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Venerdì, 21 Giugno 2024
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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Un nuovo satellite europeo per previsioni più accurate

Con il nuovo satellite  meteorologico europeo MTG-I1 (Meteosat Third Generation Imager -1), i meteorologi  saranno in grado di rilevare e prevedere, in modo più accurato e rapido eventi meteorologici gravi ed il monitoraggio dei cambiamenti climatici.

Il 13 dicembre 2022, su un razzo Ariane V  è stato lanciato il primo  di una nuova generazione di satelliti destinata  a rivoluzionare  le previsioni meteorologiche in Europa: il MTG-I1, basato su una partnerschip  tra ESA (Agenzia Spaziale Europea) ed Eumetsat.

Sono arrivate  le prime immagini pubblicate della Terra, scattate il 18 marzo 2023, che rivelano le condizioni meteorologiche dell’Europa, dell’Africa e dell’Atlantico, con notevole dettaglio, irraggiungibile finora dall’orbita geostazionaria e che consentirà una maggiore comprensione del nostro pianeta, così come  dei sistemi meteorologici che lo modellano.

L’importanza  di queste foto dettagliate  è da tenere in considerazione  anche per il monitoraggio dei cambiamenti climatici. Il livello di dettaglio - ha spiegato Phil Evans, direttore generale di Eumetsat - è straordinariamente importante per i meteorologi  che saranno in grado di rilevare e prevedere in modo più accurato e rapido  eventi meteorologici gravi. MTG - I1 sta  attualmente attraversando una fase di messa  in servizio di 12 mesi ed i dati finali del satellite saranno diffusi ai servizi  meteorologici in Europa e oltre, alla fine del 2023, per l’uso operativo nelle previsioni meteorologiche.

Paul Blythe - responsabile del programma  Meteosat  dell’ESA -  ha commentato che  i risultati iniziali  sono estremamente motivanti per coloro che hanno  lavorato  al programma e creano un grande impulso  per completare l’intera costellazione MTG entro il 2026.

MTG –I1  è il primo dei sei satelliti  che formano l’intero sistema MTG che fornirà dati per il rilevamento tempestivo  e a breve termine  dei potenziali  eventi meteorologici  estremi nei prossimi 20 anni. In piena operatività, la missione comprenderà due satelliti MTG-I e un satellite MTG Sounding (MTG-S) che lavorano insieme.

I satelliti MTG-S trasporteranno un ecoscandaglio (strumento utilizzato per misurare la distanza dalla superficie al fondale) a infrarossi e uno spettrometro nel vicino infrarosso, visibile  e ultravioletto. Un importante passo avanti per gli allarmi precoci di forti temporali  e dovrebbe fornire informazioni  dall’orbita geostazionaria  sulla composizione di ozono, monossido di carbonio e cenere vulcanica all’interno della atmosfera.

Uno studio recente  del Centro Ambientale e di telerilevamento  di Nansen in Norvegia, ha evidenziato che negli ultimi anni i satelliti sono stati preziosi per  documentare il surriscaldamento  dell’Artico, una regione  dove i cambiamenti climatici sono due volte più veloci che nel resto del mondo, una zona remota, non facile da tenere sotto controllo. Alcuni satelliti fotografano il Polo nord, altri sono dotati di sensori per le microonde che rivelano estensione e spessore del ghiaccio, anche al buio, altri ancora sono in grado di misurare quanto è caldo e salato l’oceano dell’estremo nord. I satelliti del programma climatico dell’ESA chiamato Climate Change Initiative, tracciano anche la rotta delle nuvole, misurano il livello del mare e controllano dove e come scoppiano gli incendi.

La Climate Change Initiative (CCI), della Agenzia Spaziale Europea (ESA), ha sviluppato Training for Science Excellence per fornire a nuova generazione di scienziati e studiosi le competenze  per comprendere i cambiamenti climatici ed analizzare i dati  satellitari. I dispositivi spaziali  sono diventati più precisi e oggi, confrontare i dati raccolti  negli anni, è fondamentale per capire come sta cambiando la Terra.

In 40 anni, i satelliti dell’ESA hanno raccolto quattro trilioni  di misurazioni  che riguardano  la temperatura del mare. Se l’acqua degli oceani diventa troppo calda, evapora più facilmente, forma nuvole e causa numerose ed improvvise  piogge. Altre telecamere satellitari riescono a registrare  da lontano il colore dell’oceano per capire dove abbondano  le piante marine preziose per togliere dalla atmosfera la CO2.

Dallo spazio i satelliti misurano l’umidità e la temperatura del suolo, monitorano lo stato di salute delle piante e raccolgono informazioni per prevedere che tempo farà.

Evidenziano in rosso  le zone calde chiamate isole di calore,  che corrispondono soprattutto alle città, le quali,  avendo molti edifici, cemento e pochi alberi, bloccano il calore, creando forti disagi alle persone che vi abitano.

Un nuovo satellite europeo per previsioni più accurate

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