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Uno studio dimostra come gli asintomatici abbiano la stessa carica virale dei pazienti con sintomi

Sulla possibile trasmissione del contagio, all'inizio della pandemia i pareri degli esperti, in Italia e nel mondo sono stati contrastanti e questo gruppo di pazienti infetti era stato totalmente escluso dall'indagine attraverso l'esecuzione del tampone nasofaringeo per la ricerca dell'RNA virale. Ora, gli asintomatici sono tornati a far discutere la scienza. Le ricerche confermano i sospetti: sembra infatti che la carica virale (concentrazione di virus in naso e gola)  di un asintomatico con Sars - CoV-2 sia la stessa di una persona infettata e con sintomi classici della malattia: febbre, tosse etc. e che la mantengono a lungo per un numero di giorni equiparabile a quello di un paziente. Quindi, i soggetti asintomatici sono contagiosi quanto i sintomatici e contribuiscono allo stesso modo alla trasmissione del virus e allo sviluppo della pandemia. A rivelarlo, un recente studio condotto da "Joon Seo Lim" dell'Asan Medical Center di Seul (Corea del Sud) e pubblicato sulla rivista Thorax. Lo studio è stato reso possibile dal fatto che in Corea del Sud, dall'inizio di marzo è stata svolta una campagna importante di test per evidenziare tutti i casi di Sars - CoV-2.

Gli esperti hanno osservato 213 persone messe in isolamento perché risultate positive. Di questo gruppo, a sei giorni dal primo tampone, è rimasto asintomatico quasi il 20% pari a 41 individui. Il tampone è stato poi ripetuto al 13esimo giorno e si è stato notato che tutti i positivi, anche in assenza di sintomi, avevano una carica virale comparabile, eseguendo un totale di quasi 2.000 test.

Gli autori dello studio sottolineano "come gli asintomatici veicolino spesso il virus a loro insaputa. Lo studio è rilevante sia per l'ampiezza del campione di individui coinvolti e a lungo monitorato, sia perché i ricercatori hanno accuratamente distinto gli asintomatici dai pre-sintomatici. Per questo motivo, è importante che tutti usino la mascherina indipendentemente dai sintomi ed i test dovrebbero essere estesi per intercettarli meglio".

Il professor Anthony Fauci, Immunologo, Direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) USA, componente della task force anti- Covid - 19 della Casa Bianca, ammette l'errore di valutazione. "Quello che non sapevamo all'inizio della pandemia era che all'incirca il 40-45% dei casi di persone contagiate da coronavirus Sars - CoV-2 è asintomatico. Recenti studi dimostrano che forse il 50% delle trasmissioni avviene da una persona asintomatica a una persona non infetta. Non possiamo ignorare l'infezione da Sars - CoV-2 asintomatica - ha dichiarato il professor Fauci in una lunga intervista al British Medical Journal - perchè questa è una componente importante della epidemia".

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Spazio di divulgazione medico-scientifica intesa ad approfondire temi generali che riguardano la salute e gli eventi collegati. Si tratta di articoli di natura medica, affrontati però con un taglio divulgativo accessibile ai non esperti, che non possono in alcun modo sostituirsi a valutazioni o a diagnosi mediche.

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Commenti (1)

  • non mi stupisce che gli asintomatici abbiano la stessa carica virale dei pazienti con sintomi, anche perché nella mia ignoranza avevo sempre pensato che fosse esattamente così, e proprio per questo ho sempre pensato che gli asintomatici fossero gli elementi più pericolosi, a causa della loro inconsapevole possibilità di diffondere subdolamente la malattia. Semmai mi stupisce che certi soloni siano arrivati solo ora a capire questa cosa, che, sinceramente, non mi pare che richieda di essere dei geni per poter essere compresa rapidamente

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