizzato quasi 1 milione di americani dai 55 anni in su, prendendo in considerazione altri cinque studi, tra cui quelli degli Istituti nazionali di salute.  Hanno preso in esame lo stato di salute dei partecipanti per circa 10 anni e confrontato i decessi per varie cause tra i fumatori, non fumatori ed extra fumatori, tenendo conto di altre circostanze che possono implementare il rischio, come l'uso di alcol.

Gli  indici di mortalità sono risultati  due o tre volte superiori rispetto a chi non ha mai fumato. La maggior parte delle morti in eccesso nei fumatori erano dovuti a 21 malattie già legate al fumo, tra cui 12 tipi di cancro, malattie cardiache e ictus cerebrale. I ricercatori hanno anche verificato che i tassi di mortalità nei fumatori erano due volte più alti in altre condizioni, come l'insufficienza renale, infezioni, cirrosi epatica e alcune malattie respiratorie, non precedentemente legate al fumo. In sintesi. Il rischio per le fumatrici di decessi per cancro mammario è del 30 % maggiore rispetto alle donne che non fumano. I maschi hanno un rischio maggiore del 40% di decessi per tumore alla prostata, rispetto ai non fumatori; il rischio diminuisce tra chi ha smesso di fumare.

31 maggio: Giornata mondiale senza tabacco:

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Commenti (2)

  • ma ci sarà ancora qualcuno che non sappia che il fumo fa male ? Nel 2020 scrivendo su questo argomento si rischia di scrivere aria fritta

  • Mi son sempre domandato, leggendo articoli "proibizionisti" di qualsiasi genere, a CHI serve?, cui prodest? Lo studio esposto parla di percentuali senza riferimento ai relativi parametri. Quindi, Parla di rischio ma senza dati di fatto. Del resto è un normale studio statistico USA, inteso SOLO a confermare una tesi e a influenzare l'economia.

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